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Governo italiano

Accogliendo l’indicazione contenuta nella Comunicazione della Commissione europea “Politica integrata dei prodotti, sviluppare il concetto di ciclo di vita ambientale”, e in ottemperanza al comma 1126, articolo 1, della legge 296/2006 (legge finanziaria 2007), il Ministero dello Sviluppo Economico ha contribuito all’elaborazione del “Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione”, ovvero il Piano Nazionale d’Azione sul Green Public Procurement (PAN GPP) in collaborazione con gli altri ministeri competenti.

Il Ministero dello Sviluppo Economico è inoltre parte attiva del Comitato di gestione che vede al suo interno rappresentanti dei tre Ministeri di riferimento (Ministero della Transizione Ecologica, dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze), di ISPRA, CONSIP, ENEA, di esperti di alcune ARPA e di due rappresentanze delle Regioni. Il PAN GPP ha l’obiettivo orientare la spesa pubblica verso l’efficienza energetica e il risparmio nell’uso delle risorse, in particolare la riduzione delle emissioni di CO2, la riduzione dell’uso di sostanze pericolose e della produzione di rifiuti. Il Piano individua undici categorie di prodotti e servizi di interesse prioritario per volume di spesa e per impatti ambientali rispetto ai quali definire “criteri ambientali minimi” (CAM), ossia requisiti di natura ambientale collegati alle diverse fasi della procedura di appalto, da implementare nelle ordinarie procedure di acquisto pubblico.

Con il GPP, che rappresenta il sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili, la Pubblica Amministrazione (PA) diventa protagonista di una strategia di sviluppo sostenibile. Grazie al GPP le PA possono influenzare il mercato, le imprese, i prodotti e i servizi, favorendo in generale la diffusione dell’innovazione tecnologica ed in particolare il raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale. L’applicazione di una politica di GPP come quella indicata nel Piano d’Azione Nazionale (PAN), è l’occasione per operare una razionalizzazione dei consumi ed una loro migliore contabilizzazione.

 

Cosa sono i Criteri Ambientali Minimi (CAM)

I Criteri Ambientali Minimi (CAM), adottati con decreto ministeriale, sono dei requisiti di tipo sociale, ambientale ed economico, volti a indirizzare le scelte della PA, premiando quei prodotti, servizi a più elevato valore di sostenibilità sotto il profilo ambientale e lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato. I criteri mirano a raggiungere un buon equilibrio tra prestazioni ambientali, considerazioni sui costi e disponibilità del mercato. Tenendo in considerazione la distinzione fra criteri base e criteri premianti, le amministrazioni aggiudicatrici possono scegliere, in base alle loro esigenze e al livello di ambizione, di includere tutti o solo determinati requisiti nei loro documenti, rendendo così modulabili i criteri stessi. Sono definiti nell’ambito di quanto stabilito dal Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della PA e sono adottati con Decreto del Ministro dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del mare.

Sono detti minimi in quanto sono considerati gli elementi di base che dovrebbero caratterizzare le procedure di acquisto preferibili da un punto di vista ambientale. La loro implementazione garantisce che la politica nazionale in materia di appalti pubblici verdi sia efficace non solo nell’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali, ma anche al fine di promuovere modelli di produzione e consumo più sostenibili e circolari. La loro applicazione, infatti, consente di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili producendo così una spinta sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi a adeguarsi alle nuove richieste della PA.

I CAM, aggiornati periodicamente sulla base dell’evoluzione tecnologica e di mercato, riguardano ad ora, le categorie di forniture ed affidamenti individuate nel Piano D’Azione nazionale sul Green public procurement e definite “prioritarie”.

La definizione dei CAM rientra fra i compiti assegnati al Comitato di Gestione del GPP che si avvale, per la loro elaborazione, di Gruppi di lavoro tecnici composti da rappresentanti ed esperti della PA e delle centrali di committenza, da enti di ricerca, università, nonché da referenti delle associazioni di categoria degli operatori economici del settore di riferimento. I CAM così elaborati vengono successivamente condivisi nel Comitato di Gestione ed inviati, in allegato al Decreto del Ministro della Transizione Ecologica, ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Economia e delle Finanze per acquisire eventuali osservazioni.

 

A chi si rivolgono

Sono indirizzati ciascuno verso una specifica categoria merceologica di riferimento presentando però una struttura di base comune. Per ogni categoria vengono poi riportate le normative di riferimento ambientale, fornite tutte le indicazioni sulle procedure di esecuzione delle gare di appalto e descritto l’approccio da seguire per la definizione di ciascun criterio ambientale minimo.

La sezione dedicata alla procedura di gara interessa la modalità di selezione dei candidati (designando i requisiti di qualificazione utili a verificare le capacità tecniche del candidato e tali da garantire l’esecuzione dell’appalto nel totale rispetto dell’ambiente), le specifiche tecniche (ovvero gli standard minimi di prodotto così come disposto dal d.lgs. n.50/2016), i criteri premianti (requisiti finalizzati alla selezione di prodotti o servizi con prestazioni ambientali superiori a quelle definite dalle specifiche tecniche, per tale motivo premiate con un punteggio migliore), le clausole contrattuali (indicazioni fornite per garantire una migliore esecuzione dell’appalto sotto il profilo della sostenibilità ambientale). Ogni CAM, inoltre, include un disciplinare per le verifiche nel quale vengono fornite indicazioni per dimostrare la conformità ai requisiti prescritti.

La Commissione Europea ha assegnato al GPP un ruolo di carattere strategico per le politiche di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I CAM rappresentano infatti uno strumento propulsivo di iniziative volte allo sviluppo di modelli di economia circolare, come si riscontra dall’indirizzo europeo che spinge per una valorizzazione dell’eco-progettazione dei prodotti, sottolinea la necessità di stimolare i consumatori con misure d’incentivo e di sostegno a favore della riduzione dei rifiuti e della loro corretta separazione, evidenzia l’opportunità di incentivare sistemi di raccolta differenziata che contengano al minimo i costi di riciclaggio e riutilizzo e incoraggia i consumatori ad orientarsi verso servizi di noleggio, prestito o condivisione, preferendole all’acquisto. I CAM hanno prescrizioni complementari e sinergiche e la loro applicazione congiunta consente di attuare simultaneamente le diverse indicazioni richiamate in tutte le Comunicazioni della Commissione Europea che trattano di politiche ed azioni ambientali.

 

Interazione MiSE – MiTE

Il Ministero dello Sviluppo Economico è presente ai tavoli di lavoro sui Criteri Ambientali Minimi e svolge un importante ruolo di raccordo tra amministrazioni, aziende e stakeholder. Il MiSE è impegnato nel far emergere tutte le possibili sinergie tra gli attori coinvolti attraverso consultazioni periodiche e concerti per l’armonizzazione delle attività concernenti i CAM.

 

Quali sono

Ad oggi i Criteri ambientali minimi in vigore sono consultabili sul sito del Ministero della Transizione Ecologica al link https://www.mite.gov.it/pagina/i-criteri-ambientali-minimi#1

 

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