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Governo italiano

Documento: Verbale di incontro
Azienda: Portovesme S.r.l.
Settore: metallurgia
Numero dipendenti: 1.500
Data: 6 ottobre 2022

In data 6 ottobre 2022 si è svolto un incontro, in presenza e videoconferenza, convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico avente ad oggetto la società Portovesme S.r.l. La riunione è stata presieduta dal Vice Ministro Todde e moderata dal Coordinatore della Struttura per le crisi d'impresa, Luca Annibaletti. Hanno partecipato: per il MiSE il Responsabile della Segreteria tecnica del Viceministro, Stefano D'Addona, la Dirigente della Divisione crisi d'impresa, Chiara Cherubini, Giovanni Campobasso, Giulia Moscoloni e Francesca Borea della stessa Divisione; per il Ministero della Transizione Ecologica il Vice Capo di Gabinetto, Raffaello Sestini, la funzionaria di Gabinetto, Marina Cacciatore, e la funzionaria della Direzione uso sostenibile suolo e risorse idriche, Ines Tolfa; per la Regione Sardegna l’Assessore del lavoro, Alessandra Zedda, l’Assessore dell’industria, Anita Pili e l’Assessore alla Difesa dell’Ambiente, Gianni Lampis; per Invitalia Tommaso Cafora; per il Comune di Portoscuso il Sindaco Ignazio Atzori; per Confindustria Sardegna Meridionale il Presidente, Antonello Argiolas, il Direttore generale, Marco Santoru, ed il Vicedirettore, Andrea Porcu; per la società Portovesme l’Amministratore delegato, Davide Garofalo, il Responsabile affari legali, Gianmario Callai ed il Responsabile delle risorse umane, Enrico Collu; le Segreterie nazionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uiltec, Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Ust Sulcis Iglesiente, Ust Cisl Medio Campidano, unitamente alle RSU.

Il Vice Ministro Todde ha aperto la riunione affermando la necessità di assicurare una prospettiva per il futuro della Portovesme S.r.l., società di fondamentale importanza per il territorio e per il Paese. Ha precisato che il MiSE metterà a disposizione tutti gli strumenti a supporto dell’azienda, con la finalità di salvaguardare l’occupazione.

L’ing. Garofalo ha descritto il percorso intrapreso dall’azienda negli ultimi mesi, evidenziando che, già dalla metà del 2021, si è ravvisato un trend di crescita del costo dell’energia poi aggravato a seguito della guerra in Ucraina. Ha sottolineato che la Portovesme S.r.l. è una società energivora i cui processi scontano l’aumento del costo dell’energia elettrica, delle materie prime e dei materiali di consumo e che gli aiuti varati dal Governo con il decreto Energy Release non bastano a contenere tali costi. La Società ha già subito forti perdite nel 2021 e nel 2022, quantificandole nell’ordine di circa 100 milioni di euro all’anno. Ciò comporta la necessità di adottare misure per prevenire ulteriori perdite, tra queste, la decisione di pianificare il fermo della linea del piombo entro la fine del primo trimestre del 2023. Ha assicurato che la società continuerà ad investire su altri impianti per non fermare la produzione. Ha poi ricordato che da ottobre 2021 era stata attivata la cassa integrazione per 175 unità di personale utilizzata in realtà con una media di circa 60 dipendenti. Ha annunciato, inoltre, che è allo studio una riconversione degli impianti di zinco e piombo al fine di produrre nuovi materiali più appetibili sul mercato mondiale, utili alla produzione di batterie di nuova generazione. Ha comunicato, infatti, che la capogruppo Glencore ha intenzione di investire, in tempi brevi, su una linea produttiva di litio, sfruttando gli impianti consolidati che sono in attività, e la forza lavoro ivi presente di grande esperienza, matura e specializzata e che si prospetta renderla operativa entro la metà del 2023, tempi autorizzativi permettendo. Lo studio di trasformazione invece sta valutando la possibilità di convertire la linea piombo in un impianto di trasformazione di solfuri di Nickel mentre i reparti di Lisciviazione e di Solvent extraction verrebbero dedicati a trattare la cosiddetta “black mass” il pastello di riciclo delle batterie di nuova generazione a base di Cobalto, Manganese e Litio. Ha illustrato che il progetto, pienamente in linea con i criteri dell’economia circolare, avrà un consumo energetico pari ad un terzo dell’attuale ciclo zinco e con un livello di emissioni in atmosfera minore, quindi più ambientalmente favorevole. Ha osservato che il nuovo progetto richiederà un periodo relativamente lungo di implementazione (di tre o quattro anni), durante il quale l’azienda si confronterà con le Istituzioni per trovare soluzioni volte a ridurre il costo dell’energia e a salvaguardare l’occupazione dei propri lavoratori, considerati parte essenziale del progetto grazie al loro livello di competenza ed esperienza nei processi metallurgici, il tutto in una fase di transizione nella quale mancherà la continuità produttiva fino alla fase di conversione.

L’Assessore Zedda ha accolto favorevolmente la decisione dell’azienda di continuare ad investire nel sito industriale di Portovesme e di riconvertire la produzione con possibili benefici dal punto di vista ambientale e occupazionale e ha dato la disponibilità della Regione ad investire, nella fase di transizione produttiva, nella formazione e riqualificazione delle maestranze. Ha invitato l’azienda a non fermare la produzione nello stabilimento di San Gavino, in attesa di riaprire una trattativa con il nuovo Governo ed integrare il decreto Energy Release, anche con riguardo al principio di insularità. Ha affermato che la Regione fornirà il suo supporto all’azienda e ai lavoratori.

Il Sindaco di Portoscuso ha osservato che va perseguita ogni soluzione che possa garantire un futuro all’azienda e la tutela occupazionale. A tale proposito, ha sollecitato l’azienda ad adottare decisioni realistiche, tempestive ed efficaci, assicurando il supporto da parte del Comune e delle Istituzioni presenti al tavolo a salvaguardia della continuità produttiva.

Il Consigliere Sestini ha espresso apprezzamento per la decisione dell’azienda di riconvertire gli impianti, assicurando che il MiTE sta studiando emendamenti al Decreto Energy Release al fine di non penalizzare le aziende energivore site nelle zone insulari.

Le OO.SS. hanno manifestato ferma opposizione alla decisione di fermare la produzione relativa alla linea del piombo ed alla fonderia a San Gavino, in assenza di garanzie sulla riconversione degli impianti. Hanno affermato che la Cigs, di prossima scadenza, non è l’obiettivo che intendono perseguire senza garanzie di prospettive di continuità produttiva e tutela occupazionale. Hanno espresso apprezzamento per il progetto di riconversione e, a tale proposito, hanno auspicato la stesura di un protocollo di intesa nel quale l’azienda si pronunci sugli impegni che questa intenda assumere durante la fase di transizione produttiva. Hanno, inoltre, invocato il sostegno delle Istituzioni a calmierare i prezzi dell’energia e a supportare gli investimenti dell’azienda a garanzia della tutela occupazionale.

L’Ing. Garofalo ha assicurato che la Glencore ha interesse a mantenere integro il tessuto occupazionale e che la Cigs è uno strumento di cui l’azienda proporrà l’utilizzo in caso di necessità con percorsi di flessibilità e di rotazione. Ha affermato che l’azienda è pronta ad incontrare le OO.SS. e a stilare un piano occupazionale condiviso, nella prospettiva del progetto di riconversione industriale. Ha, inoltre, auspicato un intervento da parte del Governo per avere accesso ad un prezzo sostenibile dell’energia, proponendo l’estensione alla Portovesme S.r.l. di accordi bilaterali già esistenti per altre società del complesso industriale al momento non operative. Ha prospettato, infine, per il contenimento dei costi, di implementare delle azioni che equiparino gli schemi di supporto in uso presso le altre regioni anche alla Sardegna (reinstaurare un servizio di super-interrompibilità che permetta di bilanciare la mancanza dello strumento del Virtual interconnector disponibile per le altre aziende energivore italiane; estendere alle aziende sarde gli schemi di supporto per il gas naturale anche alle fonti alternative quali GPL, oli fluidi, etc in uso in Sardegna a causa della mancanza infrastrutturale del gas naturale in attesa della realizzazione delle relative opere). È stato inoltre ricordato che l’atto del Ministro Cingolani sull’energy release non ha colto la possibilità di prevedere una riserva di energia per le aziende insulari come previsto dal decreto ma vista l’ampia platea di utilizzatori e la possibilità di revocare in tempi brevi dallo strumento metterà a disposizione delle aziende una quota ridotta dei 18 TWh messi a disposizione in totale.

Il dott. Santoru ha evidenziato che il costo dell’energia mette a rischio i flussi finanziari di cui ha bisogno l’azienda e che la cassa integrazione sarebbe di utilità a preservare tale liquidità. Ha invitato, quindi, tutte le parti a collaborare per rilanciare l’azienda con grandi potenzialità nel settore manifatturiero industriale, cogliendo tutte le opportunità che derivano dal Programma Comunitario Just Transition Fund.

Il dott. Annibaletti ha rassicurato sulla prosecuzione del tavolo e che il MiSE si attiverà sulla pianificazione di interventi volti al contenimento dei costi dell’energia. Ha invitato l’azienda e le OO.SS. ad incontrarsi in sede locale, presso la Regione Sardegna, per confrontarsi sulla eventuale proroga della Cigs o a prevedere misure alternative a tutela dell’occupazione.

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