Micron, passi avanti al Mise: l'azienda s'impegna a restare in Italia

Interesse sindacale per l'apertura, il 19 si discute di Piano industriale

Roma, 12 marzo 2014 - Fa passi avanti la vertenza MICRON, la multinazionale leader nella produzione di memorie che lo scorso dicembre aveva annunciato l'apertura della procedura di mobilità per 419 lavoratori impiegati nei quattro stabilimenti italiani presenti in Lombardia, Abruzzo, Campania e Sicilia.

Il Tavolo, che si è riunito oggi al Ministero dello Sviluppo Economico, ha visto infatti i vertici aziendali assicurare la volontà di restare in Italia, mostrare disponibilità a ridiscutere il numero degli esuberi, a ricorrere agli ammortizzatori sociali e ad incentivi all'esodo e a lavorare ad un piano industriale che garantisca futuro produttivo ed occupazionale ai siti italiani.

Un'apertura ad ampio spettro- manifestata nel corso del confronto dal Vice Presidente di Micron Brian Henretty - che i rappresentanti sindacali nazionali e territoriali dei metalmeccanici presenti alla riunione hanno registrato con interesse.

Per il 19 marzo e' già in calendario un nuovo incontro per iniziare ad entrare nel merito del piano industriale di Micron.

L'obiettivo - esplicitato dal Vice Ministro al Mise Claudio De Vincenti - e' quello di arrivare, in tempi brevi,  ad un accordo che- alla luce della "fase nuova" che si e' aperta con la posizione espressa oggi dall'azienda- il Governo giudica possibile.




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