Verbale di incontro - Am InvestCo Italy S.p.A. (7 aprile 2021)

Documento: Verbale di incontro
Azienda: Am InvestCo Italy S.p.A.
Settore: Siderurgia
Numero dipendenti: 10.605
Data: 7 aprile 2021

Il 7 aprile 2021 si è tenuto in video conference un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico avente ad oggetto la società Am InvestCo. L’incontro era presieduto dal Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. Hanno partecipato per il MiSE il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Pamela Morassi, Roberto Sampiero Dirigente della Divisione X Amministrazione Straordinaria, Chiara Cherubini, Paola Boscaino e Francesca Borea della Divisione XI Crisi di Impresa. In rappresentanze delle imprese dell’indotto erano presenti Antonio Matonti Direttore Affari Legislativi di Confindustria nazionale, il Presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, il direttore Confindustria Puglia Vittorio Colangiuli, il Presidente di Confindustria Taranto Pierino Chirulli, il Direttore di Confindustria Taranto Mario Mantovani, il Presidente della Sezione Metalmeccanica di Confindustria Taranto Antonio Lenoci, il Direttore Politiche Economiche Confartigianato nazionale, Bruno Panieri, il Presidente di Confartigianato Puglia, Francesco Sgherza, il Segretario di Confartigianato Puglia, Dario Longo e il Responsabile Area Sindacale Confartigianato Puglia, Umberto Antonio Castellano, il Segretario di Confartigianato Taranto, Fabio Paolillo, il Vice Presidente nazionale di Confapi Fabrizio Cellino e il componente di Giunta nazionale di Confapi Marco Mariotti, il Presidente di Confapi Taranto Roberto Palasciano.

Il Ministro Giorgetti ha confermato che è in corso una riflessione complessiva sul settore dell'acciaio a livello nazionale, in quanto fondamentale per l’industria italiana. Lo Stato farà investimenti per la riconversione tecnologica ed ambientale del sito di Taranto, tenendo presente che occupa un ruolo strategico nel Piano nazionale dell’acciaio. Il futuro a medio lungo termine dello stabilimento, così come quello del settore, dipenderà da alcune condizioni che sono attualmente allo studio del Governo e che comprendono la verifica degli impegni dell’azienda. Nel breve periodo, appena saranno sbloccati i fondi, Invitalia procederà alla definizione dei passaggi societari ed entrerà nella compagine aziendale, dando avvio al piano industriale e sbloccando i mancati pagamenti verso i fornitori dell’indotto.
Il Dott. Fontana di Confindustria Puglia e il Dott. Chirulli di Confindustria Taranto, hanno espresso soddisfazione per quanto illustrato dal Ministro sul piano nazionale dell'acciaio. Hanno dichiarato che gli arretrati di Am InvestCo nei confronti dei fornitori dovrebbero ammontare a circa 30 milioni di euro per le imprese di Taranto e ad un ammontare molto superiore per i fornitori in tutto il territorio nazionale. Si sono fatti portavoce di una proposta diretta alla risoluzione del mancato pagamento delle forniture alle imprese dell’indotto, consistente nella cessione del credito a titolo oneroso delle somme maturate dalle aziende, attraverso Cassa Depositi e Prestiti. Tale proposta è motivata dal bisogno di certezze che possono scaturire solo dal pagamento puntuale dei corrispettivi.

Il Dott. Panieri di Confartigianato ha ribadito che la non attendibilità Am InvestCo è onerosa soprattutto per le imprese del trasporto e affermato la necessità di trovare una soluzione immediata per il saldo dei pagamenti sospesi e per regolamentare i contratti di forniture e di trasporto, anche per la sicurezza per gli utenti. Ha espresso interesse per la proposta di Confindustria, proponendo un maggiore coinvolgimento delle rappresentanze di impresa, per concordare congiuntamente un percorso di soluzione delle problematiche evidenziate.

Il Presidente Cellino, il Dott. Palasciano e il Dott. Mariotti di Confapi hanno ribadito l’importanza dell’impianto di Taranto per il settore e le filiere ad esso collegato. Hanno fatto riferimento al fatto che molti addetti di Taranto e dell’indotto stanno usufruendo di strumenti di sostegno al reddito a carico dello Stato, con tutti i disagi economici e sociali che ne derivano, in un momento in cui la domanda di acciaio sta aumentando. Hanno suggerito, in alternativa alla proposta di Confindustria, il progressivo controllo da parte dello Stato di tutti gli asset del compendio Ilva, nonchè di nuove politiche europee per il comparto, per poter cogliere al meglio le opportunità offerte dalla congiuntura favorevole del mercato di riferimento. Hanno inoltre chiesto che il futuro ingresso dello Stato nel management dell’Ilva possa favorire la presenza di rappresentanti del territorio. Hanno infine chiesto la ripresa dei tavoli tecnici per le aziende dell’indotto Ilva di Taranto, con la partecipazione di Confapi, Confindustria, Camera di commercio di Taranto e anche dei vertici di Arcelor Mittal.

Il Ministro Giorgetti ha chiesto ai rappresentanti delle aziende di precisare l’ammontare dei crediti liquidi esigibili delle aziende dell'indotto distinguendone l’ordine cronologico.
Ha chiuso il tavolo ringraziando i rappresentanti delle imprese per i contributi presentati e ha precisato che la disponibilità dello Stato ad investire ingenti risorse nell’impianto produttivo di Taranto richiederà trasparenza da parte di Arcelor Mittal riguardo alle strategie aziendali e, inoltre, l’ingresso dello Stato attraverso i rappresentanti di Invitalia nel Consiglio di amministrazione di Arcelor Mittal consentirà di conoscere più approfonditamente la strategia aziendale, di evitare azioni distorsive nei confronti dei fornitori e dei clienti e di vigilare sulla corretta gestione, a tutela dell’investimento pubblico nell’interesse generale.



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