Verbale di incontro - IDEAL STANDARD ITALIA - Stabilimento di Trichiana – BL - (Roma, 27 ottobre 2021)

Mercoledì, 27 Ottobre 2021

Documento: Verbale di incontro
Azienda: IDEAL STANDARD ITALIA (Stabilimento di Trichiana – BL)
Settore: Ceramica
Numero dipendenti: 450 circa (a Trichiana)
Data: 27 ottobre 2021

 

Il 27 ottobre 2021 si è svolta, presso la sede del Ministero e in videoconferenza, la riunione convocata dal Ministero dello sviluppo economico, avente ad oggetto la situazione produttiva ed occupazionale dello stabilimento Ideal Standard di Trichiana.

All’incontro, presieduto da Luca Annibaletti - Coordinatore della struttura per le crisi di impresa, hanno partecipato: per il Ministero dello sviluppo economico, Stefano D’Addona - Capo della Segreteria tecnica del Viceministro, Chiara Cherubini, Rosanna Argentieri e Paola Capone; per la Regione Veneto l'Assessore al Lavoro Elena Donazzan, Mattia Losego, Sergio Cavallerin, Giuliano Bascetta; per Confindustria Ceramica Pietro Conte e per Confindustria Belluno Andrea Gnesin; per la Ideal Standard Samuel Riitano, Mauro Maremmi, Elisa Cattaneo, Stefano Decurti e Francesco Villani ed il consulente legale Avv. Brisciani; i rappresentanti delle segreterie nazionali e territoriali di Filctem -Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Ugl Chimici, unitamente alle RSU.

Il dott. Annibaletti ha aperto l'incontro invitando l'azienda a presentare gli aggiornamenti rispetto all’ultimo incontro del 3 agosto 2021.

L’azienda ha illustrato la situazione dello stabilimento di Trichiana, sottolineando il problema di competitività e del costo medio per alcuni dei prodotti principali che non rende più sostenibile la produzione. In base agli impegni presi il 3 agosto, l’azienda si è attivata per valutare degli scenari, di durata triennale focalizzati sulla massima saturazione dei forni, con investimenti mirati su automazione e produttività e compatibili con la continuità produttiva. Tra questi lo scenario best prevede, su un arco temporale di 3 anni, investimenti per 16,5 milioni di euro, una rimodulazione dei volumi produttivi e una forte riduzione delle spese generali. Tuttavia, rilevando che anche l’attuazione di questa ipotesi porterebbe il costo di produzione unitario ad un livello non ancora pienamente concorrenziale, l’azienda ha ritenuto il sito di Trichiana non più sostenibile nel medio-lungo periodo ed il consiglio di amministrazione della capogruppo di venerdì 22 ottobre ha deciso di cessare l’attività produttiva.

L’azienda ha pertanto palesato la volontà di avviare, a breve, un confronto con le Parti sociali sul tema.

Alla richiesta del dott. Annibaletti in merito alla volontà dell’azienda di continuare a ritenere l’Italia un sito strategico, è stato confermato di voler mantenere in Italia la rete commerciale di Milano e la sede logistica di Bassano Bresciano - per un totale di circa 120 dipendenti - ma non la produzione, a causa dei costi non sostenibili nel medio-lungo periodo.

L’Assessore Donazzan si è detta sorpresa della decisione assunta dall’azienda, soprattutto in ragione degli investimenti sinora fatti presso l’unità produttiva di Trichiana che sono stati possibili anche grazie ai grandi sacrifici dei lavoratori che nel 2015, per permettere la continuità produttiva del sito attraverso nuovi investimenti, hanno rinunciato a parte della retribuzione. Ha posto, inoltre, l’accento sulle ricadute occupazionali che questa scelta provocherà in un territorio già pesantemente impattato da un’altra crisi aziendale.

Le OO.SS. hanno chiesto con forza il ritiro della decisione di chiusura dello stabilimento di Trichiana, sottolineando come i lavoratori che rimarrebbero in Italia non sarebbero 120, come indicato dalla società, ma 160, considerando anche i lavoratori interinali del polo logistico. Hanno chiesto, altresì, tempi certi e congrui al fine di trovare soluzioni alternative alla cessazione, ipotizzando, qualora la società non intenda rivedere la propria decisione, una reindustrializzazione del sito con la cessione dello storico marchio a favore di un investitore in grado di garantire la continuità produttiva e occupazionale. Hanno richiesto l’utilizzo di tutte le risorse a disposizione, anche a valere sul PNRR, per far sì che lo stabilimento di Trichiana torni ad essere competitivo sul mercato.

Il dott. Gnesin, pur riconoscendo la gravità della decisione assunta dall’azienda, ha sottolineato che la società non ha posto delle preclusioni sulla possibilità di valutare un percorso condiviso per attenuare l’impatto che la scelta aziendale avrà sul territorio.

Il dott. Conte ha confermato la disponibilità di Confindustria Ceramica a supportare il percorso che verrà scelto.

Il dott. Annibaletti, sottolineando la rilevanza della crisi, sia in termini occupazionali che produttivi, ha chiesto che l’azienda si impegni a favorire la cessione dello stabilimento e del marchio Ceramica Dolomite e a non aprire una procedura di licenziamento collettivo.

La società ha dichiarato la propria disponibilità a valutare ipotesi di cessione del sito, senza preclusioni nei riguardi di aziende concorrenti e a sostenere un eventuale cessionario nella fase di transizione con affidamento dei volumi. La società resta, inoltre, aperta a valutare possibili forme di concessione del marchio Ceramica Dolomite.

Le parti hanno concordato, in conclusione, di approfondire le fasi del percorso stabilito, in uno o più incontri a livello regionale, fissando un primo incontro il 5 novembre prossimo venturo.

Il Tavolo viene aggiornato, a valle degli incontri regionali, al 17 novembre 2021 ore 12.



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