Ex Ilva: Giorgetti, produrre più acciaio a Taranto e Genova

Giovedì, 23 Giugno 2022

Oggi tavolo al Mise, convocato da Annibaletti. Presente anche ministro Orlando

Il ministro Giorgetti

La necessità di aumentare la produzione di acciaio negli stabilimenti ex Ilva, garantendo l’operatività dell’azienda attraverso l’approvvigionamento delle materie prime, la tutela dei lavoratori e delle imprese dell’indotto, la realizzazione degli investimenti programmati completando il piano di decarbonizzazione, sono stati gli obiettivi condivisi nel corso del tavolo ex Ilva che si è svolto oggi al Mise con il ministro Giancarlo Giorgetti e la partecipazione del ministro Andrea Orlando.

All’incontro, convocato dal coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa Luca Annibaletti a seguito della proroga di due anni del contratto d’affitto tra l’Amministrazione straordinaria Ilva e Acciaierie d’Italia, hanno partecipato i vertici dell’azienda, i sindacati, le regioni interessate, Confindustria e Invitalia.

Nel corso del suo intervento a conclusione della riunione, Giorgetti ha sottolineato che “non solo io, ma anche il presidente Draghi, vogliamo che si produca più acciaio possibile a Taranto e Genova, ovunque per riportare al lavoro tutti i lavoratori in cassa integrazione”. Il ministro, dopo aver ricordato che pur essendovi “limiti oggettivi, che derivano da sentenze, che impediscono di raggiungere le capacità produttive massime che questi impianti possono realizzare” ha evidenziato che “oggi è emerso con chiarezza da parte dell’azienda che, alle condizioni date per lavorare al massimo delle potenzialità, il problema è la liquidità, non gli investimenti. Lo sforzo sulla garanzia Sace per quanto riguarda il finanziamento bancario è stato insufficiente. Il nostro impegno – conclude – è capire se con un intervento governativo sia possibile superare le attuali difficoltà finanziarie, rilanciare l’operatività, produrre maggiore acciaio e riassorbire personale in cassa integrazione”.

L’azienda ha confermato il piano da oltre 5 miliardi di euro che punta a realizzare progetti di ricerca e sviluppo finalizzati a rendere sostenibile la produzione, con la realizzazione del forno elettrico e l’utilizzo dell’idrogeno come fonte alternativa.

 

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