Startup, il Ministro interviene all'Open Summit

Lunedì, 17 Dicembre 2018

Oggi a Milano evento #SIOS18

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Il Ministro Luigi Di Maio è intervenuto oggi a StartupItalia! Open Summit 2018.

"Grazie dell'invito, per me è un grande piacere intervenire a questo evento e potervi salutare. So di aver di fronte il mondo degli startupper, di coloro che sono innovatori di professione e che portano nel mondo delle idee che hanno cambiato la nostra società, la comunicazione, la capacità di socializzare, la nostra possibilità di comunicare nel mondo.

Credo che negli ultimi 10 anni abbiano fatto più gli startupper con le proprie idee innovative che tanti Governi negli ultimi 30 e questa non è necessariamente una cosa negativa. Il nostro dovere, come Governo Italiano, è quello di fare in modo che le tecnologie, ma anche le idee innovative, che non sono necessariamente tecnologiche, possano essere messe al servizio della qualità della vita dei cittadini.

C'è tecnologia e c'è sviluppo e un Governo ha il dovere di favorire il miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini. Un altro aspetto che un Governo deve tener necessariamente in considerazione, in una fase di trasformazione cos^ veloce, è quella dei cambiamenti sociali e degli effetti collaterali che produce una rivoluzione digitale come quella che stiamo vivendo. Sono aspetti che un Governo deve tener presente.

Fra la prima rivoluzione agraria e quella industriale sono passati circa 10 mila anni, fra quella industriale e quella digitale poco più di 100 anni. Come Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico stiamo monitorando i lavori e i processi all'interno delle aziende che cambiano, ed è chiaro ed evidente che se individuiamo come target il 2025 stiamo guardando al fatto che circa il 50% delle professioni in italia si trasformerà ed il 20% di queste professioni sparirà. Non è necessariamente una cosa da temere se in un momento come questo il Governo ha a cuore la pace sociale e quindi affronta questi momenti cercando di sviluppare la possibilità per l'individuo di potersi riqualificare e reinserire lavorativamente.

Siamo coscienti che le idee innovative stanno trasformando tutto in mezzo a noi ed è folle chi pensa di poter rallentare questi processi d'innovazione mentre è, invece, responsabile pensare alla pace sociale rafforzando il welfare e in un momento in cui dovremo riqualificare molti lavoratori e dovremo pensionarne una parte per consentire l’ingresso di nuove capacità anche nella Pubblica Amministrazione. Dobbiamo aiutare il lavoro autonomo, il lavoro delle partite IVA, diminuire la tassazione su queste imprese. Siamo consapevoli che tutto sta cambiando alla velocità della luce e sta cambiando grazie a voi che state cambiando il mondo con le Vostre idee.

Altro nostro dovere come Governo è mettere al passo lo Stato con i processi tecnologici nuovi. Al Ministero dello Sviluppo Economico dal 1 gennaio 2019 avremo a disposizione due grandi tavoli di lavoro che abbiamo creato attraverso una call for experts sulla blockchain e sull'intelligenza artificiale. Si tratta di tavoli che creeranno un strategia nazionale su questi temi, perché i lavori stanno cambiando e ci potranno essere nuove opportunità dal punto di vista tecnologico per certificare alcune esigenze, come ad esempio, sul mercato la contraffazione. Per fare ciò abbiamo però bisogno di una strategia di lungo termine.

Voi startupper non ragionate mai ad un anno o ad un mese, perchè quello che cambia avviene nel lungo periodo mirando a cambiare dei processi sociali e produttivi. Quello che stiamo mettendo in piedi ci aiuterà a rendere attuale le normative e caso mai ad eliminare qualche norma inutile che blocca questi processi, a permettere di mettere a sistema la ricerca scientifica su questi due ambiti e allo stesso tempo ad avviare delle sperimentazioni.

Da gennaio, con un fondo di 45 milioni di euro disponibile presso il MiSE, inizieremo a portare la blockchain nel Made In Italy su una filiera per contrastare la contraffazione. Noi ovviamente non possiamo fare da intermediari ma vogliamo coinvolgere una filiera del made in Italy per dimostrare come le nuove tecnologie messe a disposizione possono migliorare qualità del business e qualità dei processi produttivi e quindi anche la qualità della vita.

Sull'intelligenza artificiale stiamo invece sviluppando un altro progetto da sperimentare ma che ci aiuterà tantissimo come Governo e come Stato che è quello sulla semplificazione: abbiamo avuto già vari contatti con aziende che lavorano sull’Intelligenza Artificiale che ci permetteranno, in poco tempo, di capire, quanto nell'ordinamento ci sia di sovrapposto bloccando le aziende e le Piccole e Medie Imprese . La semplificazione noi la possiamo fare sottraendo all'ordinamento ciò che non funziona e le norme che si sovrappongo. Se prima servivano anni di studi oggi possiamo riuscire a raggiungerlo grazie a intelligenze artificiali che sono già state prodotte e create per semplificare la vita dello Stato. Non è tutto. La gran parte delle aziende innovative che oggi sono degli over the top in tutto il mondo sono partiti grazie al venture capital.

Con la legge di bilancio nascerà dal 1° gennaio il Fondo Italiano Innovazione che fa una prima cosa, prende tutti i vari soggetti di venture capital che sono stati creati presso gli enti pubblici in tutti questi anni, li mette insieme e comincia a ragionare come unico fondo di venture capital sul modello francese, misto pubblico-privato, e che vuole raggiungere due obiettivi: quello di tenere in Italia le idee innovative, le startup innovative che sono asset strategici di una nazione in questo momento storico; fare anche campagna acquisti negli altri Paesi, come altri in questi anni hanno fatto con noi, e andarci a prendere altre idee innovative. Ci sarà un miliardo di euro per partire. Coinvolgeremo tanti privati e questi progetti li presenteremo con un evento che si chiamerà Open MiSE verso la fine di gennaio.

Un'altra cosa che volevo dirvi: la blockchain avrà un valore normativo nei prossimi giorni grazie all'inserimento di tutto il pacchetto blockchain nelle norme del decreto semplificazione. Ci crediamo tantissimo. Dobbiamo adeguare le norme a quello che sta cambiando intorno a noi e ridurre un gap per cui, quando si è inventata la blockchain, in Italia si stava ancora sperimentando la PEC. Un concetto tutto nostro, tutto italiano, che non ha mai preso piede perché nel frattempo le tecnologie erano cambiate con molta forza e con molta velocità.

La formazione sarà alla base di tutto quello che faremo nei prossimi anni. Non possiamo illuderci più che un ragazzo alla fine del suo processo di formazione abbia acquisito tutte le informazioni e le nozioni che servono per affrontare tutta la sua vita lavorativa. Formazione 4.0 e Impresa 4.0 sono stati rinnovati nella manovra di bilancio, con un tetto non economico ma di dipendenti per le aziende. Se nei prossimi anni riusciremo a digitalizzare le nostre piccole e medie imprese, che per il 99% sono sotto i quindici dipendenti e non hanno le dimensioni per fare gli investimenti innovativi, allora noi riusciremo anche a far migliorare il livello di produttività delle nostre aziende, che hanno un gap di produttività rispetto a tutti gli altri Paesi europei. Gap legato anche a un processo digitale che a volte non è mai partito o spesso si è fatto male, perché nelle nostre piccole e medie imprese manca molto spesso il cosiddetto manager dell'innovazione: un manager della trasformazione digitale. Questa figura l’abbiamo voluta con molta forza. Nella legge di bilancio ci saranno 40 mila euro per ogni azienda che vorrà assumere un manager dell'innovazione per avviare il suo processo di trasformazione digitale. Questo si sommerà alla strategia nazionale sulla blockchain e sull'intelligenza artificiale. Voglio fare in modo che il MiSE diventi il più possibile uno dei soggetti abilitanti in Italia per la nuova era tecnologica, la nuova trasformazione, la nuova rivoluzione digitale.

Certo, per farlo servono risorse, ma soprattutto servono tante menti e per questo ne abbiamo coinvolte molte con la call for experts e speriamo che molti di voi possano darci una mano nei prossimi mesi.

Sono stato contento di poter aderire come Italia alla partnership europea sulla blockchain. Eravamo rimasti l'unico Paese fuori da questa partnership, dovremo fare molto sui nuovi concetti di mobilità e sui nuovi concetti di comunicazione. Lo potremo fare con una tecnologia abilitante che non dimentico mai di citare, rassicurando le imprese che ci hanno investito, che è il 5G.

Molte aziende e molti soggetti hanno investito oltre 6 miliardi di euro nel 5G. Una base d'asta di 2 miliardi, che abbiamo aperto circa tre mesi fa, è arrivata a 6 miliardi e mezzo di offerte. Per la legge del contrappasso, per far camminare il 5G bisogna liberare le frequenze televisive. Sulla cosiddetta banda 700 abbiamo chiesto di liberare un po' di spazio a Rai, Mediaset, ai grandi soggetti televisivi di questi anni. Perché lo dico? Perché vorrei dire a tutti i soggetti privati, agli investitori che hanno messo soldi in questo progetto, che saranno garantiti nell'investimento che hanno fatto. E saranno garantiti da subito, infatti proprio per evitare problemi, tensioni e ricorsi e far arrivare il 5G prima possibile alla meta, prenderemo un terzo delle frequenze che oggi è riservato alle tv private e una parte di queste frequenze inutilizzate le affideremo con un'asta ai soggetti televisivi che hanno perso frequenze per il 5G. Potremo  così evitare di creare uno scontro direi anche generazionale tra i due soggetti.

I prossimi anni saranno importantissimi. Da tutte le stime che abbiamo voi sarete entro il 2025 i protagonisti della trasformazione sociale e lavorativa.

Noi come governo dobbiamo evitare tensioni sociali, perché senza pace sociale non c'è sviluppo. Dobbiamo investire il più possibile in questo settore delle idee innovative, che non sono solo tecnologiche, sapendo anche che tutto può cambiare nelle tecnologie e non bisogna quindi affezionarsi ad esse. La strategia energetica nazionale, ad esempio, non può fossilizzarsi su una tecnologia, non possiamo innamorarci già da subito del modello di mobilità della batteria o dell'ibrido o di un'altra alimentazione. Dobbiamo necessariamente darci degli obiettivi generali, macroeconomici e di arrivo, per esempio per quel che riguarda l'impatto ambientale, poi saranno le aziende, i privati, le idee, lo sviluppo della ricerca scientifica applicata alle idee innovative a creare le tecnologie per raggiungere gli obiettivi in termini di clima, in termini di occupazione, in termini di economia.

Credo che gli startupper cambieranno il mondo. Noi come governo dobbiamo stare al passo, favorire questo processo e, invece di metterci di traverso, fare in modo che le normative possano essere il più possibile semplici e abilitanti perché c'è una nuova generazione di menti che in tutto il mondo sta cambiando tante cose e l'Italia può essere protagonista perché è il primo Paese al mondo, ne sono sicuro, per creatività e inventiva.

Grazie a tutti. 

Guarda il video dell'intervento.




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