Diritti dei consumatori: sicurezza dei prodotti di consumo

Quali sono le norme nazionali in vigore in materia di sicurezza dei prodotti di consumo - Esistono differenze a seconda dei tipi di prodotto?

Il Ministero dello sviluppo economico- Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica, garantisce la conformità e la sicurezza dei prodotti destinati al consumatore finale e non, attraverso azioni di vigilanza sulle merci già immesse sul mercato e su quelle importate dagli Stati extracomunitari che, in base alle previsioni dell’art. 27 del Regolamento comunitario 765/2008, vengono sottoposte a fermo doganale.

Il Ministero:

  • opera in materia di conformità e sicurezza dei prodotti con particolare riguardo a:
    • i giocattoli (D.lgs 54/2011),
    • i prodotti elettrici a bassa tensione (D.lgs 86/2016),
    • i dispositivi di protezione individuali (DPI) (D.lgs. 17/2019),
    • prodotti che possono causare perturbazioni elettromagnetiche (D.lgs 80/2016),
    • prodotti rientranti nell'ambito delle attrezzature a pressione (D.lgs. 26/2016),
    • apparecchi che bruciano carburanti gassosi (D.lgs. 23/2019)
    • prodotti da costruzione (D.lgs. 106/2017)
    • prodotti sottoposti alla normativa sulle macchine (D.Lgs 17/2010)
  • opera in materia della sicurezza generale dei prodotti secondo la Direttiva(CE)2001/95 in base al D.lgs 206/2005 (Parte IV, Titolo I, del Codice del Consumo).

 

DIRETTIVA 2014/35/UE

(D.lgs. n. 86 del 19 maggio 2016)

Materiale elettrico

La direttiva 2014/35/UE, relativa al materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro certi limiti di tensione, è recepita con il decreto legislativo 19 maggio 2016, n. 86. Tale decreto fissa i requisiti essenziali di sicurezza che deve avere il materiale elettrico per poter essere messo a disposizione sul mercato UE, così da offrire un elevato grado di protezione della salute, delle persone e degli animali domestici.

Il materiale elettrico che rientra nell’ambito di applicazione del decreto legislativo 86/2016 deve avere generalmente una tensione nominale compresa fra 50 e 1.000 Volt in corrente alternata e fra 75 e 1.500 Volt in corrente continua. La procedura di valutazione di conformità con cui il fabbricante ottempera agli obblighi previsti dal dlgs 86/2016 è il Modulo A – Controllo interno della produzione, come definito nella decisione 768/2008.

Non vi sono differenze tra la direttiva e il recepimento italiano.

 

DIRETTIVA 2014/30/UE

(D.lgs. n. 80 del 18 maggio 2016)

Compatibilità elettromagnetica

La direttiva 2014/30/UE, relativa alla compatibilità elettromagnetica, è recepita con il decreto legislativo 18 maggio 2016, n. 80. Tale decreto modifica il precedente decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 194 di attuazione della direttiva 2004/108/CE.

Il dlgs 80/2016 riguarda le apparecchiature elettriche ed elettroniche che possono creare perturbazioni elettromagnetiche o il funzionamento delle quali può essere influenzato da perturbazioni generate da altre sorgenti di disturbo.

Si presumono conformi alla direttiva gli apparecchi il cui livello di emissione non raggiunga un’intensità di livello di emissione tale da impedire il normale funzionamento delle apparecchiature radio e di telecomunicazione e che presentino un livello di immunità nelle condizioni d'uso cui sono destinate, tale da preservare il normale funzionamento dal deterioramento

La conformità di un apparecchio ai requisiti essenziali previsti dal  dlgs 80/2016 è dimostrata mediante una delle seguenti procedure di valutazione della conformità:

  • Modulo A – Controllo interno della produzione
  • Modulo B - Esame UE del Tipo

Non vi sono differenze tra la direttiva e il recepimento italiano.

 

DIRETTIVA 2014/68/UE

(D.lgs. n. 26 del 15 febbraio 2016)

Attrezzature a pressione

La direttiva 2014/68/UE, relativa alle attrezzature a pressione, è recepita con il decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 26. Tale decreto modifica il precedente decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93 di attuazione della direttiva 97/23/CE.

Le disposizioni del decreto si applicano alla progettazione, alla fabbricazione e alla valutazione di conformità delle attrezzature a pressione e degli insiemi sottoposti ad una pressione massima ammissibile PS superiore a 0,5 bar.

Le attrezzature a pressione sono classificate in categorie secondo criteri di pericolo crescente e a seconda del fluido contenuto (gas comburenti, liquidi infiammabili, generazione di vapore o acqua surriscaldata a temperature superiori a 110 gradi centigradi ecc).

Le procedure di valutazione della conformità da applicare variano a seconda della categoria a cui appartiene l’attrezzatura a pressione (dal Modulo A fino al Modulo H).

 

DIRETTIVA 2006/42/CE

(D.lgs. n. 17 del 27 gennaio 2010)

Macchine

La Direttiva 2006/42/CE, comunemente nota come Direttiva Macchine, recepita in Italia con il d.lgs. 17/2010, si applica ai seguenti prodotti:

  • macchine propriamente dette,
  • attrezzature intercambiabili,
  • componenti di sicurezza,
  • accessori di sollevamento,
  • catene funi e cinghie,
  • dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e quasi-macchine.

Sono invece esclusi:

  • i componenti di sicurezza destinati ad essere utilizzati come pezzi di ricambio,
  • le attrezzature per i parchi giochi,
  • le macchine progettate o utilizzate per uso nucleare,
  • le armi,
  • i veicoli a motore,
  • i mezzi di trasporto per via aerea, via navigabile o su rete ferroviaria escluse le macchine installate su tali veicoli,
  • le navi e le piattaforme off-shore,
  • le macchine installate a bordo delle navi,
  • le macchine ad uso militare o per il mantenimento dell'ordine,
  • le macchine per fini di ricerca temporaneamente utilizzate nei laboratori,
  • gli ascensori nelle miniere,
  • le macchine per lo spostamento degli artisti durante le rappresentazioni,
  • i prodotti elettrici che ricadono nella direttiva 2006/95/CE,
  • le apparecchiature elettriche ad alta tensione.

La definizione di macchina propriamente detta è molto ampia ma si può riassumere elencandone i tre requisiti fondamentali:

  1. è un insieme di elementi collegati tra loro di cui almeno uno mobile;
  2. gli elementi sono solidamente collegati tra loro per un’applicazione ben determinata;
  3. gli elementi sono azionati da una forza diversa da quella umana o animale diretta.

In assenza del requisito n.2 l’insieme si configura come una quasi-macchina. Gli apparecchi di sollevamento di pesi sono macchine anche in assenza del requisito n.3. In merito al campo di applicazione non ci sono differenze tra il d.lgs. 17/2010 e la Direttiva.

 

REGOLAMENTO (UE) 2016/426

(D.lgs. n. 23 del 21 febbraio 2019)

(d.P.R. n. 121 del 6 agosto 2019)

Apparecchi che bruciano carburanti gassosi

Il regolamento (UE) 2016/426 sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi pubblicato sulla GUUE il 31 marzo 2016, non richiede recepimento, ma solo misure di adeguamento, adottate con due distinti provvedimenti contestuali: il DECRETO LEGISLATIVO 21 febbraio 2019, n. 23 pubblicato in gazzetta ufficiale n. 72 il 26 marzo 2019, ed il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 agosto 2019, n. 121 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.248 del 22 ottobre 2019.

Il regolamento definisce i requisiti essenziali di sicurezza per la fabbricazione e le procedure di valutazione della conformità di qualsiasi apparecchio ed accessorio che nel suo uso normale brucia carburante gassoso, inoltre il regolamento vuole monitorare i tipi di gas e le corrispondenti pressioni di alimentazione dei carburanti gassosi usati nei singoli territori dell’Unione - Competenza della Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geo-minerari (informazioni pubblicate anche in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea).

Nello specifico con il D.lgs. 21/02/2019 n°23 si interviene nella vigilanza, confermato quanto disposto regolamento (CE) 765/2008, e nelle Sanzioni, mentre con il decreto del Presidente delle Repubblica 06/08/2019 n° 121 viene dato attuazione a tutti gli articoli a discrezione dei singoli stati indicati nel Regolamento (opzione linguistica, Organismi di valutazione della conformità, notifica ed autorità di notifica ed Oneri relativi alle procedure di valutazione della conformità).

 

DIRETTIVA 2001/95/CE

(D.lgs. n. 206 del 6 settembre 2005)

Codice del consumo

Il d.lgs. n.206/2005 “Codice del consumo”, che ha recepito nella parte IV “Sicurezza e qualità” (Titolo I “Sicurezza dei prodotti”) la Direttiva 2001/95/CE sulla sicurezza generale dei prodotti, si applica a tutti i prodotti destinati al consumatore forniti nell’ambito di un’attività' commerciale, indipendentemente dal fatto che siano nuovi, usati o rimessi a nuovo (fatta eccezione per i prodotti usati, forniti come pezzi d'antiquariato, o come prodotti da riparare o da rimettere a nuovo prima dell'utilizzazione).

L’Obiettivo è di garantire che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri in condizioni di uso normale o ragionevolmente prevedibile, non presentino alcun rischio o unicamente rischi minimi; siano compatibili con l’impiego del prodotto e osservino un livello elevato di tutela della salute e della sicurezza delle persone.

La normativa ha carattere orizzontale in quanto si applica per gli aspetti e i rischi non coperti da specifiche disposizioni emanate a livello europeo (norme di armonizzazione dell’UE), per prodotti per i quali non è prescritta l’apposizione della marcatura CE (ad esempio articoli di puericultura, mobilio, biciclette).

La normativa disciplina inoltre:

  • gli obblighi del produttore e del distributore (art.104),
  • la presunzione di sicurezza di un prodotto (art.105),
  • la tipologia di misure restrittive che le autorità di vigilanza possono adottare (art.107),
  • gli strumenti con cui assicurare una valida ed efficace azione di sorveglianza sul mercato (art.109) e
  • le modalità di notifica e di scambio di informazioni delle misure adottate per limitare la circolazione di prodotti che presentano un rischio grave attraverso il sistema Rapex (art.110).

 

DIRETTIVA 2009/48/CE

(D.lgs. n. 54 dell’11 aprile 2011)

Giocattoli

Il d.lgs. n. 54/2011 di recepimento della Direttiva 2009/48/UE si applica ai prodotti progettati, in modo esclusivo o meno, per essere utilizzati per fini di gioco da bambini di età inferiore a 14 anni (art. 2), ad eccezione di:

  • attrezzature per aree da gioco per uso pubblico,
  • macchine da gioco automatiche, a moneta o no, per uso pubblico,
  • veicoli-giocattolo con motore a combustione,
  • macchine a vapore giocattolo e fionde e catapulte.

L’allegato I contiene un elenco dei prodotti che non sono considerati giocattoli ed esclusi dall’applicazione del decreto in argomento.

Il decreto disciplina:

  • i requisiti essenziali di sicurezza (avvertenze e di istruzioni d’uso),
  • i requisiti specifici di sicurezza indicati all’allegato II (proprietà fisico-meccaniche, infiammabilità, proprietà chimiche, proprietà elettriche igiene e radioattività),
  • la presunzione di conformità dei giocattoli (art. 15),
  • la valutazione di sicurezza e le procedure che deve osservare il fabbricante per valutare la conformità di un giocattolo (art.16).

Il rispetto di tali requisiti è dichiarato dal fabbricante del giocattolo attraverso l’emissione della dichiarazione UE di conformità con la quale si assume la responsabilità della valutazione di conformità del giocattolo e la apposizione della marcatura CE. Gli operatori economici (fabbricante, rappresentante autorizzato, importatore e distributore) devono rispettare gli obblighi indicati dagli artt. 3-8 la cui inosservanza comporta l’emissione da parte dell’autorità di vigilanza del mercato delle misure restrittive indicate all’art. 30  (richiesta di conformazione, divieto di commercializzazione e ritiro o richiamo dal mercato) proporzionate alla gravità della violazione commessa con irrogazione da parte delle camere di commercio delle corrispondenti sanzioni legislative.

  

REGOLAMENTO (UE) 425/2016

(D.lgs. n. 17 del 19 febbraio 2019)

Dispositivi di protezione individuale

Il d.lgs. n. 475/92 modificato dal d.lgs. n. 17/2019 ha adeguato la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 425/2016 sui dispositivi di protezione individuale (DPI). Il Regolamento essendo direttamente applicabile, a differenza della Direttiva, non deve essere recepito dallo stato membro salvo per l’aspetto sanzionatorio disciplinato dagli stati membri (art. 14 del d.lgs. 475/92).  La normativa si applica a quei dispositivi progettati e fabbricati per essere indossati o tenuti da una persona per proteggersi da uno o più rischi per la sua salute o sicurezza.

Sono esclusi i dispositivi di protezione individuale usati:

  • dalle forze armate o nel mantenimento dell’ordine pubblico,
  • per l’autodifesa, ad eccezione dei DPI destinati ad attività sportive,
  • per l’uso privato per proteggersi da condizioni atmosferiche non estreme o dall’umidità e dall’acqua durante la rigovernatura,
  • su navi marittime o aeromobili oggetto dei pertinenti trattati internazionali e
  • da conducenti e passeggeri di motocicli e ciclomotori (caschi e visiere di protezione).

I DPI devono rispettare i requisiti essenziali di sicurezza indicati all’all. II del reg. 425/2016; si presumono conformi quando sono muniti della marcatura CE e il fabbricante fornisce la documentazione di cui all'articolo 15 e all'allegato III del regolamento DPI (dichiarazione UE di conformità e documentazione tecnica), nonché, relativamente ai DPI di seconda e terza categoria, la certificazione di cui agli allegati V, VI, VII e VIII del regolamento DPI. I DPI possono essere di I, II e III categoria in base al rischio che il dispositivo è destinato a proteggere:

  • I categoria - Rischi minimi
  • – II categoria rischi diversi dalla I e III,
  • III rischi con conseguenze molto gravi (allegato I del reg. 425/2016).

Le funzioni di autorità di vigilanza sono svolte dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali secondo le rispettive competenze.

 

REGOLAMENTO (UE) 305/2011

(D.lgs. n. 106 del 16 giugno 2017)

Prodotti da costruzione

Il d.lgs. n. 106/2017 si applica ai tutti quei prodotti da costruzione, ne fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e abroga la Direttiva 89/106/CEE del Consiglio. Il CPR è finalizzato ad eliminare le barriere alla libera circolazione dei prodotti da costruzione nel territorio dell’Unione, attraverso la condivisione di criteri di valutazione condivisi definendo il concetto di “marcatura CE” nell’ambito specifico del settore delle costruzioni. La natura stessa dei prodotti da costruzione, ovvero di essere incorporati in opere di costruzione, li definisce come prodotti intermedi e i concetti di “sicurezza” e di “interesse generale” legati alla marcatura CE si applica in relazione al loro contributo al soddisfacimento dei requisiti di base (Allegato I) delle opere in cui sono incorporati. Inoltre il CPR mira ad assicurare che le informazioni concernenti le prestazioni ovvero le caratteristiche essenziali dei prodotti (Allegato III) e della costanza della loro prestazione (Allegato V) siano affidabili in modo da assicurare che i prodotti vengano usati propriamente per la realizzazione delle opere civili da costruzione. Il CPR, conseguentemente, indica le condizioni per l’immissione nel mercato definendo disposizioni armonizzate per delineare le prestazioni in relazione alle caratteristiche essenziali e per definire le linee da adottare per l’uso della marcatura CE. Il CPR definisce infine i requisiti degli organismi di valutazione tecnica che devono assicurare la bontà dei requisiti di base, delle prestazioni essenziali, e la loro costanza (Allegati IV) nonché le procedure per l’adozione dei documenti per la valutazione europea (Allegato II).

 


Riferimenti normativi

  • DECRETO LEGISLATIVO 19 maggio 2016, n. 86 Attuazione della direttiva 2014/35/UE concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato del materiale elettrico destinato ad essere adoperato entro taluni limiti di tensione.
  • DECRETO LEGISLATIVO 18 maggio 2016, n. 80 Modifiche al decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 194, di attuazione della direttiva 2014/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità' elettromagnetica (rifusione).
  • DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 26 Attuazione della direttiva 2014/68/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relativa alla messa a disposizione sul mercato di attrezzature a pressione (rifusione)
  • DECRETO LEGISLATIVO 27 gennaio 2010, n. 17 Attuazione della direttiva 2006/42/CE, relativa alle macchine e che modifica la direttiva 95/16/CE relativa agli ascensori
  • DECRETO LEGISLATIVO 21 febbraio 2019, n. 23 Attuazione della delega di cui all'articolo 7, commi 1 e 3, della legge 25 ottobre 2017, n. 163, per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/426 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE
  • DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 agosto 2019, n. 121 Regolamento recante attuazione della delega di cui all'articolo 7, commi 4 e 5, della legge 25 ottobre 2017, n. 163, per l'adeguamento della normativa regolamentare nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/426 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sugli apparecchi che bruciano carburanti gassosi e che abroga la direttiva 2009/142/CE
  • DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2005, n. 206 Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229
  • DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2011, n. 54 Attuazione della direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. Si applica ai prodotti progettati, in modo esclusivo o meno, per essere utilizzati per fini di gioco da bambini di età inferiore a 14 anni
  • DECRETO LEGISLATIVO 19 febbraio 2019, n. 17 Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio
  • DECRETO LEGISLATIVO 16 giugno 2017, n. 106 Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 305/2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE


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