Progetti R&S economia circolare - Domande frequenti (FAQ)

Domande e risposte sui Progetti di ricerca e sviluppo per l’economia circolare

 

1. Soggetti beneficiari

1.1. I centri di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del D.M. 11/06/2020 possono partecipare in qualità di capofila nell’ambito dei progetti congiunti di cui all’articolo 3, comma 2, dello stesso D.M.?
Sì. I centri di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del D.M. 11/06/2020 possono partecipare in qualità di soggetti beneficiari, come tutte le imprese di cui all’articolo 3, comma 1, di tale D.M. 11/06/2020, come capofila ovvero come co-proponenti dei progetti congiunti previsti dal comma 2 del citato articolo 3.

1.2. Gli organismi di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera p), del D.M. 11/06/2020 possono partecipare in qualità di capofila nell’ambito dei progetti congiunti di cui all’articolo 3, comma 2, dello stesso D.M.?
No. Gli organismi di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera p), del D.M. 11/06/2020 possono partecipare, in qualità di soggetti beneficiari che presentano domanda di agevolazioni, ai progetti congiunti di cui all’articolo 3, comma 2, del medesimo D.M. esclusivamente in qualità di co-proponenti.

1.3. Le società a capitale pubblico rientrano tra le imprese beneficiarie di cui all’articolo 3, comma 1, del D.M. 11/06/2020?
Le società a capitale pubblico in possesso dei requisiti di cui all’articolo 3 del D.M. 11/06/2020 possono essere ammissibili in qualità di soggetti beneficiari, nel rispetto delle norme comunitarie sugli aiuti di Stato.

1.4. Le singole imprese appartenenti ad un gruppo aziendale possono presentare autonomamente una domanda ai sensi del D.M. 11/06/2020?
Sì, ciascuna impresa facente parte di un gruppo aziendale può presentare una propria domanda a valere sul D.M. 11/06/2020, fermo restando il rispetto dei requisiti di cui all'articolo 3 di tale provvedimento.

1.5. Imprese tra loro associate o collegate possono presentare un progetto congiunto di ricerca e sviluppo?
Sì, non sono previste limitazioni all'ammissibilità di progetti presentati congiuntamente da imprese tra loro associate o collegate, fermo restando il rispetto dei requisiti di cui all'articolo 3 del D.M. 11/06/2020.

1.6. Un Organismo di ricerca può partecipare a più progetti in qualità di co-proponente?
Sì. Ai sensi dell’articolo 7, comma 4 del D.M. 11/06/2020, gli Organismi di ricerca possono partecipare in qualità di co-proponenti a più progetti congiunti mediante propri istituti, dipartimenti o altre unità organizzative-funzionali dotati di autonomia gestionale, organizzativa e finanziaria. Al fine di garantire la corretta realizzazione del progetto presentato, ciascuno di tali istituti, dipartimenti o unità organizzative-funzionali dell’Organismo di ricerca può partecipare ad un solo progetto in qualità di co-proponente.

1.7.Sulla base di quali elementi viene valutata l’autonomia gestionale, organizzativa e finanziaria dei diversi istituti, dipartimenti o unità organizzative-funzionali degli Organismi di ricerca che partecipano ai progetti?
La valutazione della presenza di tale requisito di autonomia deve essere basata sulla documentazione costitutiva e organizzativa del soggetto proponente, come, a titolo esemplificativo, lo statuto, l’atto costitutivo, le disposizioni organizzative e l’ulteriore documentazione atta a dimostrare la possibilità dell’istituto, dipartimento o dell’unità organizzativa/funzionale di prendere autonomamente impegni sia in relazione all’utilizzo del personale e della struttura del soggetto proponente sia in merito ad obbligazioni finanziarie. È sulla base di tali elementi probatori che il soggetto proponente all’atto della presentazione della domanda deve fondare la propria valutazione che, comunque, rimane sottoposta all’analisi istruttoria del soggetto gestore, il quale provvederà ad acquisire nel corso dell’istruttoria la documentazione atta a dimostrare il possesso di tale requisito.

1.8. Le start up rientrano tra i soggetti ammissibili alle agevolazioni del D.M. 11/06/2020?
Ai fini dell’ammissione alle agevolazioni, i soggetti richiedenti, tra cui quelli di nuova costituzione, devono essere in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 3 del D.M. 11/06/2020, ivi compreso quanto previsto comma 4, lettera c), di tale articolo, che prevede che i soggetti beneficiari devono, alla data di presentazione della domanda, disporre di almeno due bilanci approvati e depositati ovvero, per le imprese individuali e le società di persone, disporre di almeno due dichiarazioni dei redditi presentate.

Si evidenzia che l’articolo 4, comma 5, lettera a), del decreto attuativo 05/08/2020 specifica, in relazione alle modalità di verifica del predetto requisito, che qualora il soggetto richiedente le agevolazioni abbia redatto il bilancio consolidato ai sensi degli articoli 25 e seguenti del decreto 11 legislativo n. 127/1991 e successive modifiche e integrazioni o sia controllato da un’impresa che abbia redatto il bilancio consolidato, si tiene conto di tale bilancio approvato ai fini della verifica della sussistenza del predetto requisito di ammissibilità di cui all’articolo 3, comma 4, lettera c), del D.M. 11/06/2020.

 

2. Progetti ammissibili

2.1. Quali sono i requisiti dei progetti ammissibili e le tecnologie che devono essere sviluppate nell’ambito degli stessi?
Come previsto dall’articolo 4, comma 1, del D.M. 11/06/2020, i progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all'obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche nei settori dell’economia circolare di cui alle lettere da a) a f) dello stesso comma 1, attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali indicate all’allegato n. 1 del medesimo D.M. 11/06/2020. I progetti devono presentare un elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità, ed essere realizzati nell’ambito delle tematiche rilevanti per l’economia circolare di cui all’allegato n. 2. al D.M. citato.

 

3. Agevolazioni concedibili

3.1. Quali sono le agevolazioni concedibili ai Centri di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del D.M. che presentano domanda di agevolazioni?
Secondo quanto previsto dall’articolo 6, comma 3, del D.M. 11/06/2020, ai centri di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c) beneficiari delle agevolazioni ai sensi dell’articolo 3, comma 1 e comma 2, del medesimo D.M., è concesso il finanziamento agevolato del FRI, che copre una percentuale nominale delle spese ammissibili pari al 50 (cinquanta) per cento ed è concedibile in presenza di un finanziamento bancario associato concesso da una banca finanziatrice, a tasso di mercato, per una percentuale nominale pari ad almeno il 20 (venti) delle spese ammissibili. Ai predetti centri di ricerca è concesso inoltre, in ragione della dimensione dell’impresa, il contributo alla spesa secondo le percentuali indicate al comma 2 del citato articolo 6.

3.2. Quali sono le agevolazioni concedibili agli Organismi di ricerca di cui all’articolo 1, comma 1, lettera p), del D.M. che presentano domanda di agevolazioni in qualità di co-proponenti dei progetti di ricerca e sviluppo?
Agli organismi di ricerca di cui all'articolo 1, comma 1, lettera p), del D.M. 11/06/2020, beneficiari delle agevolazioni in qualità di co-proponenti ai sensi dell'articolo 3, comma 2, del medesimo D.M., è concesso, secondo quanto previsto dal comma 9 dell’articolo 6 del D.M. in argomento, unicamente un contributo diretto alla spesa per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili complessivi pari al 20 per cento; tale contributo alla spesa è comprensivo dell’agevolazione sostitutiva del finanziamento agevolato, il quale non spetta a tali soggetti.

3.3. Le agevolazioni concesse a valere sul D.M. 11/06/2020 per i progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla riconversione produttiva nell’ambito dell’economia circolare sono cumulabili per le medesime spese e costi con altre agevolazioni qualificabili come aiuti di Stato?
No. Le agevolazioni previste dal D.M. 11/06/2020, in base a quanto stabilito dall’articolo 6, comma 12, del medesimo decreto, non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese e costituenti aiuti di Stato, incluse quelle concesse sulla base del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis». ll predetto divieto di cumulo si applica alle agevolazioni che si configurino come aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea o comunicati ai sensi dei regolamenti della Commissione che dichiarano alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, ad eccezione degli aiuti di Stato concessi nella forma di benefici fiscali e/o di garanzia per i quali il cumulo, sulle medesime spese, è consentito nei limiti delle intensità massime previste del Regolamento GBER n. 651/2014 e s.m.i.

3.4. Le agevolazioni concesse a valere sul D.M. 11/06/2020 per i progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla riconversione produttiva nell’ambito dell’economia circolare sono cumulabili per le medesime spese e costi con misure di agevolazione che non siano qualificabili come aiuti di Stato?
Il divieto di cumulo previsto per le agevolazioni di cui al D.M. 11/06/2020 interviene qualora le agevolazioni oggetto di cumulo siano qualificabili come aiuti di Stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Pertanto, le agevolazioni di cui al D.M. 11/06/2020 risultano fruibili unitamente a tutte le misure che, prevedendo benefici applicabili alla generalità delle imprese, non siano da considerarsi aiuti di Stato secondo quanto disposto dalle amministrazioni competenti.

In ogni caso, il cumulo delle agevolazioni di cui al D.M. 11/06/2020 con le misure non classificabili come aiuti di Stato dalle amministrazioni competenti è consentito nel limite complessivo delle spese e dei costi sostenuti.

3.5. Le agevolazioni concesse in forma di benefici fiscali (es. crediti d’imposta) sono cumulabili per le medesime spese e costi con quelle concesse a valere sul D.M. 11/06/2020 per i progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla riconversione produttiva nell’ambito dell’economia circolare?
Le agevolazioni concesse in forma di benefici fiscali sono cumulabili con quelle concesse a valere sul D.M. 11/06/2020 per i progetti di ricerca e sviluppo finalizzati alla riconversione produttiva nell’ambito dell’economia circolare.

Come previsto dall’articolo 6, comma 12, del D.M. 11/06/2020, nel caso in cui il beneficio fiscale sia classificabile come aiuto di Stato dalle amministrazioni competenti, il cumulo con gli aiuti di cui al D.M. 11/06/2020 è consentito unicamente nei limiti delle intensità massime previste del Regolamento GBER n. 651/2014 e s.m.i., come indicato nella precedente FAQ 3.3.

Nel caso in cui il beneficio fiscale non sia classificabile come aiuto di Stato dalle amministrazioni competenti, come nel caso di misure fiscali di carattere generale, il divieto di cumulo di cui all’articolo 6, comma 12, non interviene, come indicato nella precedente FAQ 3.4. In tal caso il cumulo è comunque consentito nel limite complessivo delle spese e dei costi sostenuti.

  

4. Modalità e termini di presentazione delle domande

4.1. Quali sono i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni a valere sul D.M. 11/06/2020?
I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni a valere sul D.M. 11/06/2020 sono definiti nel decreto direttoriale 05/08/2020, adottato ai sensi dell’articolo 7, comma 2, del citato D.M.

 

5. Spese e costi ammissibili

5.1. Nel caso degli Organismi di ricerca, ai fini della copertura dei costi progettuali, è ammissibile la valorizzazione del costo del personale strutturato?
Rientrano tra i costi ammissibili previsti dall’articolo 5, comma 1, del D.M. 11/06/2020 quelli relativi al personale dipendente del soggetto proponente. Secondo quanto specificato nell’allegato n. 2 al decreto attuativo 05/08/2020, recante i criteri per la determinazione dei costi ammissibili e le modalità di rendicontazione, la voce “Personale dipendente” comprende il personale del soggetto proponente limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, adibito alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale oggetto del progetto, con esclusione del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali.
Come previsto dal comma 5 del citato articolo 1, sono ammissibili unicamente costi riferiti a titoli di spesa o documenti contabili aventi valore probatorio equivalente la cui data è compresa nel periodo di svolgimento del progetto, a condizione che sia stato effettuato il pagamento.

5.2. I centri di ricerca e gli organismi di ricerca di cui rispettivamente alle lettere c) e p) dell’articolo 1, comma 1, del D.M. 11/06/2020 possono prestare i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera c), del predetto D.M. 11/06/2020?
I centri di ricerca e gli organismi di ricerca di cui rispettivamente alle lettere c) e p) dell’articolo 1, comma 1, del D.M. 11/06/2020, che non siano soggetti beneficiari proponenti o co-proponenti del progetto in argomento secondo quanto previsto dall’articolo 3 del medesimo D.M., possono partecipare alle attività di ricerca e sviluppo previste dallo stesso in qualità di prestatori dei servizi di cui all’articolo 5, comma 1, lettera c), del D.M. 11/06/2020. I relativi costi sono ammissibili nel rispetto delle restanti disposizioni dell’articolo 5 del D.M. 11/06/2020 e dei criteri di cui al paragrafo 1, lettera c), dell’allegato n. 2 al decreto direttoriale 05/08/2020.

5.3. I soggetti in rapporto di cointeressenza con il soggetto beneficiario, quali ad esempio soci, soggetti appartenenti allo stesso gruppo industriale e società partecipate, possono fornire servizi di consulenza o prestazioni nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo a valere sul D.M. 11/06/2020?
Come previsto dalle disposizioni inerenti i criteri per la determinazione dei costi e le modalità di rendicontazione di cui all’allegato n. 2 al decreto direttoriale 05/08/2020, per consulenze si intendono “le attività, rivolte alla ricerca e alla progettazione, commissionate a terzi, che devono risultare affidate attraverso lettere di incarico o contratti. Tali documenti devono contenere il riferimento al progetto agevolato, le attività da svolgere e le modalità di esecuzione, l’impegno orario, il periodo di svolgimento, l’output previsto e l’importo”. Per quanto riguarda i servizi di consulenza prestati da terzi che sono in rapporto di cointeressenza è previsto che “Nel caso di consulenze o prestazioni affidate a soggetti che abbiano rapporti di cointeressenza con l’impresa finanziata (quali soci, soggetti appartenenti allo stesso gruppo industriale, società partecipate), il soggetto beneficiario è tenuto a far rispettare a questi ultimi i medesimi criteri di imputazione e determinazione dei costi” del soggetto proponente, in particolare in relazione ai costi del personale.
Quindi, fermo restando che i servizi di consulenza devono riferirsi alle attività sopra riportate rivolte alla ricerca e alla progettazione, non sono previsti limiti in merito ai costi sostenuti dal consulente per lo svolgimento del servizio prestato. Nel caso in cui però lo stesso si trovi in rapporto di cointeressenza con il soggetto beneficiario, sarà necessario in particolare, in fase di rendicontazione, presentare oltre alle fatture e agli altri titoli di spesa debitamente quietanzati relativi alle consulenze e/o alle prestazioni realizzate dal “soggetto collegato” anche il rendiconto del “soggetto collegato”.




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