Trivelle, Crippa: “I canoni per le concessioni erano fermi dal 1998”

Venerdì, 25 Gennaio 2019

“L’obiettivo è accompagnare l’Italia nel processo di transizione del sistema energetico nazionale alla decarbonizzazione”

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È stato approvato ieri dalle Commissioni parlamentari del Senato della Repubblica l’emendamento al Decreto Semplificazioni che prevede l’adozione di un Piano organico sulle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale, ispirato a valorizzare sia la sostenibilità ambientale che quella sociale ed economica.

“Saranno aumentati di 25 volte i canoni annuali delle concessioni di idrocarburi a partire dal 1° giugno 2019 - dichiara il Sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Davide Crippa - e di quelli dei permessi di prospezione e ricerca a partire dal termine della “moratoria. Questi canoni erano fermi dal 1998, nemmeno il passaggio di valuta con l’avvento dell’Euro avevano mosso le cifre per concessioni ad oltre 40000 km, che portavano poco più di 1 milione di euro nelle casse dello Stato.

L’obiettivo - continua Crippa - è quello di accompagnare l’Italia nel processo di transizione del sistema energetico nazionale alla decarbonizzazione. La norma prevede infatti l’adozione, entro i prossimi 18 mesi, di un Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PTESAI) che, d’intesa con Regioni, Province e Enti Locali, consentirà l’individuazione delle aree idonee in cui sarà possibile effettuare le attività di prospezione, ricerca e coltivazione.

Sino all’approvazione del Piano viene introdotta una “moratoria” che prevede la sospensione temporale dei permessi di ricerca e prospezione vigenti e la sospensione dei procedimenti amministrativi relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca”.

In particolare:

  • 73 permessi di ricerca vigenti (47 in terra, e 26 in mare), di cui 35 già sospesi per istanza del titolare;
  • 79 istanze pendenti di permessi di ricerca (54 in terra, e 25 in mare), oltre a 5 istanze di permesso di prospezione in mare.

“E’ inoltre previsto - conclude Crippa - che le attività upstream, relative a titoli minerari rilasciati a seguito di istanze presentate dopo l’entrata in vigore della norma, non rivestono carattere di pubblica utilità, ad eccezione delle attività di stoccaggio del gas naturale in sotterraneo. Senza l’approvazione della norma il MiSE avrebbe dovuto rilasciare entro il prossimo anni circa 33 titoli minerari”.

 


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