Negoziati bilaterali UE-paesi terzi

  • CARATTERISTICHE E RECENTI PROGRESSI DEI DOSSIER.

Politica Commerciale comune nei Negoziati bilaterali UE-paesi terzi

Precedentemente a questo importante risultato multilaterale, l’attività di politica commerciale dell’Unione Europea si era concentrata sulla negoziazione di accordi commerciali di libero scambio (cd FTA secondo l’acronimo inglese) con importanti paesi terzi.

Nel corso del 2013 in particolare, tale attività si è svolta con riferimento a:

  1. Partenariato transatlantico su commercio e investimenti con gli Stati Uniti (TTIP). Da parte italiana si è sostenuto con forza l’avvio del negoziato, intervenendo attivamente già nella fase di elaborazione delle direttive negoziali al fine di tutelare gli interessi offensivi e difensivi del nostro Paese, compreso il settore sensibile dell’audiovisivo.
  2. Accordo di libero scambio con il Giappone. L’Italia ha seguito con molta attenzione le prime fasi del negoziato, ribadendo costantemente la  necessità di un parallelismo tra l’apertura del mercato europeo e lo smantellamento delle  barriere non tariffarie da parte nipponica, anche in considerazione della possibilità di interrompere i negoziati in caso di mancati progressi in questo ambito (clausola di “rendez-vous”).
  3. Accordo di libero scambio con il Canada. Il nostro Paese ha seguito attentamente le fasi che hanno portato, nel mese di ottobre, all’intesa politica per la conclusione del negoziato CETA, non mancando di sottolineare a più riprese la necessità, per l’Italia, di risolvere alcune questioni legate alla tutela di nostre importanti indicazioni geografiche. I risultati ottenuti sono per noi positivi sia in termini di IIGG che di regole di origine per il settore automobilistico.
  4. Accordo di libero scambio con il MERCOSUR (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela), attualmente in fase di stallo. Da parte italiana sono state più volte rappresentate le preoccupazioni per le varie misure protezionistiche adottate dall’Argentina e dal Brasile.
  5. Accordi di libero scambio ampi ed approfonditi (DCFTA) con quattro paesi mediterranei (Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania, di cui solo quello con il Marocco è già entrato nella fase negoziale). Il Governo italiano ha appoggiato con forza l’avvio di tali negoziati, chiedendo però molta attenzione in merito alla liberalizzazione dei prodotti agricoli.
  6. Accordi di libero scambio ampi ed approfonditi (DCFTA) con alcuni paesi ex-URSS (Armenia ed in futuro forse Azerbaigian se aderirà all’OMC; gli accordi con la Moldova e la Georgia, i cui negoziati si sono conclusi nel mese di giugno, sono stati parafati alla fine di novembre in occasione del Vertice di Vilnius). L’Italia ha sostenuto l’apertura di negoziati con tutti questi Paesi, chiedendo alle controparti il rispetto delle condizioni e tutte le riforme strutturali necessarie.
  7. Accordo di libero scambio con l’India (attualmente in fase di stallo). L’agenda negoziale è sempre avanzata lentamente per le resistenze indiane sulla liberalizzazione delle merci e quelle europee sulla circolazione dei lavoratori, per poi arenarsi per questioni legate alla politica interna indiana.
  8. Accordi di libero scambio con alcuni paesi ASEAN (Malesia, Vietnam, Tailandia ed in prospettiva Indonesia e Filippine; con Singapore si è già arrivati alla parafatura dell’accordo).
  9. Accordo di libero scambio (multiparte) con i paesi della Comunità andina: l’accordo, entrato in vigore  in via provvisoria con Perù e Colombia, contiene una clausola di adesione che permette agli altri paesi della Comunità andina (Ecuador e Bolivia) di essere integrati nell’accordo stesso nel momento in cui lo ritengano opportuno; proprio in virtù di tale clausola sono state recentemente avviate le trattative con l’Ecuador.
  10. Accordo di libero scambio con l’Ucraina: l’accordo è stato concluso e parafato da tempo, tuttavia, per una questione connessa all’evoluzione politico-democratica nel paese (l’imprigionamento dell’ex premier Timoshenko) non si è ancora arrivati alla firma, che sarebbe dovuta avvenire nel corso del Vertice con il Partenariato orientale di Vilnius.
  11. Duplice Accordo di protezione degli investimenti / delle IIGG con la Cina: dopo una fase interlocutoria piuttosto lunga, se non addirittura di stallo, dei rapporti bilaterali UE-Cina, la Commissione ha adottato, il 23 maggio 2013, un mandato per un futuro accordo sugli investimenti UE-Cina; in essere anche un negoziato per un accordo sulle indicazioni geografiche giunto al VII round. Inoltre, è stata avviata la revisione dell’accordo di partenariato e cooperazione (“Partneship & Cooperation Agreement”, PCA) del 1985, anche se finora le trattative procedono piuttosto faticosamente. In proposito, un rilievo particolare assumono le tematiche della difesa della proprietà intellettuale e dell’accesso al mercato dei beni, servizi, investimenti e appalti pubblici, nonché gli ostacoli cinesi alle esportazioni di materie prime. Si segnala altresì l’interesse di Pechino per la concessione di Status di Economia di Mercato (MES).
  12. Implementazione dei più importanti Accordi di Libero Scambio già conclusi dall'UE:
    anche nell’ottica di individuare eventuali problemi che possano essere risolti grazie a disposizioni degli accordi stessi o all’interessamento di specifici organi istituiti nel loro ambito. Tale attività si è svolta, in particolare, con riferimento ai seguenti accordi di libero scambio:

a) Accordo di libero-scambio tra Unione europea, Perù e Colombia. Firmato il 26 giugno 2012 ed entrato in vigore a date diverse nel 2013, l’accordo ha lo scopo di creare un quadro stabile per promuovere il commercio e gli investimenti tra l’UE e la regione andina, realizzando una liberalizzazione degli scambi commerciali graduale e reciproca.

b) Accordo di associazione con i Paesi dell’America centrale (Costarica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Panama). L’Italia è intervenuta fattivamente per cercare di trovare una soluzione alle opposizioni presentate da tre Paesi centroamericani nei confronti di nostre indicazioni geografiche e consentire l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo.

c) Accordo di libero scambio con la Moldova e la Georgia,  concluso nel mese di giugno, è stato parafato alla fine di novembre nel corso del Vertice con il Partenariato orientale.

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