Sviluppo, Zanonato: dal disarmo recupero di risorse per Paesi poveri

Venerdì, 22 Novembre 2013

Il Ministro durante il suo intervento“Competitività economica e coesione sociale devono essere obiettivi da perseguire insieme. Per troppo tempo il processo di crescita legato alla globalizzazione, sebbene straordinariamente efficace nel ridurre la povertà nel mondo, si è accompagnato a un fenomeno di inasprimento delle disuguaglianze fra Paesi e, all’interno del medesimo Paese, tra gruppi sociali diversi. Su questo sviluppo sperequato occorre intervenire non soltanto con gli strumenti dell’economia, ma anche con quelli dell’etica”.

Così il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato nel suo intervento al convegno internazionale organizzato presso il Sacro Convento di Assisi per affrontare il tema della “Promozione dello sviluppo della pace e della sicurezza nucleare per la dignità dell’uomo e l’integrità del creato”. In occasione dell’appuntamento organizzato dal Comitato per una civiltà dell’amore e dalla Cisl Flaei è stato consegnato il Premio “Atoms for peace” 2013 a Agneta Rising, Direttore Generale WNA (World Nuclear Association).

Il Ministro ha ricordato che il tema della “Pace Nucleare è di massima rilevanza per lo sviluppo globale sostenibile. Il perseguimento di questo obiettivo deve quindi essere in cima all’agenda politica globale”.

“L’Italia – ha aggiunto - è sempre stata all’avanguardia tra i Paesi che hanno promosso la non proliferazione e il disarmo nucleare. Da decenni partecipiamo attivamente alla redazione, alla firma e alla promozione dei trattati rilevanti in questa materia e li abbiamo tutti ratificati in tempi rapidi”.

Per Zanonato, “una direzione assolutamente da perseguire è quella del recupero di  risorse ricavate dal disarmo per favorire lo sviluppo economico dei popoli più poveri. L’idea di trasformare degli strumenti di potenziale distruzione in risorse per lo sviluppo – ha aggiunto - è certamente condivisibile e il Governo italiano è pronto a promuoverla a livello internazionale, cercando di coinvolgere soprattutto i Paesi che dispongono delle maggiori quantità di armamenti nucleari e che quindi potrebbero originare le risorse più importanti”.


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