Verbale di riunione - Ideal Standard Italia (30 marzo 2021)

Documento: Verbale di incontro
Azienda: Ideal Standard Italia S.r.l.
Settore: Ceramica e Sanitari
Numero dipendenti: 350
Data: 30 marzo 2021

In data 30 marzo 2021, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto in video conference l’incontro avente ad oggetto la situazione della sede produttiva italiana di Trichiana (BL) della società Ideal Standard. L’incontro era presieduto dal Prof. Stefano D’Addona. Hanno partecipato per il MiSE Chiara Cherubini, Davide Amorosi Dirigente della Divisione XI Crisi di Impresa, Antonella Cascioli e Francesca Borea del medesimo ufficio. Hanno altresì partecipato Federico D’Incà Ministro per i Rapporti con il Parlamento; per la Regione Veneto Mattia Losego dell’Unità di Crisi; per la Ideal Standard Ed Everts Presidente Ideal Standard Industriale, Wolfgang Schiller VP HR Ideal Standard International, Jonas Nilsson President Sanitaryware Category; Ed Everts VP Manufacturing Sanitaryware; Samuel Riitano VP Transformation; Mauro Maremmi Trichiana Plant Manager ed Elisa Cattaneo responsabile HR, assistiti da Valeria Morosini dello studio Toffoletto e Pietro Conte, responsabile dell’area lavoro di Confindustria Ceramica. Sono intervenuti i rappresentanti delle segreterie nazionali e territoriali di Filctem, Femca, Ugl Chimici e Uiltec, unitamente alle RSU.

Il Prof. D’Addona ha aperto la riunione dando la parola alle rappresentanze sindacali che hanno richiesto l’incontro.

Le OO.SS. esprimendo preoccupazione per l’incertezza circa la continuità produttiva nel medio lungo periodo del sito di Trichiana, hanno comunicato che il Comune di Trichiana ha deliberato la costituzione di un Comitato di Sorveglianza per la continuità produttiva e occupazionale dell’ultimo sito produttivo della Ideal Standard rimasto in Italia. Ricordando lo sforzo fatto dai lavoratori che hanno rinunciato a parte del compenso per mantenere l’operatività del sito, (come da accordi precendenti), hanno sottolineato che è importante l’impegno di tutte le parti coinvolte, compresi i soggetti istituzionali, per difendere la sopravvivenza di un sito importante per il settore e per l’industria italiana.
Hanno precisato che l’incertezza deriva dalla mancata pianificazione per la ripresa produttiva, dopo il calo dei volumi dello scorso anno determinato dall’emergenza sanitaria e a fronte sia del livello di volumi di produzione concordato in precedenza con Accordi, sia della ripresa del mercato, nonchè degli incentivi del Governo a favore del settore. Hanno soprattutto manifestato preoccupazione per alcune cessate produzioni a Trichiana e per la fuoriuscita di personale molto esperto che non è stato sostituito. Hanno chiesto chiarimenti circa gli investimenti fatti dalla multinazionale in altri siti all’estero per produzioni che si sarebbero potute fare a Trichiana, e inoltre, hanno chiesto informazioni riguardo al futuro del marchio Ceramica Dolomite, ricordando che l’azienda ne aveva annunciato la chiusura e che il marchio stesso è un patrimonio del sito e dei lavoratori.
A causa delle incertezze circa il futuro del sito e dell’assenza di relazioni sindacali, è stato dichiarato lo stato di agitazione a partire dal mese di febbraio ed è stato chiesto al MiSE di riconvocare il tavolo per sollecitare l’azienda a comunicare le proprie intenzioni e a ripristinare le relazioni con le parti sociali, al fine di avviare un costruttivo confronto sul piano industriale, sugli investimenti per il rilancio, per l’innovazione e la sostenibilità delle produzioni, in una prospettiva almeno quinquennale.
In assenza di chiari impegni da parte dell’azienda hanno annunciato che la mobilitazione non si fermerà, ma verranno avviati ulteriori scioperi e blocchi.

La Dott.ssa Cattaneo ha precisato che gli accordi tra le parti a cui hanno fatto riferimento le Organizzazioni Sindacali sono attualmente scaduti.

L’Ing. Riitano ha preliminarmente confermato che Trichiana rimane un sito chiave per la multinazionale ed ha ricordato che negli ultimi cinque anni sono stati investiti nel sito di Trichiana oltre 14 milioni di euro in infrastrutture produttive, di cui 2 milioni nel 2020. Ha evidenziato le ampie fluttuazioni del mercato nella contingenza attuale, dovute anche alle variazioni dei prezzi delle materie prime e dei costi di trasporto, per sottolineare che il contesto non consente oggi previsioni a lungo termine circa i volumi e il piano industriale e che non ci sono dati stabili per fare previsioni -- anche perché si stanno chiudendo ora le elaborazioni dei dati riferiti allo scorso anno. Ha quindi sottolineato che è fondamentale per questa azienda, come per altre aziende del settore, mantenere un approccio elastico per fare fronte ad un mercato sempre più variabile ed instabile, che rende sempre più difficile fare previsioni industriali affidabili.
Ha precisato che il portafoglio ordini per il sito di Trichiana è rimasto invariato e ciò ha consentito di mantenere i livelli occupazionali nell’anno dell’emergenza sanitaria, grazie anche alle parti sociali e agli strumenti, come la Cassa Covid, messi in atto dal Governo.
Ha dichiarato che l’azienda è disponibile a mantenere un dialogo costruttivo con le parti sociali nel pieno interesse del sito, ricordando che, con la ripartenza a pieno regime a settembre 2020, sono stati assunti 25 somministrati per fare fronte all’emergenza del portafoglio ordini scaduti e che è importante evadere gli ordini per non perdere quote di mercato.

Jonas Nilsson ha confermato che l’incertezza determinata dalle fluttuazioni del mercato non ha precedenti e che rende impossibile per ora ogni previsione circa il futuro di Trichiana. Ha assicurato che non è stata presa la decisione di chiudere il sito di Trichiana e che non ci sono decisioni prese riguardo alla cessazione delle produzioni a marchio Ceramica Dolomite. Ha confermato che il confronto con le parti riguardo ai dati di previsione si riaprirà appena il mercato si sarà stabilizzato.

E’ intervenuto il Ministro D’Incà ringraziando le istituzioni presenti, l’azienda e i sindacati per il lavoro svolto e ha chiesto all’azienda di pronunciarsi sul futuro della stessa per i prossimi 18/24 mesi al fine di dare risposte certe ai lavoratori.

Il Dott. Losego ha ricordato che è necessario uscire dall’incertezza attuale per recuperare reciproca fiducia tra le parti. A tal fine ha suggerito la riapertura del confronto tra azienda e organizzazioni sindacali per strutturare un nuovo Accordo tra le parti che possa servire come base concordata per un piano di rilancio a cui potranno concorrere anche le istituzioni, con tutti gli strumenti a supporto disponibili.

Il Prof. D’Addona ha confermato che il MiSE è disponibile ad agevolare il percorso suggerito dalla Regione.

Mr. Jonas Nilsson ha affermato che l’azienda è disponibile ad incontrare le organizzazioni sindacali per ristabilire un rapporto di fiducia e reciproca collaborazione e per esaminare insieme quelli che potrebbero costituire i parametri e le condizioni su cui lavorare, ribadendo che non si possono fare previsioni sul futuro, viste le oscillanti condizioni del mercato e ricordando che l’immediato obiettivo dell’azienda è innanzitutto quello di assicurare le produzioni per soddisfare gli ordini scaduti.

Il Prof. D’Addona ha chiuso il tavolo invitando le parti sindacali e l’Azienda ad incontrarsi verso la metà di aprile. Successivamente sarà convocato un tavolo presso il MiSE.

 



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