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Governo italiano

Documento: Verbale di incontro
Azienda: Grancasa S.p.A.
Settore: Arredamento
Numero dipendenti: 550 circa
Data: 27/01/2022

In data 27 gennaio 2022 si è svolta, in video conferenza, la riunione convocata dal Ministero dello Sviluppo Economico e riguardante la situazione produttiva e occupazionale della Società Grancasa S.p.A.
L’incontro è stato presieduto da Luca Annibaletti, Coordinatore per la Struttura delle crisi d’impresa. Hanno partecipato: per il MISE Stefano D’Addona Capo segreteria tecnica del Viceministro Alessandra Todde, Chiara Cherubini, Paola Capone e Patrizia Mazzucchi; per la Regione Umbria Luigi Rossetti e Veronica Cortili; per la Regione Lombardia Carlo Bianchessi; per la Società Grancasa l’Amministratore Delegato Nazzario Pozzi, il responsabile Risorse Umane Vittorio Notarpietro e l’Advisor della Società Enzo De Fusco; le segreterie nazionali e territoriali di Filcams Cgil e Uiltucs Uil anche in rappresentanza di Fisascat Cisl.

Il dott. Annibaletti ha aperto l’incontro invitando il dott. Pozzi a descrivere gli aggiornamenti relativi al percorso di ristrutturazione del debito, agli ammortizzatori sociali e a tutte le azioni relative.

Il dott. Pozzi ha reso noto che a gennaio è stato depositato presso i Tribunali competenti il Piano industriale e finanziario del Gruppo Grancasa asseverato insieme all’Accordo di ristrutturazione del debito e si è in attesa dell’omologa. Ha comunicato che la società ha ricevuto un finanziamento di 25 milioni di euro - quale finanza d’urgenza prevista dal Piano e già precedentemente autorizzata dagli stessi Tribunali - che ha permesso di realizzare i seguenti obiettivi: garantire la continuità aziendale; promuovere il rilancio dei punti vendita ed avviare la stagione natalizia, che si è chiusa con la realizzazione degli incassi previsti dal piano industriale; pagare i fornitori e tutti i debiti pregressi verso i lavoratori, comprese le tredicesime.
Ha evidenziato, tuttavia, che a gennaio 2022 sono affiorate due criticità impreviste: la riduzione delle vendite a causa della nuova ondata pandemica e l’impennata dei costi dell’energia elettrica che ha impattato fortemente sul conto economico. Ha auspicato che queste due criticità possano essere temporanee e superabili ai fini della tenuta del Piano. Il Piano, in particolare, prevede il rilancio societario attraverso significativi e progressivi investimenti, già a partire dal 2022, che saranno finanziati sia con i 25 milioni di euro sopra citati sia con la dismissione del patrimonio immobiliare. Ha ribadito che parte di queste risorse hanno permesso di far ripartire le attività dei negozi e ve ne saranno delle ulteriori, per almeno 30 milioni di euro, da destinare alla radicale trasformazione di 10 punti vendita, al fine di renderli più attraenti a potenziali investitori; agli investimenti digitali e ai sistemi informativi. Questo percorso è previsto solo per 10 negozi in cui si prevede che l’offerta al consumatore possa avere maggiore successo. I restanti 6 negozi, in perdita strutturale, rimarranno comunque operativi fintantoché non saranno ceduti a terzi. Ha precisato che vi è l’obiettivo di raggiungere il pareggio di cassa nel 2022 e, nel 2023/2024, di arrivare a livelli di utile tali da permettere all’azienda di rafforzarsi.
La strategia delineata dovrà essere sostenuta con il ricorso agli ammortizzatori sociali in previsione dell’assorbimento della totalità della forza lavoro con la cessione dei negozi. Il dott. Pozzi, su richiesta del dott. Annibaletti, ha puntualizzato che la dismissione degli immobili da Piano non riguarda le sedi dei punti vendita, ma altre sedi utilizzate a terzi; le future alienazioni dei negozi, invece, prevedranno la cessione del punto vendita insieme alle persone che lavorano nello stesso.
Le OO.SS., pur avendo apprezzato i dettagli divulgati dalla società, hanno esposto alcuni commenti. In merito ai due punti vendita già chiusi, hanno osservato che dopo la scadenza della cassa integrazione per cessazione non sarà più possibile richiederne la proroga poiché non è più contemplata dalla vigente normativa; vi è inoltre il rischio che i sei negozi non strategici possano diventare poco appetibili per i potenziali investitori se non si investisse anche su di essi. Hanno chiesto ai rappresentanti aziendali di chiarire la tipologia di ammortizzatore sociale che sarà richiesto e alle Istituzioni di voler intervenire a salvaguardia della totalità del livello occupazionale e del rilancio aziendale.

Il dott. Pozzi ha specificato che la società ha subito un’ingente perdita nel corso del 2020. Tale situazione ha generato la necessità di ricorrere al percorso di cui all’art. 182 bis Legge fallimentare, quale alternativa alla liquidazione, e di investire su tutti i 16 negozi per renderli più utili per i clienti finali. Per quanto riguarda l’ulteriore somma di 30 milioni di euro, ha precisato che sarà destinata al cambiamento radicale di 10 negozi nonché ad investimenti digitali e ai servizi informativi. Inoltre ha esplicitato le sedi dei 6 negozi che saranno ceduti.

Il dott. De Fusco ha chiarito che la società si attiverà con la massima urgenza per richiedere il Contratto di solidarietà per tutti i dipendenti e, a tal fine, sottoporrà alle organizzazioni sindacali una bozza di accordo. Per quanto riguarda i dipendenti dei due punti vendita già chiusi, che insistono sul territorio lombardo e umbro, ha confermato che non sarà possibile chiedere la proroga della Cigs per cessata attività.

Il dott. Annibaletti ha osservato che, nonostante l’emergenza pandemica abbia rallentato l’attuazione del Piano industriale, la presenza di un Accordo di ristrutturazione in fase di omologa costituisce senz’altro un dato positivo. Ha evidenziato, inoltre, che vi è la necessità di garantire la continuità aziendale e occupazionale e, per questa ragione, ha assicurato l’impegno delle Istituzioni a monitorare la realizzazione del Piano e verificare il mantenimento dei livelli occupazionali. Riguardo a punti vendita chiusi, ha chiesto alle Regioni quali siano gli strumenti che possono mettere in campo.

Il dott. Bianchessi ha dichiarato che la Regione Lombardia è disponibile a sostenere la totalità dei lavoratori con le politiche attive del lavoro. Per i dipendenti addetti al punto vendita, del territorio lombardo, già chiuso, ha auspicato che la società possa provare a ricollocarli anche presso altri punti vendita. A tal riguardo, ha fatto sapere di aver già interloquito con Grancasa per cercare di capire se è possibile accedere al nuovo accordo di transizione occupazionale. Il quesito è stato sottoposto al Ministero del lavoro dal quale si attende una risposta.

Il dott. Rossetti ha pienamente condiviso l’intervento del dott. Bianchessi ed ha palesato la piena disponibilità della Regione Umbria a sostenere i lavoratori con gli strumenti di propria competenza. Ha riferito di essere in attesa della risposta del Ministero del Lavoro per potere mettere in campo il citato intervento mentre le Politiche attive sono immediatamente disponibili.

Il dott. De Fusco ha proposto di aggiornare a breve l’incontro per stipulare un accordo con le organizzazioni sindacali.

Il dott. Annibaletti, in accordo con le organizzazioni sindacali, aggiornerà l’incontro a stretto giro.

 

 

 

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