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Governo italiano

Al Quirinale l'intervento del ministro Giorgetti

Il ministro durante il suo discorso

Si è svolta oggi, al Palazzo del Quirinale, la cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" ai Cavalieri nominati il 2 giugno 2022. Il presidente della Repubblica ha consegnato anche gli attestati d'onore ai nuovi Alfieri del Lavoro.

Ecco l'intervento del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

 


 

"Signor Presidente della Repubblica,

Illustri ospiti,

Cari Cavalieri e cari Alfieri,

a tutti voi rivolgo il mio più cordiale saluto e i più sinceri complimenti.

E’ la seconda volta che mi trovo a partecipare a questa cerimonia che celebra il Merito del Lavoro e che riconosce a voi, al vostro talento, alle vostre storie speciali questa Alta onorificenza, la più ambita tra gli imprenditori.

Lo scorso anno, in questa stessa circostanza, mi trovai a commentare un momento drammatico della nostra storia, con l’emergenza sanitaria in corso e il conflitto ucraino che stava prendendo corpo a un passo da noi.

E anche oggi, nonostante la pandemia ci abbia concesso una fragile tregua, ci troviamo a dover fare i conti con le terribili conseguenze, non solo economiche, che la guerra sta producendo: dalle sanzioni, alla temuta escalation del conflitto, fino al delinearsi di nuovi equilibri geopolitici.

La situazione non è affatto facile.

Assistiamo all’effetto devastante dell’aumento dei costi energetici su famiglie e imprese, il Paese non cresce, l’inflazione ha ripreso a correre e si fanno sentire, a livello mondiale, numerose tensioni, anche di natura commerciale.

In questo contesto di crisi globale il riconoscimento del Merito del lavoro assume una valenza ancora più significativa.

Sì, perché fare impresa oggi non è solo fare profitto. Fare impresa adesso significa assumersi la responsabilità della coesione sociale, minata alle fondamenta dalle difficoltà, minacciata dagli squilibri e dalle disuguaglianze.

Ed è per questo motivo che ora, ancor più che in passato, l’Italia ha un gran bisogno di impresa e tutti siamo chiamati a fare il grande sforzo di riportare l’economia reale e l’industria al centro del dibattito della politica.

Non che la finanza pubblica e gli obiettivi di bilancio non siano importanti, ma l’Italia è il secondo mercato manifatturiero a livello europeo: di questo non possiamo non tener conto, quando pensiamo all’intervento pubblico.

Sentiamo tutti una gran fame di nuovi imprenditori, di nuove idee e soprattutto di giovani coraggiosi che abbiano voglia di mettersi in gioco!

Abbiamo davvero un gran bisogno di progetti meritevoli in grado di spingere l’economia reale, la produzione di beni e servizi che fa crescere il pil, rispetto alla quale la finanza, seppur importante, si deve porre quale elemento ancillare.

Chi ha una buona idea deve poterci provare, come avete fatto voi, cari Cavalieri, e deve avere la possibilità di raggiungere obiettivi lontani, di poter accarezzare l’idea del successo, quello stesso successo che voi avete avuto il Merito di costruire e a cui tutti noi oggi diamo giustamente lustro.

Il lavoro, il lavoro per tutti è l’obiettivo primario che le politiche pubbliche devono perseguire, ma senza impresa non c’è lavoro: siete voi imprenditori che tutti i giorni con coraggio scommettete sulle vostre capacità e riuscite a raggiungere altissimi traguardi.

Certo, non dico che energia e intraprendenza da soli possano bastare.

Quello che dico è che se si riuscisse a declinare il ruolo dell’imprenditore privato con un nuovo ruolo dell’intervento pubblico, ecco, allora sì che avremmo reso un buon servizio al Paese.

Dopo gli eventi imprevedibili e impensabili che ci hanno travolto, penso che lo Stato debba esserci e debba fare la sua parte, non solo mettendo in campo gli interventi emergenziali - che pure sono necessari - ma assumendo decisioni di medio e lungo termine, accompagnando chi, con volontà e audacia, si assume con indubbie difficoltà il rischio di fare impresa, affrontando le sfide della rivoluzione digitale e della transizione economica.

Ecco, è questo lo spirito con cui abbiamo pensato e interpretato quella straordinaria opportunità di crescita che è il PNRR.

Lo sviluppo, l’ho già detto, non si fa per legge.

Lo sviluppo lo fate voi, giorno per giorno, ed è per questo, cari Cavalieri, che a voi viene riconosciuto il Merito del Lavoro: incarnate quel connubio di talento e valore che dà a un Paese un modello positivo, di cui c’è tanto bisogno, per tornare a credere nel futuro, superando questo momento di indubbia sfiducia e stringente difficoltà.

Ma oggi è il momento di fare festa per voi, indiscussi ambasciatori di quello straordinario motore chiamato made in Italy, un concentrato di bellezza, gusto, funzionalità e unicità che nel mondo ci distingue e ci rende orgogliosi.

Credo che il Paese, tutto, vi sia riconoscente per questo, e permettetemi di aggiungere, anche per la straordinaria capacità di resilienza che avete dimostrato di possedere, resistendo a questi tempi durissimi.

Occorre riabilitare la funzione del Merito del nostro Paese, affinché possa tornare a essere il criterio centrale di valutazione di ogni attività: dal Lavoro, alla Pubblica Amministrazione, alla Politica.

Congratulazioni vivissime a tutti!"

 

 

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