Verbale di riunione - Fondo di previdenza per il personale dipendente delle aziende del Gas (Fondo GAS).

In data 7 maggio 2014 presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è tenuto il secondo incontro avente ad oggetto il Fondo di previdenza per il personale dipendente delle aziende del Gas (Fondo GAS).

Alla riunione hanno partecipato il dr. Castano (Responsabile dell’Unità Gestione Vertenze del Ministero dello Sviluppo Economico) e la dr.ssa  C. Cherubini del MiSE, il dr. S. Biondo in rappresentanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il dr. S. Listanti, la dr.ssa F. Polsinelli, la dr.ssa G. Celi Zullo ed il dr. G. Gallo della Direzione Generale per le politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il dr. G. Uselli, il dr. F. Bonanni, la dr.ssa R. Comandini, la dr.ssa F. Sciarretta ed il dr. A. Manna in rappresentanza dell’INPS.

All’incontro erano presenti IGAS Imprese Gas (ex Federestrattiva) rappresentata dal dr. A. Pasquali, il dr. R. Malenotti di ASSOGAS, il dr. Bianco, il dr. Spaziani e la dr.ssa P. Giuliani di Federutility, il dr. M. De Giorgi e la dr. M.R. Brunetti per ANIGAS, il dr. A. Pasquali ed il dr. D. Evaristo di CONFINDUSTRIA ENERGIA.

Erano altresì presenti all’incontro le OO. SS. Nazionali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL.

Il dr. Castano ha illustrato quanto concordato in occasione del tavolo di confronto tenutosi in data 4 febbraio 2014 presso il Ministero dello Sviluppo Economico con particolare riferimento agli impegni assunti da parte delle Istituzioni.

In particolare ha confermato che le preposte Istituzioni, il Ministero dello Sviluppo Economico unitamente al Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Ragioneria Generale dello Stato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’INPS, hanno provveduto ad effettuare gli opportuni approfondimenti di carattere tecnico necessari per poter procedere alla soppressione del Fondo di previdenza in esame. Nello specifico, ha confermato che sono state esaminate le tematiche connesse alla precisa definizione dell’onere a carico del Bilancio dello Stato derivante dalla chiusura del Fondo nonché in ordine alla tematica dell’agibilità giuridica rispetto alla tipologia di provvedimento normativo necessaria per l’eventuale soppressione dello strumento.

Il dr. Castano ha confermato che detti approfondimenti hanno portato all’individuazione di un percorso che, se unitariamente condiviso, consentirà la definizione di una proficua modalità operativa per la definitiva risoluzione della problematica.  Il dr. Castano ha poi sinteticamente illustrato l’esito di detto confronto inter istituzionale, nel corso del quale le Istituzioni preposte hanno condiviso che:

  • trattandosi chiaramente di un Fondo di previdenza istituito per Legge, la soppressione dello stesso dovrà avvenire attraverso atto legislativo;
  • esiste la necessità di gestire la situazione transitoria per il passaggio di quei lavoratori  attualmente iscritti al Fondo.

Il dr. Castano ha poi richiesto al Ministero dell’Economia e Finanze di illustrare le caratteristiche di natura tecnica della soluzione individuata.

Il dr. Biondo ha  confermato quanto anticipato dal Ministero dello Sviluppo Economico in ordine agli impegni assunti dalle Istituzioni nel precedente incontro ed ha delineato il percorso condiviso anche con la Ragioneria Generale dello Stato per consentire il superamento del Fondo Gas.

Il dr. Biondo ha dunque precisato che trattandosi di un Fondo di previdenza obbligatorio istituito con Legge il provvedimento legislativo che ne prevedrà la soppressione dovrà contenere necessariamente e in maniera inequivocabile le seguenti caratteristiche:

  • modalità di soppressione del Fondo;
  • copertura onere a carico del Bilancio dello Stato per il prossimo triennio;
  • una risposta alle aspettative di quei lavoratori attualmente iscritti al Fondo con un meccanismo adeguato nell’ambito dei Fondi di previdenza complementare settoriali nei quali questi lavoratori andranno inquadrati.

Con riferimento a quest’ultimo punto, il dr. Biondo ha specificato che esiste già l’Accordo del 10 febbraio 2011 nel quale le Associazioni Imprenditoriali  firmatarie e le OO.SS. hanno individuato un meccanismo di tutela a carico delle aziende. Tale meccanismo andrà esteso per ricomprendere  anche quei  lavoratori,  che si auspica siano un numero residuale, che comunque non aderiranno alla previdenza complementare.

Ha inoltre precisato che l’Amministrazione che dovrà promuovere la definizione di questo provvedimento legislativo sarà il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che poi provvederà a sottoporre l’atto alle Parti.

Il dr. Castano ha ribadito che, al fine d consentire la predisposizione di detto provvedimento legislativo,  il citato Accordo del 10 febbraio 2011 andrà in tempi brevi integrato alla luce delle necessità emerse.

Il dr. Listanti del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, anche in ragione del ruolo di Istituzione preposta all’avvio della stesura del provvedimento, ha precisato che l’operazione ha la particolare caratteristica di gestire il passaggio da un sistema di previdenza obbligatorio ad uno complementare, per definizione volontario; potrebbero pertanto essere previste forme di tutela anche per quei lavoratori che non intenderanno aderire ai previsti Fondi di previdenza complementare.

Il dr. Pasquali ha preliminarmente ringraziato le Istituzioni per l’impegno profuso ed ha precisato, ad integrazione di quanto illustrato in merito all’Accordo del 10 febbraio 2011, che nello spirito della citata intesa era prevista la tutela per tutti i lavoratori.  Le parti firmatarie dell’intesa procederanno pertanto all’integrazione dell’Accordo medesimo al fine di recepire le indicazione ricevute dalle Istituzioni.

Il dr. Spaziani ha preliminarmente ringraziato le Istituzioni per l’impegno profuso ed ha concordato con la necessità, visto l’approssimarsi delle gare per ambito territoriale relative all’affidamento del servizio di distribuzione del gas, di procedere celermente alla definizione di un provvedimento legislativo.

Ha poi concluso richiamando l’attenzione su quanto esposto nel corso del precedente incontro in sede ministeriale relativamente alla posizione dei lavoratori ex INPDAP  specificando comunque che la chiusura del Fondo Gas è prioritaria e che le problematiche suddette non devono interferire.

Le OO.SS. hanno manifestato alle Istituzioni la piena disponibilità a voler superare le problematiche connesse alla soppressione Fondo Gas – disponibilità già fortemente manifestata con la sigla dell’Accordo del 10 febbraio 2011– anche in considerazione delle necessarie integrazioni al citato Accordo che si renderanno necessarie per tutelare tutti i lavoratori  a valle del passaggio alla relativa previdenza complementare ovvero in caso di mancata opzione. Infine, le OO.SS. hanno richiesto maggiori dettagli in ordine alle modalità di determinazione dell’onere da parte delle competenti Istituzioni.

Il dr. Castano ha poi richiesto alle parti di dettagliare la questione relativa alle coperture del fabbisogno finanziario anche alla luce degli approfondimenti fatti con la Ragioneria Generale dello Stato e l’INPS; ciò al fine di determinare in maniera chiara ed inequivocabile l’onere a carico del Bilancio dello Stato derivante dalla chiusura del Fondo Gas.

Il dr. Biondo ha precisato che, a valle degli approfondimenti fatti unitamente alla Ragioneria Generale dello Stato  e l’INPS,  si tratta di un’operazione che non sarà senza oneri per lo Stato e che pertanto il provvedimento legislativo dovrà prevedere la copertura delle somme previste per il triennio che dovrebbero essere a carico dello Stato; il dr. Biondo ha inoltre precisato che le aziende dovranno farsi carico dell’importo necessario per integrare il patrimonio corrente del Fondo al fine di garantire la copertura per gli attuali pensionati.
Il dr. Biondo ha in merito precisato che l’obiettivo di tali valutazioni, nonché l’individuazione del percorso condiviso dalle parti, ha la finalità di operare per far si che dal 1 gennaio 2015 il Fondo Gas venga soppresso attraverso un idoneo iter legislativo la cui conclusione è prevista entro ottobre 2014.

Con riferimento alla copertura delle pensioni in essere, il dr. Uselli, Direttore Centrale Pensioni e Previdenza Gestione dipendenti pubblici dell’INPS, ha precisato che allo stato attuale è stato stimato un fabbisogno di 13 milioni di euro per la copertura.

Il dr. Castano, con particolare riferimento alle risorse necessarie ha richiamato quanto dichiarato dalle aziende nel corso del precedente incontro in merito alla disponibilità a ricostituire il patrimonio. Ha dunque richiesto alle Associazioni Imprenditoriali di riconfermare tale disponibilità nonché precisarne la misura.

Il dr. Pasquali ha in merio rinnovato la piena disponibilità da parte delle aziende - come già espressa nel precedente incontro - rispetto all’accollo degli oneri relativi all’integrazione del patrimonio posseduto attualmente dal Fondo per la liquidazione delle pensioni in essere fino all’ultimo superstite dei pensionati. Ha poi richiesto maggiori dettagli in ordine alle modalità di determinazione dell’onere da parte dell’INPS anche in ragione delle valutazioni che le aziende autonomamente -  nel 2010 - avevano effettuato (che risultavano essere sensibilmente inferiori quantificate in 1,5 milioni di euro). Si precisa pertanto che scostamenti significativi sia dell’ammontare che nelle modalità di pagamento comporterebbero la necessità di un riesame complessivo della partita economica.

Il dr. Manna del Coordinamento Generale Statistico Attuariale dell’INPS, ha chiarito che il maggior onere a carico delle aziende, rispetto alla precedente valutazione, deriva da diversi fattori:

  • le stime precedenti si basavano su un tasso legale previsto più alto rispetto a quello utilizzato con la nuova previsione e tale variazione della percentuale di rendimento determina una variazione del beneficio indotto;
  • ad ogni nuova previsione aumenta l’importo medio delle pensioni vigenti dovuto al turnover tra pensioni cessate e nuove liquidazioni con importo generalmente più alto;
  • all’utilizzo di una mortalità proiettata e aggiornata con le ultime elaborazioni ISTAT il che comporta delle maggiori aspettative di vita.

Tali valutazioni hanno determinato gli attuali 13 milioni di onere a fronte dei circa 6 milioni di euro previsti in precedenza.
Con riferimento alla disponibilità manifestata dalle aziende in ordine all’integrazione del patrimonio posseduto attualmente dal Fondo, per la liquidazione delle pensioni in essere, il dr. Manna ha confermato che il pagamento dovrebbe avvenire contestualmente all’estinzione del Fondo; eventuali richieste di rateizzazioni determinerebbero oneri aggiuntivi.
Il dr. Castano ha ringraziato le parti per il proficuo lavoro effettuato e per la disponibilità manifestata ed ha ribadito la necessità di continuare ad operare al fine di consentire la concretizzazione dell’intervento;
Ha pertanto concluso  l’incontro fissando il prossimo tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico entro il 15 giugno p.v. al fine di  consentire la definizione dell’iter del provvedimento legislativo.
In particolare, oggetto del prossimo incontro saranno le seguenti tematiche:

  • illustrazione della bozza di testo del provvedimento attualmente in fase di studio da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • verifica della coerenza con il provvedimento legislativo di cui sopra dell’integrazione all’Accordo del 10 febbraio 2011 che le parti firmatarie dello stesso apporteranno (in linea con le indicazioni provenienti dalle Istituzioni emerse nel corso dei tavoli di confronto in sede ministeriale);
  • quantificazione del fabbisogno finanziario per la copertura ed acquisizione della disponibilità.

 




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