Intervista all’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia S.E. Li Ruiyu

Giovedì, 08 Novembre 2018

Nei giorni scorsi la visita del Ministro Di Maio in Cina

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Il Ministro Luigi Di Maio ha partecipato il 5 novembre al Forum del Commercio e Innovazione a Shanghai e ha poi visitato il Padiglione italiano. Il giorno seguente è intervenuto alla sessione istituzionale del Business Forum Italia-Cina, sempre a Shanghai.

Di seguito l'intervista all’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia S.E. Li Ruiyu.

 

  • Il successo del China International Import Expo (Ciie) a Shanghai, dove l’Italia è presente con un Padiglione, mostra come la Cina sia proiettata ad aprire il suo mercato interno ai prodotti di qualità. L’Italia in questo è sinonimo di eccellenza grazie alle nostre imprese. Quali passi si dovranno compiere per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi? 

Ambasciatore Li: Innanzitutto, esprimo tutto il nostro più sentito apprezzamento per l’alta partecipazione da parte italiana alla China International Import Expo esemplificata dalla presenza del Vice Premier Di Maio e della delegazione da lui presieduta. Credo sia stato un segnale importante per la promozione della cooperazione economico-commerciale bilaterale. Attualmente, i rapporti bilaterali sino-italiani sono entrati in una nuova fase di sviluppo ad alta velocità: i contatti ai massimi livelli e le interazioni sono molto frequenti, la fiducia politica reciproca è sempre più profonda. Credo che le due Parti debbano continuare a promuovere 3 aspetti per portare la cooperazione bilaterale su un livello ancora più alto.

Il primo aspetto è promuovere una cooperazione maggiormente “fattiva”. Attuare concretamente l’intesa raggiunta dai leader dei nostri due Paesi, rafforzare i contatti strategici per lo sviluppo, attivare maggiormente la cooperazione sotto l’egida dell’iniziativa “Belt and Road”. Implementare al meglio il “piano di azione quadriennale sino-italiano per il rafforzamento della cooperazione (2017-2020)” e ampliare la cooperazione nei settori prioritari come infrastrutture, urbanizzazione sostenibile, agricoltura e sanità.

Il secondo aspetto è promuovere una sincronia a livello internazionale più “ampia”. L’Italia e la Cina hanno mantenuto un ottimo coordinamento e sinergia in seno agli organismi multilaterali come le Nazioni Unite e il G20. Di fronte all’attuale ritorno a galla di tendenze protezioniste, spero che i nostri due Paesi possano aumentare la comunicazione e la collaborazione per tutelare il libero scambio e il commercio multilaterale e per promuovere un’economia globale possa andare sempre di più verso una via di sviluppo basata su “apertura, inclusione, diffusione, equità e mutuo vantaggio”.

Il terzo aspetto è promuovere gli scambi people to people ancora più “frequenti” . Spero che i due paesi avviano una sempre maggiori scambi culturali, tecnico-scientifici, formativi e turistici e che creino i nuovi punti focali di cooperazione, per far sì che l’amicizia e gli scambi tra Italia e Cina possano divenire un fulgido esempio di vicinanza tra cuori e comunanza di vedute lungo la Nuova Via della Seta.

 

  • Il Ministro Di Maio ha già compiuto ben due missioni istituzionali in Cina, dimostrando grande attenzione a stringere nuove sinergie con il governo cinese. Questo forte interesse trova anche nella Task Force Cina dedicata proprio al vostro Paese, insediata al Ministero dello Sviluppo economico, uno strumento utile a facilitare i rapporti commerciali. In quali settori sarà possibile promuovere l’accesso del Made in Italy al mercato cinese, ma anche favorire investimenti della Cina nel nostro Paese? 

Ambasciatore Li: Pochi mesi fa, su impulso e coordinamento del Vicepresidente del Consiglio e Ministro Di Maio e del Sottosegretario Prof. Geraci, la parte italiana ha costituito la Task Force Cina. Sono convinto che sarà un nuovo strumento efficace per dare più vitalità alla cooperazione bilaterale in vari settori. 

La cooperazione economico-commerciale sino-italiana è basata su una forte complementarietà dei punti di forza. La Cina vanta un mercato enorme, con un potete di acquisto forte. L’Italia gode di un tessuto imprenditoriale che in settori come il manifatturiero e la meccanica, l’alta moda e i prodotti agro-alimentari tipici gode di una competitività molto spiccata a livello globale. Durante la Ciie, Leonardo, Fincantieri, Ansaldo e altri gruppi e imprese italiane importanti hanno siglato diversi accordi di collaborazione con le loro controparti cinesi. Al contempo, le PMI italiane hanno ancora un grande potenziale di sviluppo sul mercato cinese. Ad esempio, il settore vinicolo italiano ha ancora un ampio spazio di crescita in termini di quota di mercato in Cina. Inoltre, l’e-commerce è un altro settore in cui le potenzialità di sviluppo vanno sfruttate. Le grandi piattaforme mature di e-commerce cinesi possono fornire servizi efficaci e rapidi per favorire l’ingresso delle aziende italiane, in particolare delle PMI, sul mercato cinese.

Negli ultimi anni, l’Italia è diventata uno dei Paesi dell’Unione Europea a cui gli investitori cinesi guardando con maggiore attenzione. Dall’inizio dell’anno, sono stati avviati 10 nuovi progetti di investimenti diretti esteri cinesi in Italia per un valore contrattuale di più di 900 milioni di euro. Spero che le Istituzioni dei nostri due Paesi possano migliorare il dialogo sulle politiche per gli investimenti e sviluppare al massimo il ruolo dei meccanismi di cooperazione bilaterale come la Commissione Mista Italo-Cinese per la Cooperazione Economico-Commerciale, il Forum dei Imprenditori Sino-Italiani nonché la Task Force Cina. Spero altresì che l’Italia mantenga una continuità nelle politiche e continui a ottimizzare l’ambiente per gli investimenti e proponga nuove facilitazioni per le aziende cinesi che vogliono investire in Italia. Nei prossimi cinque anni, la Cina investirà 150 miliardi di dollari nei Paesi situati lungo la nuova Via della Seta e sono convinto che questa azione porterà nuove e più ampie opportunità di cooperazione in ambito di investimenti anche tra Cina e Italia.

 

  • La Cina come l’Italia hanno in comune la centralità che il commercio riveste nel loro tessuto socio-economico. A tal proposito, l’iniziativa della nuova Via della Seta potrà diventare uno strumento fondamentale per favorire il libero scambio tra l’Europa e l’Asia. Quali linee guida dovranno essere messe in campo in questo grande mercato per promuovere e tutelare le eccellenze del Made in Italy nei settori dell’agroalimentare, dell’innovazione, dell’energia sostenibile e del turismo.

Ambasciatore Li: Da quando il presidente Xi Jinping ha avviato l’iniziativa “Belt and Road” 5 anni fa, il progetto ha ottenuto un ampio sostegno e attenzione da parte della comunità internazionale, Italia compresa. La Cina continuerà a promuovere la costruzione congiunta del Belt and Road, a portare avanti il principio di “negoziati congiunti, costruzione congiunta e condivisione”, al fine di realizzare una piattaforma internazionale per l’apertura e la cooperazione globale. Credo che per garantire la competitività del Paese sulla scena internazionale occorra realizzare “continuità” sotto tre aspetti.

Il primo è continuare sulla strada dell’apertura e della cooperazione. Questa è la premessa per mantenere a competitività. Nel mondo odierno in cui la globalizzazione economica è sempre più sviluppata, la chiusura in se stessi o “la costruzione a porte chiuse” sono strade senza futuro. I risultati straordinari che la Cina ha raggiunto in quarant’anni di Riforme e Apertura sono la prova di questo.

Il secondo è la continuità nello sviluppare gli interessi comuni e il mutuo vantaggio. Solo se entrambe le parti ottengono risultati concreti, la cooperazione è sostenibile. La Cina desidera sinceramente condividere con gli altri Paesi del mondo i risultati del suo sviluppo, per il bene di tutti i popoli. Il presidente Xi Jinping ha annunciato che la Ciie diverrà un appuntamento annuale e senza dubbio sarà un modo per aiutare sempre più prodotti “Made in Italy” ad entrare sul mercato cinese e su quello mondiale, per uno sviluppo di mutuo vantaggio.

Il terzo aspetto è continuare a guidare l’innovazione. Accelerare la transizione tra le vecchie e le nuove leve di sviluppo, promuovere insieme l’innovazione scientifico-tecnologica e la creazione di nuovi nuclei focali di crescita. Cogliere prontamente le opportunità create dalla nuova tornata di rivoluzioni scientifico-tecnologiche e di trasformazioni settoriali e costruire insieme nuovi settori, nuovi modelli e nuovi ecosistemi di business. Italia e Cina possono anche discutere sulla una possibile collaborazione nella formazione di talenti e di personale ed esplorare la possibilità di creare progetti di scambio tra start-up, al fine di gettare solide basi in termini di risorse umane per lo sviluppo della cooperazione nell’innovazione.

 

 

 


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