Il Ministro alla Camera - Question time del 13 novembre 2019

Mercoledì, 13 Novembre 2019

L'intervento di Patuanelli

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Il Ministro Stefano Patuanelli è intervenuto oggi al Question Time alla Camera dei Deputati.

Qui di seguito le risposte alle interrogazioni.

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA 
On. le Pezzopane e altri

Grazie Presidente. Grazie Onorevoli Interroganti.

L’atto in discussione fa riferimento al bando di gara ad invito, indetto da Poste Italiane S.p.A. per la gestione fuori orario e del traffico eccedente delle chiamate del servizio clienti.

Premetto che il tema trattato rimanda a profili di carattere gestionale interni alla Società e, pertanto, non rientra nelle specifiche competenze del Ministero dello Sviluppo Economico, i cui rapporti con Poste Italiane S.p.a. sono attualmente regolati dal contratto di programma 2015-2019, il quale disciplina, in senso più ampio, le modalità di erogazione del servizio postale universale.

Rispondo, tuttavia, ai quesiti posti dagli Onorevoli Interroganti, in base a quanto rappresentato dalla Società medesima, interpellata nel merito.

Come noto, Poste Italiane ha bandito una gara, tutt’ora in corso, al fine di assegnare i servizi di Contact Center che sono erogati da diversi fornitori in diverse sedi, tra cui anche la sede de L’Aquila.

In base a quanto riferito, la gara, bandita alla fine di luglio scorso, sarà aggiudicata entro il corrente mese di novembre.

Preme in questa sede indicare quali sono i requisiti specifici previsti dalla gara:

  • clausola sociale come requisito minimo e obbligatorio di partecipazione, consistente nell’obbligo di assunzione delle risorse già applicate alla specifica commessa da almeno 6 mesi continuativi;
  • rafforzamento della clausola sociale con l’obbligo di assunzione di tutti i lavoratori applicati e non di quelli strettamente necessari al nuovo fornitore, (come richiesto dall’interpretazione più recente della clausola sociale);
  • tutela della territorialità, attraverso un punteggio di gara che premia le Aziende che garantiranno il posto di lavoro nello stesso Comune.

In tale contesto, la Società ha riferito che tutte le procedure di gara indette da Poste Italiane prevedono requisiti professionali e tecnico economici in linea con la normativa vigente, i quali garantiscono la qualità e la stabilità dei servizi stessi.

In conclusione, dunque, rappresento la massima disponibilità del Ministero dello sviluppo economico, nell’ambito delle proprie competenze, ad aggiornare le citate informazioni qualora venga nuovamente richiesto.

 

On. Molinari e altri

Grazie Presidente. Grazie agli Onorevoli interroganti, che aprono un faro su due settori particolarmente colpiti dalla crisi di questi anni: quello dell’artigianato e quello del piccolo commercio.

Voglio fare un piccolo focus sulla prima parte della risposta, cioè sul cosa si sta cercando di fare a tutela di questi settori. Credo che l’aver confermato in Legge di Bilancio il fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, con una dotazione di 670 milioni di euro, sia un primo elemento per garantire l’accesso al credito. Oltre il 99% delle imprese che si sono avvalse dell’intervento del fondo, ha avuto accesso al finanziamento grazie alle garanzie prestate.

Con un rifinanziamento della Nuova Sabatini, non soltanto per il 2020 ma fino al 2025, una misura molto utilizzata sia dalle piccole e medie imprese, ma soprattutto da parte degli artigiani. In generale, abbiamo riproposto in blocco impresa 4.0 ma stiamo cercando, in queste settimane, di valutare alcune modifiche che vadano incontro alle esigenze delle piccole e micro imprese, e quindi anche del settore delle imprese artigianali. Dopodiché c’è certamente la questione del salto di innovazione che anche il piccolo commercio e l’artigianato può fare. Abbiamo pubblicato il bando per i manager dell’innovazione, una persona specializzata che aiuta il piccolo commerciante o l’artigiano a piazzarsi sul mercato elettronico e, comunque, a fare salti di innovazione. Il 50% del costo di questa persona è a carico dello Stato. Queste sono misure che siamo riusciti a mettere in campo e a confermare, almeno in parte. Probabilmente non basta.

Nella vostra interrogazione, avete citato la questione degli orari di apertura. Ritengo che ci sia un percorso parlamentare su cui va trovata una sintesi tra le forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione, visto che quel percorso è nato con una composizione diversa delle forze di maggioranza. Il Governo, ovviamente, farà la sua parte quando si tratterà di discutere questi provvedimenti. Certamente va fatto un ragionamento sul commercio nei centri storici, che compete non tanto al MiSE quanto ad altri ministeri. Mi riferisco alla possibilità di recuperare il valore del commercio nei centri storici, andando a capire quali sono le problematicità legate alla presenza della grande distribuzione, anche rispetto agli orari di apertura. Grazie.

 

On. Lollobrigida ed altri

Grazie Presidente, grazie agli Onorevoli interroganti.

Nella vostra interrogazione citate Whirlpool, ma questo non è un caso di delocalizzazione. L’azienda, in questo caso, riduce la produzione con la cessione di ramo d’azienda. Non si tratta, quindi, di delocalizzazione fuori dalla UE, che porterebbe alla restituzione di tutti gli incentivi pubblici ricevuti nel passato e a una sanzione dal doppio al quadruplo dell’importo ricevuto.

Io ritengo che la misura prevista nel Decreto Dignità si misuri anche in funzione della forza deterrente che può esercitare in operazioni come queste.

Le Direzioni Generali del MiSE dalla data di entrata in vigore del Decreto, nell’erogazione degli incentivi, devono fare una valutazione di quanto fatto e vorrà fare l’azienda, anche relativamente alle delocalizzazioni. Soprattutto nella predisposizione dei provvedimenti e dei bandi per la concessione dei contributi pubblici che le aziende ricevono per la implementazione del loro piano industriale, le Direzioni Generali inseriranno espressamente la clausola per la quale, laddove vi fosse una delocalizzazione, si procederà alla retrocessione di tutto il contributo ricevuto e ovviamente l’irrogazione della sanzione dal doppio al quadruplo dell’importo ricevuto.

L’effetto deterrente, quindi, del Decreto Dignità è rilevante, anche se non è ancora stato applicato concretamente perché da quando è entrato in vigore nessuna impresa ha ricevuto contributi pubblici e he delocalizzato in paesi extra-UE.

Anche per ArcelorMittal non si tratta di azienda che riceve contributi pubblici e delocalizza. ArcelorMittal, che tra l’altro non è proprietaria degli impianti produttivi, restituisce alla società proprietaria gli impianti produttivi e chiede il recesso dal contratto.

Ribadisco che questo è un elemento di forte deterrenza, pur non avendo ancora avuto applicazione. Quando si tocca il caso Whirlpool, in questi mesi e anche in precedenza, quando era Ministro Luigi Di Maio, va detto che è stata sospesa l’erogazione dei contributi proprio perché si stava valutando il comportamento dell’azienda che non aveva ancora chiarito se la sua intenzione fosse di cedere lo stabilimento di Napoli oppure di delocalizzare altrove le produzioni e cedere ad altri imprenditori lo stabilimento napoletano.

Va quindi fatta una riflessione sugli elementi reali del tema. Quali sono, cioè, gli strumenti che il MiSE ha a disposizione per andare a risolvere i tavoli di crisi. Se ne è già parlato e ci sarà prossimamente una apposita informativa in Aula. Farò chiarezza sui numeri. Non sono 158 i tavoli di crisi che si sono aperti in questi 2 anni. I tavoli che si sono aperti durante i 2 Governi Conte sono 54. Gli altri sono tavoli di monitoraggio. Ma di ciò avremo modo di discuterne successivamente.

Grazie.

 



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