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Dove c'è ricerca ci sarà l'industria del futuro

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Il ministro Giancarlo Giorgetti è stato in visita a Torino dove si è recato al Competence Center Industry Manufacturing 4.0 del Politecnico e allo stabilimento della Lavazza.

Dove c'è università che fa ricerca ci sarà l'industria del futuro”, ha sottolineato il ministro nel centro d’eccellenza del Politecnico di Torino, un polo specializzato nella ricerca e sviluppo di tecnologie per il settore della manifattura avanzata, in particolar modo dell’automotive e dell’aerospace. Si tratta di un progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico con il piano Industria 4.0 e a cui hanno aderito 24 aziende private.

I talenti, le capacità, le intelligenze e le innovazione” presenti nell’area di Torino, ha aggiunto il ministro, sono fattori assolutamente adatti ad attrarre investimenti come quello in corso di valutazione da parte di Intel per realizzare in Italia una fabbrica di microchip. L’opzione Torino è valida, ha sottolineato Giorgetti: “Noi ci siamo messi in concorrenza internazionale con la Germania e la Francia per questo investimento che vuole fare Intel. Ci sono diverse localizzazioni che sono state valutate dalla struttura che c'è a Palazzo Chigi.

Il ministro si è recato successivamente allo storico stabilimento della Lavazza, uno dei più grandi e innovativi impianti al mondo per la produzione e torrefazione del caffè.

Subito dopo Giorgetti ha partecipato a un convegno dedicato agli effetti che il PNRR avrà sul territorio della regione Piemonte. A margine di questo appuntamento ha incontrato una rappresentanza dei lavoratori della ex Embraco.

L’impegno condiviso al termine dell’incontro è una convocazione al Mise di un tavolo ex Embraco dopo le amministrative “per evitare strumentalizzazioni elettorali”. “Voglio fare un’operazione di verità - ha sottolineato Giorgetti - e mettere un punto a pseudo soluzioni che non hanno mai avuto una concretezza, a cominciare dal cosiddetto progetto Italcomp”. “Continuo a cercare personalmente - ha aggiunto - uno o più investitori che possono essere interessati a riassorbire la manodopera ex Embraco e che siano compatibili con il settore. A oggi nessuno si è fatto avanti con una proposta concreta. A tutte le aziende che visito chiedo di valutare la possibilità di avere priorità di incentivi se accettano di assorbire quella forza lavoro”. Il ministro ha confermato l’impegno nella ricerca di una soluzione, preferibilmente italiana “che restituisca dignità a tutte quelle persone che giustamente chiedono un futuro e che qualcuno ha preso in giro”.

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