Verbale di riunione - ABB S.p.A (16 maggio 2019)

Verbale di riunione
Azienda ABB S.p.A. (sede Vittuone)
Settore Elettromeccanica
Numero dipendenti 580 ca
Data 16 maggio 2019


Hanno partecipato la dott.ssa Paola Capone della Struttura per le Crisi di Impresa del Ministero dello Sviluppo Economico.

La riunione è stata presieduta dal Vice Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico, Ing. Giorgio Sorial.

Per la Regione Lombardia ha partecipato Giuliano Spreafico.

Per ABB S.p.A. hanno partecipato il dott. Federico Valtolina, il dott. Alessio Radice, il dott. Maurizio Gironi e l’avvocato Saverio Schiavone. Per Assolombarda è stato presente il dott. Fausto Panizzi.

Hanno partecipato FIM-CISL, FIOM-CIGIL, UILM-UIL, nazionali e territoriali, unitamente alle rispettive RSU.

Il Vice Capo di Gabinetto ha iniziato l’incontro invitando l’azienda ad illustrare gli aggiornamenti relativi al progetto di dismissione della produzione dei motori di media tensione nello stabilimento di Vittuone e specificamente i conseguenziali effetti occupazionali derivanti.

La Società, come sopra rappresentata, ha fatto sapere di aver ridotto a 108 il numero del personale in esubero, come da impegno assunto nel corso del precedente incontro al MiSE. Nel corso del confronto in sede regionale con le OO.SS., la ABB ha presentato una ipotesi di accordo che è stata parzialmente modificata in recepimento di alcune delle istanze manifestate dalle O.O.S.S. Tra queste ha segnalato la disponibilità a rimodulare il Piano Indusitriale attraverso il potenziamento del service, a ridimensionare l’esubero di personale - come già indicato in premessa - alla reindustrializzazione del sito di Vittuone conferendo mandato ad una Società specializzata in tale campo. Abb ha, pertanto, proposto la firma dell’accordo rivisto secondo le predette indicazioni.

Il Vice Capo di Gabinetto, ing. Giorgio Sorial, dopo aver sottolineato che nel presente incontro vi è l’obiettivo fondamentale di garantire la salvaguardia del livello occupazionale, ha auspicato un atteggiamento costruttivo da parte di tutti i presenti. A questo punto ha dato la parola alle O.O.S.S.

La UILM UIL, rappresentata dal Sig. Gritti, ha apprezzato i passi avanti fatti dall’Azienda rispetto alle enunciazioni originarie. In particolare, riferendosi agli incontri dei precedenti giorni in Regione Lombardia ed alla ipotesi di accordo che si è delineata in quella sede, ha dapprima evidenziato le tematiche, valutate positivamente, presenti nell’ipotesi di accordo: la riduzione del numero degli esuberi; la previsione di investimenti finalizzati alla reindustrializzazione delle aree dismesse; la garanzia che le altre divisioni mantengano la loro presenza, la previsione di una Commissione bilaterale paritetica che monitori la corretta applicazione dell’accordo.

Ha evidenziato, invece, la necessità di un approfondimento per altre tematiche quale quella degli incentivi (24 mensilità lorde e 90 mila euro lordi che si aggiungeranno al TFR) per i lavoratori in esubero privi della possibilità di raggiungere un trattamento di quiescenza entro il mese di dicembre 2024. Al riguardo la UILM UIL ha auspicato che l’azienda elevi il suddetto incentivo da Euro 90 mila ad Euro100 mila.

Altra tematica da approfondire riguarda i lavoratori che saranno trasferiti, a seguito della riallocazione, a cui l’azienda ha riconosciuto una indennità di trasferimento pari a Euro 200 lordi che saranno corrisposti per 12 mensilità.

Altra richiesta rivolta all’azienda è quella di poter ricevere dati più completi sul personale valutato in esubero.

La UILM –UIL ha dichiarato di essere disponibile a firmare l’accordo che in ogni caso andrebbe sottoposto al referendum dei lavoratori.

La FIOM CGIL, rappresentata dal Sig. Mirco Rota, ha lamentato la lacunosità su molti aspetti del Piano Industriale presentato dall’azienda poiché mancano i riferimenti sulla tenuta occupazionale dei prossimi anni. In particolare, per quanto riguarda il mancato accenno alle ricadute occupazionali che la scelta industriale di dismettere la produzione di motori e generatori a Vittuone e la cessione delle attività di PG verso Hitachi potrebbero avere sulle funzioni centrali del gruppo in particolare per quanto riguarda la sede di Sesto San Giovanni. Tale Piano industriale che nei prossimi anni porterebbe ad una evidente riduzione sia del perimetro industriale che degli attuali livelli occupazionali. Inoltre la scelta di Abb contrasta con l’accordo e gli impegni sottoscritti presso la sede del Mise nello scorso 2016.

 

 Per quanto riguarda la bozza di accordo raggiunta in sede regionale, il Sig. Rota ha fatto sapere che vi sono degli aspetti ancora da chiarire che lo rendono inaccettabile. In particolare, sul tema degli esuberi -  pari a 108 (58 operai e 50 fra impiegati e quadri) - ha chiesto di specificare il criterio con cui verranno individuati i pensionabili, in modo particolare per quanto riguarda gli impiegati essendoci un numero di potenziali pensionati molto superiore al numero degli esuberi dichiarati. Inoltre, come già previsto in un accordo del 2003 la Fiom ha chiesto di indicare nel testo dell’accordo dove Abb intende effettuare le ricollocazioni attraverso le cosiddette triangolazioni.

Riguardo gli incentivi all’esodo, ha criticato la scelta aziendale di corrispondere un cospicuo incentivo a fronte di una indennità molto esigua – pari a Euro 200 - per coloro che accettano il trasferimento da Vittuone alle altre sedi lombarde del gruppo, che evidenzia la volontà aziendale di penalizzare le ricollocazioni a vantaggio delle fuori uscite aziendali.

La firma dell’accordo da parte di FIOM CGIL è subordinata a questi punti evidenziati.

 

La FIM CISL, rappresentata dal Sig. Andrea Donegà, ha riconosciuto che rispetto all’ultimo incontro la Società ha fatto dei passi in avanti quali la riduzione degli esuberi da 123 a 108 e la disponibilità ad incrementare l’incentivo all’esodo. Ha tuttavia chiesto, per la ricollocazione del personale, di stabilire dei criteri oggettivi che tengano conto anche delle professionalità dei dipendenti rispetto alle posizioni lasciate vacanti. Ha auspicato che tale valutazione venga affidata ad una Commissione paritetica costituita ad hoc. Ha chiesto l’aumento dell’incentivo all’esodo. La FIM CISL ha dichiarato di essere disponibile a sottoscrivere l’accordo a condizione che vengano rivisti questi tre aspetti.

La ABB ha ritenuto inconcepibile non riuscire a sottoscrivere l’accordo dopo mesi di trattative. Ha ricordato, infatti, che nel 2016 dopo un mese di trattative, si è firmato un accordo simile a quello odierno in cui venivano gestiti 351 esuberi.

L’azienda ha fatto sapere di rendersi disponibile a valutare le proposte modificative dell’accordo, compreso anche l’incremento dell’incentivo all’esodo. Ha sottolineato, tuttavia, di non poter accettare l’aumento dell’indennità di trasferimento poiché, in tal caso, vi sarebbe una disparità di trattamento per quei lavoratori che nel passato hanno accettato di trasferirsi presso lo stabilimento di Dalmine per una cifra non superiore a Euro 200. Questo aspetto dell’accordo non potrà in nessun modo essere modificato. 

La ABB ha concluso il proprio intervento informando i presenti che la società lascerà decorrere un breve lasso di tempo per consentire a tutti una riflessione su quanto detto nell’incontro odierno. In mancanza di indicazioni sarà costretta a precedere con iniziative unilaterali per la gestione degli esuberi.

Il Vice Capo di Gabinetto dopo aver constatato che non vi sono le condizioni per addivenire alla sottoscrizione dell’accordo ma che vi sono, tuttavia, degli aspetti su cui la volontà delle parti potrà incontrarsi, ha auspicato che le trattative possano continuare nei giorni a venire. La riunione sarà convocata per successivi aggiornamenti.



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