Sviluppo, al via missione del Viceministro Calenda in Algeria

"Governo impegnato a favorire nuove partnership industriali"

Algeri, 24 giugno 2013 -  È iniziata oggi la missione istituzionale in Algeria - il più esteso Paese africano con un mercato di oltre 37 milioni di consumatori che, entro il 2030, diventeranno circa 50 -  di Carlo Calenda, Vice Ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio estero e all'internazionalizzazione.

"L'Italia è tra i primi partner europei per l'Algeria, sia sul fronte del commercio che degli investimenti- ha dichiarato il Viceministro - Oggi, come esponente del nuovo Governo, sono qui per confermare e rilanciare i positivi rapporti economici tra i nostri due Paesi. Insieme ai colleghi algerini, lavoreremo in questi due giorni per favorire l'avvio di nuove e concrete opportunità di business tra le nostre imprese, che saranno poi oggetto dell'importante task force italo-algerina che si terrà in Algeria già dal prossimo autunno, dove porteremo un cospicuo numero di qualificate imprese italiane". Il Viceministro ha  aggiunto che "per favorire gli investimenti italiani in Algeria, bisogna  facilitare la vita delle imprese, soprattutto per quanto riguarda le Pmi. Di questo parlerò con le mie controparti".

Scopo della missione - a cui partecipano anche esponenti delle principali Associazioni di categoria del mondo produttivo italiano , tra cui Confindustria, ANCE, Federprogetti, UCIMU, Federunacoma, Federpesca , oltre rappresentanti di Ice e Simest - è confermare la collaborazione economica tra i due Paesi, favorendo nel concreto l'avvio di partnership industriali tra imprese italiane e algerine.

In aggiunta a settori come energie, costruzioni e difesa, nei quali la presenza italiana è già consolidata, si stanno sviluppando crescenti opportunità anche in altri settori come l'agro-industria, beni strumentali, farmaceutica, pesca e automotive.

Il Governo algerino ha in programma di diversificare in modo significativo il proprio sistema produttivo ed economico nel corso dei prossimi anni: il settore degli idrocarburi vale tutt'oggi oltre un terzo del Pil algerino, rappresenta il 60% delle entrate statali e il 98% delle esportazioni. La mancanza di un vero sistema produttivo locale ha costretto finora l'Algeria a importare la maggior parte dei beni alimentari e di consumo dall'estero. Da qui la necessità di creare un tessuto produttivo interno, avvalendosi di tecnologie e know-how di Paesi terzi. Su questo fronte l'Italia,  con le sue grandi aziende, ma anche attraverso il suo peculiare modello di Pmi, può dare un contributo importante all'economia algerina. Il nostro Paese infatti può svolgere un ruolo strategico nella costruzione di reciproche partnership industriali, oltre che sul fronte del trasferimento di competenze.

Per affrontare questi temi, il Viceministro Calenda e la delegazione di imprese italiane incontrerà il ministro dell'Industria, delle Pmi e degli Investimenti Chérif Rahmani e il segretario generale per il Commercio con l'Estero Aissa Zelauti.

 


Questa pagina ti è stata utile?

NO