Cerimonia per la consegna dell’onorificenza ai Cavalieri del Lavoro

Martedì, 22 Ottobre 2019

Al Quirinale l'intervento del Ministro Patuanelli

Si è svolta oggi, al Quirinale, la cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" ai Cavalieri nominati il 2 giugno 2019.

Ecco l'intervento del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

Qui elenco completo dei cavalieri del lavoro


Signor Presidente della Repubblica,
cari cavalieri,
illustri ospiti,

nell’occasione odierna si celebrano il lavoro e l’impresa in Italia dando il meritato riconoscimento a chi svolge quotidianamente un’attività con dedizione e serietà. Sono molto lieto di prendere parte a questa cerimonia che si rinnova ogni anno con motivazioni e finalità differenti perché anche le nozioni di lavoro e di impresa si evolvono e non sono stabili nel tempo.

Cari cavalieri, siete voi i protagonisti di questa giornata, ma permettetemi di rivolgere il mio primo saluto al Presidente Mattarella, e non solo per dovere istituzionale.


Mi faccio ben volentieri portavoce della gratitudine che tutti gli italiani nutrono nei Suoi confronti Presidente: Lei rappresenta per noi cittadini il garante più alto del rispetto della Costituzione, una carta scritta più di settanta anni fa, ma già ricca di tanta pluralità di pensiero da riuscire a includere gli ideali più attuali.

È bene cogliere momenti come questo per far presente che i risultati duraturi si raggiungono solo con il forte impegno: questo è il messaggio principale da portare avanti in un momento storico in cui il “tutto e subito” sembra il dogma inconfutabile, un momento storico in cui la forza dello slogan e della propaganda prende spesso il sopravvento sul pensiero e sulla dedizione quotidiana, fattori fondamentali affinché le idee - anche imprenditoriali - prendano corpo e contribuiscano a migliorare la nostra società.

Per questo voglio anche porgere un ringraziamento al Presidente Antonio D’Amato e alla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro: voi continuate a sottolineare come la costanza sia la strada maestra per arrivare al solido successo e al riconoscimento del merito.

Viviamo in un Paese speciale, ricco di cultura, ma soprattutto di talento: la platea eterogenea dei tanti imprenditori premiati ne è la riprova.
L’Italia continua a raggiungere ogni anno mercati più lontani e risultati sorprendenti: nei soli primi sette mesi del 2019, l’aumento su base annua dell’export segna già un +3,2% e l’avanzo commerciale raggiunge quasi i 30 miliardi.

Grazie al vostro lavoro registriamo successi straordinari, ma siamo consapevoli che questo non è più sufficiente.

Siamo nel mezzo di una fase di rallentamento dell’economia globale che, per quanto attesa, avrà ripercussioni anche in Europa. Le tensioni geopolitiche, acuite dal recente rincaro delle tariffe sugli scambi commerciali, e la generale flessione del commercio internazionale avranno effetto sugli investimenti e sulla produzione industriale, che già nel corso dell’anno registra un calo rispetto al precedente.

Non dobbiamo spaventarci per lo scenario che ci attende: più che il domani, sinceramente temo l’atteggiamento di chi per tornaconto crede sia meglio non parlarne o tergiversare.

Adesso è il momento di lavorare ancor di più per affrontare insieme il prossimo futuro in un’Europa più coesa e in un Paese più solidale.

Nella Legge di Bilancio che ci prepariamo a scrivere ci saranno misure a sostegno degli investimenti delle imprese: beni strumentali, ricerca e sviluppo, innovazione, proprietà intellettuale sono i pilastri della buona politica industriale dove Stato e imprenditori si incontrano per disegnare in modo solido l’avvenire.

Ma permettetemi di dire che non può essere considerata questa la “novità”.

C’è bisogno di creare un ambiente più vicino a chi ogni giorno si adopera e offre lavoro: in questa direzione il primo passo è assicurare la certezza di regole e misure, così da garantire la possibilità di programmare con razionalità gli investimenti in azienda.

Questo principio è quanto mai indispensabile visto i temi che caratterizzeranno le scelte dei prossimi anni: sostenibilità ambientale, economia circolare ed efficienza energetica richiedono infatti scelte di forte impatto sui cicli di produzione delle imprese cui è indispensabile offrire strumenti chiari e stabili.

Dal momento della mia recente nomina, parlo spesso di un patto verde con le imprese in cui l’ambiente non sia più percepito come un mero vincolo da rispettare, ma un’opportunità per creare nuove attività finalizzate alla crescita. Dobbiamo cambiare paradigma: la sostenibilità non è un costo puro, ma è la manifestazione della consapevolezza del fatto che tutti abbiamo delle responsabilità cui siamo chiamati a dare conto alla collettività, in diversa misura, oggi e domani.

Anche in questo processo è indispensabile che la politica si faccia carico di accompagnare il cambiamento che la storia ci mette davanti.

Di sicuro, istituzioni e imprese non possono sottrarsi a questo appello: insieme dobbiamo trovare la strada per realizzare questo nuovo Piano chiamato Green New Deal in cui investimenti pubblici e privati realizzeranno la transizione ecologica del Paese, anche grazie alle risorse dei Fondi dedicati allo Stato e agli Enti Territoriali.

Lavorerò tenacemente perché in Europa si riescano a rivedere le regole fiscali con l'obiettivo di scorporare dal calcolo del deficit gli investimenti dello Stato per il futuro sostenibile.

Queste sono azioni di sistema che dobbiamo portare avanti, tuttavia senza trascurare il lavoro a livello capillare per raggiungere il singolo individuo: occorre dare rilevanza a ogni persona, sia essa in una fase solamente formativa o già inserita pienamente nel mondo del lavoro.

In questi anni di cambiamento tecnologico dobbiamo mettere tutti nella condizione di potersi esprimere al meglio, anche attraverso le nuove modalità concesse proprio dall’avvento delle macchine intelligenti che sostituiranno inevitabilmente alcune mansioni dei lavoratori.

Chi lavora e chi studia ha bisogno di essere formato così da essere preparato per affrontare i nuovi modi di produrre: solo rafforzando le competenze i robot rimarranno strumenti con cui lavorare, potenziando, e non soppiantando, le nostre capacità.
Su questo la politica e le istituzioni hanno un compito indispensabile che vogliamo svolgere tramite numerosi strumenti dedicati al potenziamento delle capacità e delle conoscenze: lavoriamo rispondendo alle esigenze emergenti in un mondo in costante e rapida trasformazione.

Da secoli il vero motore delle economie occidentali è l’innovazione e da qui dobbiamo ripartire senza indugi: dalla capacità di innovare l’organizzazione del lavoro, il modo di produrre, le tecnologie da adottare, i materiali da usare, il design e la creatività.

Voi se siete oggi al Quirinale per questa festa è perché siete riusciti a concentrare e, allo stesso tempo declinare, tutto questo tramite un esercizio di grande volontà e di arguto intelletto: non c’è innovatore più grande e più all’avanguardia dell’imprenditore che precorre i gusti e le esigenze del mercato e li trasforma in prodotti e servizi concreti.

Guardandovi, credo che il sentimento più forte che suscitate è quello della speranza: in un mondo appiattito, date un segnale forte, mostrandovi come persone tenaci e oneste che hanno investito in prima persona mettendo tutte le proprie potenzialità su un progetto che vi ha regalato il successo.


In sintesi, il messaggio che arriva a tutti gli italiani è che valga la pena provarci!

Siete un esempio per tutti: per noi politici, che troppo spesso rischiamo di rimanere ancorati alle parole piuttosto che dedicarci a iniziative concrete, e per quegli imprenditori che – purtroppo accade - pensano solo al profitto anziché a mantenere i livelli occupazionali nel nostro Paese, magari abusando anche delle agevolazioni pubbliche.

Concludo allora ringraziandovi per tutto l’impegno che da anni mettete nelle vostre aziende dove riuscite a svolgere anche una grande funzione di natura etica e sociale: voi create ricchezza, ma soprattutto la distribuite tramite il lavoro, il bene più prezioso che si crea solo grazie al lavoro di qualcun altro… e oggi, posso dirlo senza indugi, proprio grazie al vostro, visto che sarete proclamati uno per uno cavalieri del lavoro!

Grazie!

Immagine decorativa

(Foto: Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)



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