Di Maio a Napoli alla presentazione del Rapporto ICE 2019

Martedì, 23 Luglio 2019

Online il discorso del Ministro

 

Il Ministro Luigi Di Maio è intervenuto oggi a Napoli alla presentazione del XXXIII Rapporto ICE e dell'Annuario ISTAT-ICE.

Il discorso del Ministro

 

"Un caro saluto a tutti,
un saluto al Presidente dell'Agenzia ICE Carlo Ferro,
al Direttore Generale dell’ICE Roberto Luongo,
al Presidente dell'ISTAT Gian Carlo Blangiardo,
al Sottosegretario Michele Geraci,
a tutte le autorità presenti e in particolare alle imprese,

ci tengo a sottolineare un paio di cose. Ringrazio gli imprenditori che sono intervenuti qui perché mi rendono orgoglioso di appartenere a questa terra e sono particolarmente contento del fatto che oggi per la prima volta in assoluto il rapporto ICE si presenta al Sud, a Napoli. Sono veramente contesto e speriamo di aver inaugurato una tradizione per cui la presentazione si tiene un anno al Sud e un anno al Nord, in modo da poter ricordare le eccellenze e le capacità di un'Italia che a Nord e a Sud ha saputo creare una reputazione in tutto il mondo, che ci avvantaggia quando andiamo sui mercati esteri.

Lo dico con molta franchezza, e non si offenderà il corpo diplomatico. La vera grande capacità di andare sui mercati esteri dell'Italia è sempre rappresentata dal prestigio, dalla serietà e dall’efficacia che hanno avuto le nostre imprese in tutti questi anni. Il nostro vero passaporto ovunque si vada sono i nostri imprenditori.

Vi posso assicurare, anche a chi non è avvezzo all'internazionalizzazione, che le imprese che non si sono internazionalizzate sono lo maggioranza e su questo ci dovremo lavorare. Dovete però sapere che ovunque io sia andato, anche insieme al Sottosegretario Geraci, dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti alla Tunisia fino agli Stati Uniti d’America, i più grandi eventi come l'EXPO Dubai 2020 li stiamo costruendo noi. In un modo o in altro un’impresa italiana è sempre al centro di infrastrutture, di iniziative, o servizi di grandi eventi nel mondo.

Va sottolineato che il Rapporto ICE di quest'anno, ringrazio l’ISTAT e l’agenzia per il lavoro fatto, ci dice ancora una volta che le esportazioni vanno meglio. Dobbiamo però migliorare il gap del Sud. Un Sud, lo voglio dire per chi non conosce bene queste terre, che ha una capacità a volte o spesso maggiore rispetto ad altre aree del Paese, perché qui si parte sempre da una posizione di svantaggio. Se gli imprenditori italiani sono considerati degli eroi, qui al Sud sono sicuramente dei supereroi perché devono superare una serie di difficoltà che li tempra e li dota di maggiori capacità. Come in una selezione darwiniana, ciò consente loro, quando arrivano ad armi pari sui mercati esteri, di essere particolarmente forti.
Mi chiedo che cosa possiamo fare noi come Governo? Consapevoli che non è mai abbastanza.

La prima cosa è il Piano straordinario di cui ha parlato Carlo Ferro. Si tratta di un Piano straordinario per la promozione del Made in Italy. Un piano di 140 milioni di euro, la cifra più alta che sia mai stata finanziata. L’anno scorso l’ammontare totale era di 130 milioni di euro, mentre quest'anno è di 140 milioni.

Con un piano strategico sull’esportazione del Sud da 56 milioni di euro stiamo cercando di avere un approccio ancora più localistico. Per esempio per Taranto, stiamo lavorando a riconvertire un tessuto economico che dipendeva dall’Ilva, in modo da garantire a quelle persone che lavorano lì un modello economico capaci di creare delle alternative. E’ quello che sta già facendo l’ICE, formando gli imprenditori della provincia di Taranto per le tecniche di internazionalizzazione.

Credo che nei prossimi anni, al di là delle esportazioni, noi avremo a che fare sempre di più con due parole che sono innovazione e formazione. Spesso si parla della formazione dei dipendenti ma poco si parla della formazione degli imprenditori. Si tratta di una formazione che si basa sul principio generale per cui l'innovazione tecnologica e i nuovi mercati che stanno arrivando hanno bisogno di nuove conoscenze che prima non avevamo nella macchina dello Stato e all’interno delle nostre imprese.

E’ vero quello che diceva il Sottosegretario Geraci sul G2G per i mercati emergenti. Noi ci siamo resi conto con i primi due viaggi che abbiamo fatto in Cina, che hanno dato il là alla sottoscrizione degli accordi con il Governo Cinese sulla Via della Seta, che molte delle aziende italiane che avevano provato ad avere rapporti con la Cina, tutto ad un tratto hanno visto riattivate quelle sentinelle in Cina, che hanno accolto le richieste italiane e iniziato a lavorare sulle esportazioni.

Si sono quindi messi in moto una serie di rapporti. Credo che ora l’Italia abbia un rapporto privilegiato con quei mercati dove ci sono milioni di nuovi ricchi ogni anno che vogliono mangiare bene e comprare cose di buona qualità, cioè necessariamente Made In Italy. In particolare sull’agroalimentare c’è una attenzione che non è rivolta solo alle arance. In Cina sta nascendo una nuova generazione di ceto medio e di ricchi che guarda al nostro agroalimentare. Speriamo, inoltre, che il piano industriale di Alitalia possa guardare anche al turismo in Italia, consentendoci di andare a prendere questo nuovo ceto medio e portarlo a vedere il Paese più bello del mondo.

Con la visita in Italia, prevista nei prossimi giorni, di quello che può considerarsi il Ministero Sviluppo economico cinese e avremo modi di affrontare tutto il tema delle ZES del Sud, sul quale la Campania è stata la prima a partire. Abbiamo semplificato ad esempio il sistema degli sgravi che prima andava avviato con una modulistica che neanche esisteva e con il decreto crescita non ci sarà bisogno di una richiesta diretta. C’è molto interesse negli investimenti nelle ZES del Sud sia da parte della Cina che degli Emirati Arabi, in cui già ci sono delle zone speciali dove sono presenti imprese italiane.

Viceversa ci sono imprese estere che vogliono venire ad investire da noi. Gli investimenti e la loro attrazione passa anche attraverso l’utilizzo degli sgravi fiscali e la sburocratizzazione. In questo momento, inoltre, se si vuole guardare ad est è necessario intensificare i rapporti di amicizia tra i singoli governi. Cercheremo di farlo attraverso missioni di sistema in cui portiamo le imprese agli incontri diretti previsti nelle missioni diplomatiche. Sono questi alcuni esempi di quello che possiamo fare insieme.

Un altro tema è quello dell’utilizzo delle nuove tecnologie per il contrasto del falso Made in Italy. E' sconvolgente sapere che noi abbiamo 40 miliardi di euro di Made in Italy vero del mondo e ben 100 miliardi di falso Made in Italy. Il contrasto all’Italian sounding e il contrasto alla contraffazione passa dunque attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie come la Blockchain, capace di garantire la tracciabilità del prodotto. In tal modo, ogni consumatore sugli scaffali di tutto il mondo potrà, con il proprio smartphone, avere la garanzia che quel prodotto è tracciato e sapere se viene o meno dall’Italia.

Sono, pertanto, molto contento che ICE abbia incontrato qui delle imprese campane proprio per affrontare alcuni temi, tra cui quello della contraffazione. Come MiSE abbiamo investito 45 milioni di euro per sperimentare la Blockchain su tre filiere, il tessile, l'agroalimentare e una parte della meccanica di precisione. Questo ci consentirà non solo di tracciare il prodotto ma i singoli pezzi. Ogni singolo pezzo potrà essere tracciato in Blockchain, consentendoci di garantire l’autenticità in generale. Non so quanti anni ci vorranno, ma metteremo tutte le risorse possibili per garantire una riduzione di quel falso Made in Italy. Vuol dire guadagnare sul mercato 100 miliardi di euro di vero Made in Italy. Più ne contrastiamo più ne possiamo guadagnare.

L’altro tema importante è l’innovazione. E’ chiaro che ci sono imprese al Sud che hanno difficoltà sull'Internazionalizzazione e sulle esportazioni, poiché hanno solo un quinto delle infrastrutture disponibili rispetto alle altre parti d'Italia. Hanno, infatti, meno infrastrutture portuali e aeroportuali e quindi le difficoltà di collegamento aumentano.

Dovremo investire molto di più sulle infrastrutture materiali, ma al contempo possiamo ridurre il gap con le grandi opportunità date dalle infrastrutture immateriali. Possiamo, infatti, fare investimenti su tutto il fronte dell’innovazione che sostanzialmente ha bisogno della banda ultralarga. Possiamo produrre in altri posti del mondo, ma possiamo progettare e sviluppare le idee qui, utilizzando le ZES e il progetto che stiamo portando avanti come MiSE relativo alla banca di investimenti sul modello francese e tedesco. Dobbiamo permettere a sempre più multinazionali e non, di poter co-investire insieme alle nostre imprese sul nostro territorio.
 
Stamattina sono stato al Giffoni film festival in cui c'erano tanti ragazzi che volevano sapere come potersi fare finanziare idee innovative che non sono necessariamente tecnologiche. L'innovazione, infatti, non è necessariamente tecnologia. Da settembre, avendo oggi la Corte dei conti vidimato il decreto ministeriale, potremo partire col Fondo Nazionale sull’Innovazione, come hanno già fatto in Francia e in Germania. Si tratta di un fondo da 2 miliardi di euro che ci consentirà di finanziare in Italia le startup innovative.

Per effetto della mancanza di questi fondi di Venture Capital in Italia abbiamo avuto Germania e Francia che hanno attratto i nostri giovani con le loro idee innovative. Gli hanno finanziato le idee e si sono fatti depositare i brevetti presso i loro uffici. Nei prossimi anni, nei caveau delle banche centrali, insieme ai lingotti d’oro, dovremo avere i brevetti perché faranno parte della competitività dei singoli Paesi, non solo europei ma di tutto il mondo. E’ su questo che si gioca la partita non solo del Sud ma di tutta Italia.

L’obiettivo è quello di tenere queste idee qui, finanziarle e garantirne le strutture operative di supporto, come il 5G e la banda ultralarga, mettendole in comunicazione con i fondi privati, le università e le imprese. Le imprese hanno difficoltà anche per le loro grandezza. Il 99% delle nostre imprese è in media di 15 dipendenti e a volte non hanno le risorse per istituire un ufficio legale interno figuriamoci per poter assumere un manager o un regista dell’innovazione che consenta a quell’azienda di aggiornarsi, digitalizzarsi, internazionalizzarsi con l'e-commerce.

Noi siamo intervenuti con la legge di bilancio e la scorsa settimana abbiamo firmato il provvedimento attuativo sui voucher per gli Innovation manager, che permetterà ad ogni azienda di avere uno sgravio fino a 40.000 euro all’anno per assumere un manager per l’innovazione e quindi consentire una trasformazione digitale dell’azienda.

Infine, registriamo molte preoccupazioni per l’andamento del commercio internazionale. La settimana scorsa ho incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico tedesco e abbiamo concordato di fare un tavolo unico europeo, ad esempio sull’automotive, per poter consentire alla Commissione europea di avviare degli accordi commerciali con gli Stati Uniti che consentano di nuovo l’esportazione in quello e in altri settori.
 
Dobbiamo, infatti, guardare ad alcune sfide a livello europeo e per questo motivo è molto importante che il nuovo Commissario per la concorrenza europeo possa essere italiano.
 
L’accordo raggiunto dal Presidente Conte ci consentirà così di avere un Commissario alla concorrenza europea italiano, che oltre ad essere italiano dovrà essere amico dell’Italia, perché non tutti gli italiani a Bruxelles sono sempre amici dell’Italia.
 
Se posso permettermi il lavoro che dovremmo fare con quel Commissario è cercare di garantire molto di più le esportazioni, sviluppare nuovi rapporti con altri Paesi, non solo con gli Stati Uniti, e soprattutto superare una serie di logiche antitrust che oggi non ci consentono di creare i cosiddetti campioni europei. Con le norme antitrust l’UE non è stata capace di creare un campione europeo sull'innovazione.
 
Abbiamo Google, Facebook, tutte aziende benvenute, ma provenienti tutte fuori dal mercato europeo. Noi, tutti insieme, non siamo riusciti a crearne uno perché ogni volta che si provavano delle aggregazioni su tanti settori, ora non dico solo quello sull'innovazione, sono scattate le norme antitrust. Penso a Fincantieri e Naval group e tutto quello che ne deriva.
 
Su questo il Commissario alla concorrenza italiano avrà una precisa mission, che è quella di sbloccare alcuni rapporti commerciali con gli Stati Uniti, bloccati per effetto dei dazi. Se l’Europa potrà, nei prossimi mesi, dovrà fare il più possibile pressione affinché si raggiunga un accordo tra Stati Uniti e Cina. Se siamo in questa tempesta commerciale è per effetto di una guerra dei dazi che a noi non fa bene. Nonostante tutto registriamo un + 4%, con +8% nel mese di maggio, di esportazioni. E’ un dato che dobbiamo tenere presente perché siamo in uno dei momenti di tensione commerciale più grande e più alto degli ultimi anni. Nonostante questo i nostri imprenditori sono stati in grado di combattere su quei mercati e riuscire a dare un grande ulteriore risultato all'ltalia.
 
Il risultato sulle esportazioni che vedo dai dati ISTAT, consolidati e testimoniati dal rapporto ICE, ci incoraggia. Speriamo che si riesca a mantenere il trend per tutto l’anno. Noi ce la metteremo tutta sia con le missioni di sistema sia con gli investimenti economici G2G, col pieno sostegno all'ICE e a tutti i soggetti che si occupano di internazionalizzazione in Italia perché quello che stiamo cercando di fare è mettere insieme un lavoro di squadra.
 
Colgo anche l’occasione per salutare tutti i dipendenti del Ministero dello Sviluppo economico, questo grande Ministero che sono onorato di guidare da un anno. E’ un Ministero che con le sue agenzie porta avanti ogni giorno passi in avanti per le nostre imprese.

Grazie"

 

Immagine decorativa

 

Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci ha aperto i lavori alla presentazione del XXXIII Rapporto ICE e Annuario2019 ISTAT–ICE

I dati export del Made in Italy verso i paesi extra – UE confermano il trend positivo dall’inizio dell’anno con una crescita nei mesi gennaio – maggio 2019 del 4.4% rispetto ad un anno fa. E’ la conferma della forza del nostro export, vero motore dell'economia italiana. In questi mesi abbiamo concentrato i nostri sforzi verso quei paesi con crescita maggiore e dove la strategia ‘Paesi Core+Satellite’ sta cominciando a dare dei risultati” afferma il prof. Michele Geraci, Sottosegretario allo Sviluppo Economico aprendo la presentazione del XXXIII Rapporto ICE e Annuario 2019 ISTAT–ICE.

“I Paesi ‘core’ – spiega il Sottosegretario – sono i cosiddetti mercati tradizionali, più maturi, dove dobbiamo consolidare le nostre esportazioni, come Usa, Francia, Germania e UK (e altri Paesi europei) e dove i tassi di crescita saranno interessanti, ma pur sempre a cifre singole; dall’altra parte ci sono i Paesi satellite, dalle grandissime potenzialità di crescita, come India, Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Indonesia e in generale il Sud-Est asiatico, Birmania compresa”.

“Nei primi 5 mesi del 2019 – continua il prof. Michele Geraci – le vendite italiane all'estero hanno registrato un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo del 2018. Quest’ottimo risultato è stato trainato dalla performance in Giappone, che ha beneficiato dell’entrata in vigore dell’Accordo di Libero Scambio con la UE (nel periodo che va da gennaio a maggio 2019 il nostro export è cresciuto in media del 15,1% rispetto ad un anno fa) e anche dall’andamento dell’export verso gli USA (nel periodo che va da gennaio a maggio 2019 l’export è cresciuto in media del 8.5% rispetto ad un anno fa)”.

“Il nostro è un Paese ricco di aziende valide e coraggiose – prosegue il Sottosegretario – che portano avanti esperienze positive che fanno bene all' economia. Nell’ultima missione negli Stati Uniti, che segue quella del vicepresidente del Consiglio Salvini, abbiamo illustrato all'amministrazione americana, sia presso la sede dell’United States Trade Representative che al National Economic Council, un'analisi da noi condotta che mostra le ripercussioni per l’Italia e per le sue aziende se nuovi dazi americani venissero approvati contro i prodotti del made in Italy. Siamo in continuo contatto con i partner americani, che hanno mostrato interesse a dialogare su contenuti e numeri, per evitare che colpe di altri paesi UE possano ricadere sul nostro export". 

“Come Governo, stiamo portando avanti l’iniziativa del Global Startup Program, una sorta di programma Erasmus che ho personalmente ideato per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane che verranno formate e seguite con lo scopo di promuovere la loro crescita e far conoscere loro il mercato internazionale".

"Sempre in sostegno alle aziende – conclude Geraci – a novembre partirà la High Street Italy, iniziativa complementare alle fiere tradizionali, per consentire a tutte le Pmi italiane di avere un ulteriore spazio espositivo anche al di fuori degli appuntamenti annuali già in programma. Questa iniziativa darà la flessibilità ed il sostegno economico alle tante Pmi che già esportano, ma soprattutto alle moltissime tante che ancora non si sono affacciate a questo grande mercato dove il Made in Italy è molto apprezzato”.

 


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