Il Ministro alla Camera - Question time del 2 ottobre 2019

Mercoledì, 02 Ottobre 2019

L'intervento di Patuanelli

Immagine decorativa

Il Ministro Stefano Patuanelli interviene al Question Time alla Camera dei Deputati.

Automotive, impianto GPL di Manfredonia, riduzioni delle bollette elettriche e Manital i temi affrontati. 

Qui di seguito le risposte alle interrogazioni 


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA 
On.li Nardi ed altri

Il Governo è in prima linea per sostenere la filiera produttiva di autoveicoli, con particolare attenzione all’incentivazione di veicoli elettrici e a basse emissioni.

Nella proposta di Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, si prevede, entro il 2030, una crescita estremamente rilevante delle auto full electric, dei veicoli ibridi plug-in (ricaricabili direttamente dalla presa elettrica), nonché di altre tipologie di veicoli a ridotto impatto ambientale.

Il Piano delinea un complesso di misure raggruppabili in due sottoinsiemi: sostegno alla domanda di veicoli a basse emissioni e sostegno allo sviluppo delle infrastrutture connesse.

La più importante misura di sostegno alla domanda promossa dal MiSE è il c.d. ECOBONUS AUTO, attuato con il Decreto Ministeriale del 20 marzo 2019. La misura ha previsto contributi per chi acquista ed immatricola in Italia veicoli di categoria M1 elettrici o ibridi, nuovi di fabbrica. Grazie al Decreto Crescita, inoltre, l’Ecobonus è stato esteso anche a tutte le categorie di veicoli a due e tre ruote.

Per agevolare la richiesta di contributi, è stata creata la Piattaforma Ecobonus e, a partire dal 5 luglio 2019, è stata aperta la seconda finestra di prenotazione su tale piattaforma per i veicoli M1. La scadenza di questa nuova fase di prenotazione è fissata al 20 novembre 2019. Si tratta, dunque, di incentivazioni ancora attive.

Come ricordato dagli Onorevoli interroganti, l’Ecobonus ha determinato una sensibile impennata delle vendite di veicoli elettrici, che già ad aprile 2019 sono state quattro volte quelle dell’aprile 2018.

Un secondo strumento, che diverrà operativo mediante la prossima emanazione del cd. decreto “VEHICLE TO GRID”, consentirà ai veicoli elettrici di partecipare vantaggiosamente alla fornitura di servizi al sistema elettrico e favorirà la diffusione della tecnologia di integrazione tra i veicoli elettrici e la rete elettrica.

Per quello che riguarda gli interventi di sostegno allo sviluppo delle infrastrutture connesse, insieme al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero dello sviluppo economico sta aggiornando il piano nazionale infrastrutture di ricarica e sta predisponendo un decreto che prevede la realizzazione di una piattaforma unica nazionale delle colonnine di ricarica e l’avvio di misure per favorire la diffusione delle colonnine.

Un altro settore cui il MiSE sta dedicando attenzione è quello delle batterie ad alta capacità di accumulo, che consentiranno ai veicoli elettrici di funzionare come un deposito di energia che può essere utilizzato in caso di mancanza di energia elettrica (tenuto conto altresì della strategia europea sviluppata con la cd. “Battery Alliance”). A questo scopo, è in via di definizione a livello europeo un “Important Project of Common European Interest” che vede il coinvolgimento del nostro Paese con vari stakeholder, tra cui FCA.

La legge di bilancio 2020 sarà l’occasione per incentivare ulteriormente il percorso di transizione verso la mobilità elettrica e a basse emissioni, in maniera comunque equilibrata e senza creare effetti distorsivi sul mercato. Come ho infatti già annunciato, è mia intenzione convocare il tavolo automotive, per favorire la transizione tecnologica verso la mobilità elettrica e a basse emissioni, sostenendo la graduale riconversione della filiera produttiva nazionale, in un’ottica di condivisione e confronto con tutte le parti interessate e in piena sintonia con il Parlamento, che potrà avviare anche una indagine conoscitiva.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
On. li Lollobrigida ed altri

In generale, per tutti i tavoli di crisi, stiamo costituendo una struttura per le crisi aziendali grazie al decreto di conversione che è ora all’esame del Senato e arriverà tra circa due settimane alla Camera. Con l’approvazione definitiva del decreto riusciremo a costituire una Unità di crisi di impresa dotata di 12 persone che riusciranno ad affrontare in maniera più concreta le crisi aziendali e soprattutto di dare seguito a quello che è il compito principale del Ministero, anticipare le crisi di impresa, prevenirle, in modo da evitare fin dal principio che si aprano i tavoli di crisi.

Relativamente alla Manital va detto che il consorzio Manital (che ha assorbito la Manitalidea) ha sede legale a Ivrea (in provincia di Torino) e conta diverse unità sul territorio nazionale; fornisce servizi di pulizia per scuole e altre pubbliche amministrazioni, occupando circa 6.000 dipendenti diretti e 7.000 indiretti tra consorziate, fornitori e subappaltatori.

A fronte dei ritardi nei pagamenti delle commesse e di una possibile crisi occupazionale nonché del mancato pagamento delle retribuzioni ai lavoratori del consorzio, è stato avviato un tavolo di confronto con tutte le parti interessate presso il Ministero dello sviluppo economico.

L’11 luglio 2019 si è tenuto un incontro del tavolo presso il Ministero del Lavoro, alla presenza dei vertici della società e con la partecipazione dei rappresentanti di CONSIP, del Ministero dell’Istruzione, tra i Ministeri esposti nei confronti di Manital, delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle aziende consorziate; ciò al fine di risolvere, da un lato, le problematiche relative alle mancate retribuzioni dei lavoratori e, dall’altro, per verificare lo stato dei pagamenti relativi alle commesse in essere.

Nel corso del citato incontro, Manital ha rappresentato la sussistenza di difficoltà finanziarie dovute, a parere della stessa, al ritardo con cui molte Amministrazioni pubbliche nazionali e territoriali hanno proceduto a liquidare i compensi dovuti per le prestazioni ricevute nell’ambito dei contratti di appalto.

Ulteriori incontri con le parti interessate si sono tenuti successivamente, e nell’ultimo tavolo del 30 luglio Manital ha manifestato la volontà di avviare una serie di azioni per sbloccare quanto prima la situazione.
Ad oggi risulta che gli impegni assunti in quell’occasione dai vertici aziendali non sono stati, purtroppo, del tutto mantenuti (in particolare risultano pagate le mensilità di giugno 2019 e parte delle retribuzioni di luglio).

Pertanto, il Tribunale di Ivrea ha valutato l’opportunità di disporre l’assoggettamento in Amministrazione Straordinaria della società Manitalidea e, a tal fine, ha richiesto la designazione di tre commissari giudiziali per la dichiarazione dello stato di insolvenza (scelti dal MiSE il 16 settembre 2019).

Sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali a riguardo, informo che la società ha riconosciuto diversi trattamenti di integrazione salariale per i lavoratori che svolgono servizi di pulizia della Manitaidea.
In particolare:

• presso la stazione di Bari è stato riconosciuto un trattamento integrazione salariale dal 20 settembre 2018 al 19 settembre 2019;
• presso le stazioni di Napoli e Roma è stato riconosciuto un trattamento di integrazione salariale dal 1ottobre 2018 al 30 settembre 2019;
• presso le stazioni di Aosta e Grosseto è ancora in corso un trattamento dal 16 dicembre 2018 al 15 dicembre 2019;
• presso le stazioni di La Spezia, Livorno e Pisa è in corso un trattamento dal 1° gennaio 2019 al 15 dicembre 2019;
• presso la stazione di Torino è attiva l’integrazione salariale dal 20 gennaio 2019 al 19 gennaio 2020;
• presso lo stabilimento di Mirafiori della società FCA ITALY S.P.A., reparto carrozzeria, è attiva l’integrazione salariale dal 1 febbraio 2019 al 31 dicembre 2020.

E’ chiaro ed evidente, dunque, che il Governo ha messo il massimo impegno per garantire la tutela occupazionale del consorzio in esame. Sarà ora compito dei Commissari straordinari valutare per il futuro tutte le possibili soluzioni per risolvere lo stato
di difficoltà in cui versa il Consorzio, fermo restando che il MiSE, adottando ogni iniziativa di competenza, continuerà a monitorare la situazione al fine di rassicurare i lavoratori e mantenere i livelli occupazionali.
Ricordo che il MiSE ha il compito di vigilanza sulla struttura commissariale e nell’ambito di questa vigilanza il Ministero darà la massima collaborazione alla struttura commissariale.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA
On.le Tasso

L’Interrogante richiama l’attenzione sulla vicenda del deposito costiero di prodotti petroliferi e l’annesso gasdotto della società Energas S.p.A., da realizzare nel comune di Manfredonia in virtù dell’istanza di autorizzazione, presentata in data 27 maggio 2015.

Il progetto si propone di costituire un polo Nazionale per l’approvvigionamento del GPL potendo disporre delle infrastrutture per la ricezione/esitazione del prodotto via mare, gomma e su rotaie, a fronte di un investimento previsto di circa 30 milioni di euro.

Come noto all’interrogante, sono già state indette tre riunioni della Conferenza dei servizi, nel corso delle quali sono stati acquisiti i pareri favorevoli delle varie amministrazioni coinvolte.
Il Sindaco di Manfredonia ha manifestato sin da subito la propria contrarietà all’intervento, e si è anche svolto un referendum consultivo sul tema, con esito nettamente contrario alla realizzazione del deposito. Allo stesso modo, la Regione Puglia, che aveva espresso parere favorevole nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale, nel prendere atto della contrarietà del Comune, ha fatto presente in Conferenza dei Servizi che si allineerà alle determinazioni dell’Ente locale.

L’ultima riunione della Conferenza dei servizi si è conclusa con l’accordo delle Amministrazioni di richiedere formalmente alla Regione Puglia, non presente alla riunione, di esprimere l’intesa, positiva o negativa, comprensiva degli aspetti paesaggistici.
Tuttavia, in data 6 dicembre 2018, la Soprintendenza per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia ha disposto l’annullamento d’ufficio della propria nota del 4 dicembre 2018, con la quale aveva invece espresso parere favorevole. Conseguentemente, questa iniziativa ha bloccato la conclusione dell’istruttoria e la richiesta di intesa alla Regione Puglia.

Energas S.p.a. ha impugnato al T.A.R. Puglia il provvedimento della Soprintendenza, con richiesta di sospensiva cautelare, e si è tutt’ora in attesa del relativo giudizio.

Alla luce di tali fatti, circa le specifiche richieste dell’interrogante, occorre considerare che l’esito del contenzioso in essere influirà sul proseguimento del procedimento. Al suo termine, infatti, occorrerà considerare conclusa l’istruttoria (e quindi chiedere l’intesa alla Regione) ovvero proseguire con un supplemento istruttorio per gli aspetti di competenza della Soprintendenza.

Fermo restando gli aspetti rappresentati, ogni tipo di determinazione politica non prescinderà dall’esigenza, da un lato, di rispettare il territorio interessato e, dall’altro, dalla necessità di tutelare i cittadini di quel territorio, anche e soprattutto all’esito del referendum consultivo sul tema, che ha evidenziato la netta contrarietà dei cittadini alla realizzazione dell’opera.


 



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