Realizzazione di infrastrutture per la banda ultralarga nella Regione Campania

Lunedì, 24 Giugno 2013

Il Ministero dello sviluppo economico, per il tramite della sua società in house - Infratel Italia - ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, il primo bando per la concessione di un contributo ad un Progetto di investimento finalizzato alla realizzazione di nuove infrastrutture ottiche passive abilitanti alle reti NGAN in grado di erogare servizi alle pubbliche amministrazioni, alle imprese e ai cittadini (http://www.infratelitalia.it).

Le attività di Realizzazione del Programma di Interventi per lo sviluppo della Banda UltraLarga nella regione Campania si inquadrano nel Progetto Strategico Nazionale per la Banda UltraLarga approvato dalla Commissione europea con Decisione C(2012) 9833 del 18 dicembre 2012 (Regime d’aiuto n. SA34199 -2012/N). Il contributo pubblico ammonta a 122,4 milioni di euro a valere sui fondi POR-FESR 2007-2013 Campania.

Per partecipare alla procedura di selezione, gestita mediante Piattaforma Telematica, gli operatori economici interessati dovranno preventivamente registrarsi sul portale di accesso https://www.gareinfratel.it, seguendo le istruzioni disponibili sulla pagina “Registrazione”. Si consiglia di ultimare l’abilitazione al Portale con 24 ore di anticipo rispetto al termine per la presentazione delle offerte fissata alle ore 13:00 del giorno 23 settembre 2013.

Per effetto di questo intervento, entro il 2015, il 32% del totale delle unità immobiliari campane saranno connesse ad almeno 30 Mbps, a questo dato occorre aggiungere  i piani autonomi degli Operatori privati che prevedono la copertura di un ulteriore 21%. La Campania nel 2015 potrà dunque vantare una diffusione e velocità di banda totale del 53% dei cittadini: una percentuale degna di competere con i Paesi più avanzati. Nei 60 Comuni oggetto di intervento saranno connessi ospedali e scuole permettendo così la realizzazione dei principali pilastri dell’agenda digitale.

Il beneficio occupazionale è elevato: certamente vedrà l'impiego diretto di circa 1.000 occupati per quasi tre anni nei settori impiantistico, civile, elettronico e  telecomunicazioni - ma la vera risorsa del progetto è l'indotto a lungo termine che le infrastrutture di rete sono in grado di creare, a partire dai produttori di apparati, agli operatori di TLC e a tutti i nuovi lavori che richiedono competenze ICT. 


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