Natuzzi, siglato al Mise un accordo di "svolta": ora si guarda al futuro

Prospettive produttive e occupazionali, dall' outsourcing all' insourcing

Roma, 10 ottobre 2013 - Nuove prospettive di produzione e occupazione. Dall’outsourcing all’insourcing, ovvero tornano in Italia produzioni fin qui appaltate all’estero. Si chiude così la vertenza NATUZZI. Oggi infatti, dopo quattro mesi dall’annuncio della crisi del Gruppo, è stato firmato al MISE un accordo che consente di mettere in atto una serie di azioni positive per un pezzo importante del cosiddetto “distretto dell’imbottito” delle Murge.

All’appuntamento per la firma dell’intesa- che il Governo considera di “svolta”- erano presenti: i Sottosegretari Claudio De Vincenti (Sviluppo Economico) e Carlo Dell’Aringa (Lavoro), il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’Assessore regionale al Lavoro Leo Caroli, esponenti della Regione Basilicata e delle Province interessate, sindaci del territorio, Confindustria, organizzazioni sindacali nazionali e territoriali.

In sintesi, l’Accordo prevede che 1300 lavoratori resteranno nell’attuale azienda che rinnova qualità del prodotto e tecnologie. Inoltre, prevede il rientro di attività attualmente svolte in Romania e che  interesseranno circa 500 lavoratori (che nel triennio potranno diventare 700) e  saranno realizzate da una nuova Società ospitata negli stabilimenti dismessi dalla Natuzzi. Altri 300 lavoratori verranno impegnati in nuove attività industriali collegate al settore dell’arredamento e in iniziative di riqualificazione ed altre politiche attive. Per i rimanenti 600 lavoratori si attiverà una mobilità volontaria ed incentivata.

Il Governo e le Regioni Puglia e Basilicata, che hanno costantemente coordinato il lavoro per giungere all’intesa, garantiranno il supporto al complesso piano di riorganizzazione della Natuzzi che prevede investimenti per oltre 200 milioni di euro e la riqualificazione di una buona parte del personale. 

“Non c’è dubbio- ha detto De Vincenti- che l’aver convinto anche Natuzzi che è possibile invertire il flusso di lavoro portato all’estero riportando in Italia anche le produzioni ad alto contenuto di lavoro, rappresenta un risultato molto importante che spero venga seguito da altri imprenditori”. “Il nostro- ha poi concluso- è un Paese che dimostra di avere sindacati e imprese molto consapevoli del loro ruolo. Così è stato ieri con Bridgestone, così è oggi con Natuzzi”.

“Quello odierno- ha osservato Dell’Aringa- è l’inizio di un percorso virtuoso che vogliamo prosegua. L’accordo prova che, anche nelle difficoltà attuali, tutto può avvenire per merito notevole delle parti interessate a cui si accompagna un forte impegno affinchè quanto abbiamo firmato venga effettivamente realizzato”.




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