Verbale di riunione A.T.I. Group

In data 20 giugno 2014, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto un incontro  relativo alla situazione di A.T.I. Group. Alla riunione hanno presenziato il Dott. G. Castano e l’Avv. M. Porcaro per il Ministero dello Sviluppo Economico, il Dott. A. Dara e il Dott. G. Oteri per A.T.I. Group, la Dott.ssa A. M. Manzo per l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC), il Sig. S. Lo Balbo, il Sig. F. Macaluso e il Sig. F. Tarantino per la FILLEA CGIL, il Sig. D. B. Ciddio per FeNEAL UIL, il Sig. U. Pileggi per Costruzioni UGL e il Sig. S. Bologna per R.S.U. A.T.I. Group. Assente FILCA CISL.   

Su invito del Dott. G. Castano i rappresentanti di A.T.I. Group hanno esposto le problematiche che, soprattutto a partire dal 2011, attanagliano l’azienda.

In premessa, il Dott. A. Dara ha evidenziato le criticità legate alla gestione delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata. Nel caso di specie, A.T.I. Group rappresenta, unitamente alle società Emar S.r.l. ed Ediltecnica S.r.l., il ramo edile del Gruppo composto da 17 società sequestrato all’Ing. Michele Aiello nel 2004 e confiscato definitivamente nel maggio del 2013, per un valore complessivo stimato di circa 800.000.000 di Euro.

In particolare, il Dott. A. Dara ha specificato che la situazione finanziaria della società confiscata si è progressivamente logorata per diversi motivi imputabili sostanzialmente alla perdurante crisi del settore edile, all’ingente ammontare dei debiti nei confronti dei fornitori, all’insufficienza delle provviste finanziarie, al ritardo nei pagamenti dei SAL da parte della Pubblica Amministrazione, al numero originario di maestranze impiagate e inquadrate secondo modalità contrattuali non compatibili con le esigenze di mobilità e flessibilità che il business  impone e alle difficoltà connesse all’acquisizione di nuovi cantieri.

Ad oggi A.T.I. Group si trova a dover terminare i seguenti cantieri: 1) Nuovo Mattatoio Intercomunale di Partinico (PA), per un valore dell’appalto pari a 8,2 milioni di Euro; 2) Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico P. Giaccone di Palermo (PA), per un valore dell’appalto pari a 3,4 milioni di Euro; 3) Presidio Ospedaliero di Bronte (CT), per un valore dell’appalto pari a 5,6 milioni di Euro; 4) Presidio Ospedaliero di Biancavilla (CT), per un valore dell’appalto pari a 12,3 milioni di Euro; 5) Ampliamento Villa Santa Teresa (PA), per un valore dell’appalto pari a 9,0 milioni di Euro. La conclusione di detti cantieri è stata schedulata per marzo/luglio 2014, così come previsto dalle proroghe concesse dalle stazioni appaltanti e dai termini contrattuali, ma è altamente improbabile che ciò avvenga a causa soprattutto degli ingenti debiti maturati nei confronti dei fornitori e del ridimensionamento delle linee di fido rispetto agli incrementi degli importi originari di contratto rinvenienti dalle perizie di varianti medio-tempore approvate dalle rispettive stazioni appaltanti.

Per quanto concerne i lavoratori, il ramo edile della confisca Aiello conta 114 dipendenti (50 di A.T.I. Group S.r.l.), di cui 95 in cassa integrazione e 19 in forze (tutti di A.T.I. Group S.r.l.).

Infine, i rappresentanti di A.T.I. Group hanno precisato che sono state avviate verbalmente delle trattative con la società CMC di Ravenna per ricevere in subappalto alcune lavorazioni relative alla realizzazione della Palermo-Agrigento, per un importo dei lavori stimato in circa 2.000.000 di Euro, ma purtroppo l’azienda non riesce a rispondere al fabbisogno finanziario, stimato in circa 1.000.000 di Euro. 

In buona sostanza, per poter terminare i cantieri aperti e poter pensare di assumere nuove commesse, A.T.I. Group necessita di un affidamento bancario di circa 2.500.000 Euro. Quindi, il Dott. A. Dara ha chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di intervenire al fine di sensibilizzare gli istituti di credito e di valutare la possibilità di prestare supporto per l’accesso al fondo di garanzia per le PMI.

A questo punto della riunione il Dott. Castano ha chiesto alla Dott.ssa A. M. Manzo di descrivere quali siano le intenzioni dell’ANBSC relativamente alla destinazione dell’A.T.I. Group. 

La Dott.ssa A. M. Manzo ha ribadito quanto già esposto dai rappresentanti dell’A.T.I. Group e ha specificato che i ritardi riportati nel terminare i cantieri potranno comportare il pagamento di pesanti penali. Ha poi chiarito che è volontà dell’ANBSC riuscire a risanare i conti di A.T.I. Group procedendo con la stipula di contratti di affitto di rami d’azienda eventualmente direttamente ai creditori di A.T.I. Group, che in tal maniera potranno vedersi garantiti nei propri crediti. Una volta ristabilita la solidità finanziaria di A.T.I. Group, sarà possibile procedere ad una rapida riorganizzazione del ramo edile, che potrebbe anche comportare una fusione per incorporazione delle tre aziende edili oggi tutte a socio Unico (Erario dello Stato) e la successiva vendita dell’asset. Qualora la solidità finanziaria non dovesse ripristinarsi, sarebbe obbligata la liquidazione dell’azienda.

La Dott.ssa A. M. Manzo ha rilevato che per il tramite di un provvedimento specificamente richiesto ed ottenuto dal Sig. Giudice Delegato, già titolare del procedimento per misure di prevenzione, l’ANBSC ha ricevuto conferma della strumentalità dell’intero patrimonio immobiliare di A.T.I. Group autonomamente confiscato ai fini aziendali ed ha messo in evidenza l’impegno dell’ANBSC affinché la vicenda A.T.I. Group, che ad oggi rappresenta la più grande confisca alla mafia nel ramo edile, abbia un esito positivo e, perciò, ha chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di iniziare una collaborazione finalizzata all’individuazione delle migliori vie di risanamento della situazione finanziaria aziendale e alla ricerca di eventuali imprenditori interessati all’acquisto di A.T.I. Group, fatti salvi gli adempimenti di evidenza pubblica.

Il Dott. Castano ha dunque chiesto alle rappresentanze sindacali di esprimere la propria opinione in merito. 

Le rappresentanze sindacali, le quali hanno richiesto l’apertura del tavolo di confronto relativo ad A.T.I. Group, hanno sottolineato che la situazione in cui oggi versa la società dipende dal fatto che non sono state acquisite nuove commesse a partire dal 2011 e hanno evidenziato la flessibilità e la disponibilità dei lavoratori, i quali, pur non ricevendo e rivendicando il pagamento degli arretrati relativi alla cassa integrazione, continuano a credere nel futuro dell’azienda e respingono ogni ipotesi di chiusura. 

Le rappresentanze sindacali hanno dunque ribadito l’opportunità che A.T.I. Group rimanga un’attività produttiva, foriera di rinnovate relazioni economiche, sane e legali e hanno rimarcato la necessità che la gestione dell’azienda non sia finalizzata alla sola conservazione dei beni, ma sia piuttosto ispirata a un piano di rilancio delle attività, da sintetizzare in un piano industriale e da attuare attraverso decisioni di investimento.

In particolare, le rappresentanze sindacali hanno chiesto all’amministrazione A.T.I. Group e all’ANBSC di vagliare la possibilità di acquisire nuove commesse in subappalto sul territorio siciliano e calabrese.  

In conclusione, il Ministero dello Sviluppo Economico si è reso disponibile a convocare una riunione con gli istituti bancari con cui A.T.I. Group ha in essere delle linee di credito al fine di valutare la possibilità di colmare i fabbisogni finanziari dell’azienda.

Il Ministero dello Sviluppo Economico si è inoltre riservato di approfondire con le strutture competenti il tema del fondo di garanzia alle PMI e di convocare un tavolo tecnico che veda coinvolti anche il Ministero del Lavoro e il Ministero degli Interni.

A.T.I. Group e l’ANBSC si sono impegnate a valutare nuove opportunità di rilancio economico, che favoriscano il mantenimento del livello occupazionale, e a fornire concrete prospettive di ricollocazione proprietaria, evitando ogni attività che possa implicare il depauperamento aziendale. 

Una nuova riunione verrà indetta nel breve periodo dal Ministero dello Sviluppo Economico al fine di verificare e di relazionare riguardo allo stato di avanzamento delle attività.

 

 

 

 




Questa pagina ti è stata utile?

NO