Verbale di riunione Cementir S.p.A.

In data 25 marzo si è tenuto presso il MiSE un incontro per la verifica delle problematiche dello stabilimento di Taranto di Cementir S.p.A.  Alla riunione erano presenti il Dr. Castano del Ministero dello sviluppo economico, l’assessore al lavoro della Regione Puglia Leo Caroli, la task force per l’occupazione della Regione Puglia, una rappresentanza dei vertici aziendali di Cementir Italia S.p.A., l’Autorità Portuale di Taranto e le Organizzazioni Sindacali nazionali e territoriali di categoria.

L’azienda ha confermato l’annuncio di tagliare personale e attività di produzione nello stabilimento di Taranto mantenendo solo la macinazione. La decisione è stata giustificata con la crisi che ha investito l’intero settore causando una contrazione del mercato di  oltre la metà negli ultimi cinque anni e la conseguente sovrapproduzione in Italia di cemento grigio (prodotto a Taranto). Cementir  manterrebbe quindi in Italia due siti produttivi a ciclo continuo a Maddaloni e a Spoleto e due centri di macinazione a Taranto e ad Arquata.
L’azienda ha ribadito l’impossibilità di effettuare gli investimenti  di 160 M€ che erano stati programmati per Taranto in una contingenza economica diversa.  In considerazione del fatto che non si prevede una ripresa del settore nel breve periodo, anche il previsto revamping del forno rimane sospeso ed è stata chiesta la CIGS per crisi per 50 addetti a Taranto su circa 90.

L’Assessore Caroli ha dichiarato la disponibilità della Regione Puglia a sostenere la ripresa dell’azienda con l’accordo di programma previsto e anche per il tramite degli ammortizzatori sociali e di tutti gli strumenti regionali di sviluppo economico disponibili; ha pertanto chiesto al Gruppo di rivedere le sue strategie su Taranto e di presentare invece un piano per il suo rilancio.

Le OO.SS. hanno chiesto chiarimenti circa i progetti del Gruppo per il futuro di Taranto che fino ad un anno fa, in base agli accordi, avrebbe dovuto essere l’ammiraglia della Cementir. Hanno inoltre chiesto spiegazioni sulle motivazioni del declassamento dello stabilimento che in precedenza erano state attribuite alla indisponibilità della banchina e alla fornitura di loppa proveniente dall’Ilva. I sindacati hanno soprattutto espresso forti preoccupazioni per i danni sociali di una eventuale chiusura del sito e anche per i danni ecologici per il territorio causati dagli impianti obsoleti.

L’autorità Portuale ha confermato la disponibilità all’utilizzo in co-uso della banchina e delle aree pubbliche; inoltre, per quanto riguarda il rilascio della concessione di esclusività --visti anche i piani di chiusura del forno-- ha dichiarato la necessità di conoscere i programmi industriali di Cementir Italia su Taranto per giustificarla.

Il Dr. Castano ha dichiarato l’impegno del MiSE a tenere aperto il confronto sulle strategie industriali di Cementir Italia a Taranto.




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