Indesit, De Vincenti: accordo positivo per i lavoratori, esuberi azzerati

“Confidiamo ancora su un’intesa unitaria”- Tornano in Italia 3 produzioni

Roma, 4 dicembre 2013- “Il Governo giudica molto positivamente questo accordo perché, grazie al confronto, l’azienda ha profondamente modificato il suo piano industriale originario ed ora risulta scongiurato completamente il rischio di oltre 1400 esuberi, il che rappresenta un risultato decisivo per i lavoratori e le loro famiglie”. Così il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti commenta l’accordo sulla vertenza INDESIT raggiunto- dopo la rottura della trattativa che si era consumata il 19 novembre- la scorsa notte, senza però la firma della Fiom.

“Molto significativo- osserva inoltre  De Vincenti- è il rientro in Italia di tre linee produttive. E questo ha un valore molto importante per tutto il settore dell’elettrodomestico. E’ cioè importante che anche in questo caso, come già accaduto nelle vertenze Bridgestone e Natuzzi, imprese in difficoltà riportino in Italia pezzi di produzione. Un bel segnale”.

Impegno del Gruppo a ritirare la procedura di mobilità attivata a seguito della rottura di pochi giorni fa. Dai 1425 esuberi previsti, a nessuno. Utilizzo di ammortizzatori sociali  di tipo conservativo, ovvero contratti di solidarietà e cassa integrazione (non più di quattro mesi per lavoratore).

L’azienda, per 5 anni, non ricorrerà a licenziamenti. Rientro in Italia di produzioni fin qui realizzate in Spagna, Polonia e Turchia. Investimenti  per oltre 80 milioni di euro. E’ su queste basi che al Mise è stato trovato l’accordo. Tale accordo sarà ora sottoposto, con referendum, al giudizio dei lavoratori.

All’incontro dal quale poi è scaturito l’accordo hanno preso parte i rappresentanti delle Regioni Campania e Marche, i sindaci delle zone interessate, i vertici della multinazionale, esponenti di Confindustria delle due regioni in questione, le organizzazioni sindacali ai livelli nazionale, territoriale e aziendale.

Nel dettaglio, oltre agli ammortizzatori sociali che tuteleranno tutti i lavoratori nell’arco di vigenza del piano industriale, per 330 lavoratori è previsto il ricorso al pensionamento in quanto maturino i requisiti.

A giudizio dell’esecutivo, questa intesa- se ratificata- è destinata a rafforzare il radicamento italiano di INDESIT e a garantire lo sviluppo di produzioni di gamma alta e media.

L’esecutivo- alla luce di questa valutazione- guarda con fiducia alla consultazione tra i lavoratori che dovranno giudicare l’accordo:  “Il Governo- conclude De Vincenti- ha sempre operato per un accordo unitario e auspica che, alla fine del percorso, tale obiettivo possa comunque essere raggiunto”.




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