Tirreno Power, appello del governo: tutti diano prova di senso di responsabilità

DOPO IL SEQUESTRO DI DUE GRUPPI, INCONTRO AL MISE SUL FUTURO DELLA CENTRALE A CARBONE

Roma, 17 aprile 2014 - E’ il momento in cui tutti devo dare prova di massimo senso di responsabilità, perché la situazione è complessa e il tempo stringe.  E’ quasi un appello quello che il Governo lancia a istituzioni e organizzazioni sindacali convocati al Ministero dello Sviluppo Economico per affrontare la vertenza legata alla TIRRENO POWER, la centrale a carbone di Vado Ligure (Savona) cui la magistratura l’11 marzo scorso ha messo sotto sequestro due gruppi.

Del presente e del futuro dell’impianto vadese (che impiega, tra addetti diretti ed indotto, oltre cinquecento persone) si è discusso oggi al Mise, nel corso di una riunione che - presieduta dal Vice Ministro Claudio De Vincenti - ha visto la partecipazione dell’Assessore all’Industria della Regione Liguria Renzo Guccinelli, dei sindaci della zona, dei sindacati nazionali e territoriali.

Nel contesto del richiamo al senso di responsabilità generale, il Vice Ministro si è rivolto anche all’Azienda: “Il primo passo- ha detto- spetta comunque a Tirreno Power che deve chiarire le proprie intenzioni presentando al più presto un piano industriale credibile, sul quale si possa aprire un confronto serio ed approfondito”.

L’auspicio generale è che, in presenza di un progetto forte e sostenibile di ambientalizzazione dell’impianto, si possa procedere ad una riattivazione della centrale compatibile col percorso individuato.

Alla luce degli sviluppi delle prossime settimane, l’Esecutivo punta ad una rapida convocazione del Tavolo.



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