Accordo di libero scambio UE - Corea del Sud

Dal 1° luglio 2011 è entrato in vigore l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e la Corea del Sud; è il primo accordo di questo tipo concluso con un paese asiatico.

Secondo dati forniti dalla Commissione Europea, si trattava allora dell’accordo commerciale più ambizioso finalizzato dall’Europa con un paese terzo andando nella direzione di una vera e propria “partnership strategica” con il paese asiatico.

La Corea del Sud, oggi la 15a economia mondiale e la quarta in Asia è, in ordine di grandezza, il nono partner commerciale dell'UE (quest'ultima è il terzo partner più importante della Corea del Sud per quanto riguarda le esportazioni).

Nei cinque anni successivi all'entrata in vigore dell’accordo, sono stati eliminati i dazi, da entrambe le parti, per il 98,7% delle linee tariffarie relative a prodotti sia industriali che agricoli (salvo alcune eccezioni nel settore agricolo). L'eliminazione quasi completa dei dazi produce un risparmio annuo di 1,6 miliardi per gli esportatori UE.

Da parte europea, tra l’altro, si è ottenuta una maggiore tutela dei diritti di proprietà intellettuale, la possibilità di risolvere annosi ostacoli non tariffari (per i settori auto, elettronica e farmaceutica) e la clausola di salvaguardia bilaterale, che consente di riapplicare l’aliquota tariffaria della “nazione più favorita” qualora, per effetto della liberalizzazione commerciale, le importazioni crescano in quantitativi tali da arrecare un serio danno alla produzione europea.

Sul fronte agricolo la Corea mantiene significative tariffe doganali sui prodotti che ritiene sensibili (riso, peperoni, aglio e cipolle), ma grazie alla riduzione daziaria si è stimato un abbassamento dei prezzi al consumo sul mercato coreano di prodotti europei tipici, come vino e formaggi, del 12-13% rispetto a prima dell’accordo.

La Commissione Europea aveva stimato che questo accordo con la Corea del Sud avrebbe accresciuto in quindici anni le esportazioni europee nel paese dal 60% all’80%. In realtà l’interscambio commerciale fra UE a 28 e Corea del Sud è passato dai circa 67,5 miliardi di euro del 2010 agli oltre 100,6 miliardi del 2018, con un incremento del 49,1% in soli otto anni.

Il confronto tra i dodici mesi antecedenti alla conclusione dell’accordo ed il periodo luglio 2017 – giugno 2018, (con gli ultimi dati disponibili) indica un incremento ancora maggiore negli scambi di merci, pari al 62%.

L’UE presentava – durante il 2010 - un deficit commerciale nei confronti della Corea del sud di 11,6 miliardi di euro, che si è notevolmente contratto fino a -1,5 miliardi nel corso del 2018.

Rispetto al 2010 - l’anno precedente all’entrata in vigore dell’Accordo di Libero Scambio - nel 2018 l’export UE in Corea del sud è cresciuto del 77,3%, arrivando ad un valore complessivo di 49,6 miliardi di euro. I settori che in ordine di importanza hanno evidenziato le crescite più significative sono risultati la meccanica (+24,8%), l’automotive (+211%, con un valore più che triplicato il valore dal 2010), la chimica (+45,9%), l’elettronica (+50%) e la farmaceutica (+99,6%).

Limitando l’osservazione al nostro Paese si rileva che l’export italiano tra il 2010 ed il 2018 è aumentato dell’81,8%, passando da 2,5 a circa 4,6 miliardi di euro.

Per ulteriori informazioni e documenti sull’Accordo, consultate la pagina della Direzione Generale Trade della Commissione Europea:

http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/countries/south-korea/

Infine è stata istituita dalla Commissione Europea una mail box per rispondere alle domande degli operatori:

TRADE-EU-KOREA-FTA@ec.europa.eu 



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