Verbale di riunione C.I.R.

Alla riunione erano presenti Cherubini dell’Unità Gestione Vertenze del Ministero dello sviluppo economico, il sottosegretario al Ministero Economia e Finanze Legnini, la senatrice Pelino e il deputato Castricone, Sciullo e Iride della Regione Abruzzo, Romano della Regione Piemonte, Fusetti della Regione Veneto, il sindaco di Tocco da Casauria (PE), Margaritelli, Bettini e Orfanelli della C.I.R., Scalzini di Confindustria Pescara e le OOSS nazionali e territoriali di FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL e le RSU.

In apertura di riunione Margaritelli ha rappresentato la situazione di crisi in cui si trova il settore e che ha colpito fortemente anche C.I.R., erede di marchi storici come Merker, Cardi e Viberti, e maggiore costruttore italiano di rimorchi e semirimorchi. Oltre allo stabilimento di Tocco da Casauria (PE) che conta 179 dipendenti, nella crisi sono coinvolte anche le altre due sedi italiane di Bussolengo (VE) con 84 unità e Nichelino (TO) con 99 unità.  360 dipendenti sono in CIGS a rotazione fino ad ottobre 2014. A causa dell’andamento del mercato, i tre stabilimenti attualmente producono a volumi ridotti rispetto alle capacità produttive di impianti nuovi e di avanguardia in Europa per quanto riguarda tecnologie e processi industriali. Non si prevedono riprese in grado di sanare la crisi finanziaria che ha investito il gruppo. Il consistente stato debitorio con banche e fornitori ha indotto l’azienda a presentare istanza di concordato preventivo al tribunale di Verona. L’azienda è ora attivamente alla ricerca di investitori fino alla scadenza prevista per il prossimo 7 luglio. Margaritelli ha parlato di una trattativa già avviata ed in stato di concreto avanzamento e, allo stesso tempo, anche di un interessamento da parte di un altro investitore con cui si sta cercando di avviare una trattativa più concreta.  

Il Senatore Legnini ha chiesto su quali basi vengono condotte le trattative che il Gruppo sta conducendo da parecchi mesi con i possibili investitori, vale a dire quali sono le prospettive industriali e occupazionali offerte da queste soluzioni per i tre stabilimenti e i rispettivi territori. Ha poi anche chiesto all’azienda se ci sono preclusioni verso un intervento attivo del Governo che facendosi parte attiva nei negoziati con i possibili investitori potrebbe accrescere la possibilità di una buona cessione sotto il profilo industriale. 

Margaritelli ha dichiarato che l’obiettivo è arrivare ad una trattativa che sia di più ampio respiro possibile per i livelli produttivi e occupazionali dei tre stabilimenti e di accogliere pertanto positivamente l’intervento di intermediazione delle istituzioni. 

Le OO.SS. hanno ribadito l’importanza di una soluzione mirata a non disperdere il patrimonio di una produzione importante per l’industria italiana e della manodopera qualificata coinvolta. Hanno inoltre parlato della necessità di pensare al futuro di tutto il settore in Italia. Hanno infine espresso preoccupazione nei confronti di investitori esteri interessati solo ad acquisire marchi e tecnologia e a spostare poi la produzione altrove.  

La senatrice Paola Pelino ha esposto la necessità di mettere in campo tutti i possibili interventi istituzionali possibili per invogliare investitori e trattative che siano mirate alla ripresa di C.I.R. e non al suo smantellamento con pesanti ricadute per il sistema produttivo nei territori.

L’onorevole Castricone ha affermato che è dovere delle istituzioni supportare l’azienda verso  soluzioni di più ampio respiro per il settore e per C.I.R. e la necessità di tenere aperto il tavolo istituzionale da riconvocare in tempi brevissimi.

La Regione Abruzzo ha colto l’apertura dell’azienda verso il supporto delle istituzioni ed ha offerto la propria intermediazione per supportare il gruppo durante le trattative affinché si arrivi a soluzioni orientate il più possibile verso il mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi.   

Confindustria ha chiesto all’azienda se c’era la disponibilità a variare la tipologia di concordato in itinere visti i tempi molto stretti entro cui si dovrebbe concludere la trattativa.

L’azienda ha risposto di non disporre di risorse sufficienti per prorogare i tempi.

Il tavolo presso il MiSE verrà riconvocato a stretto giro intorno alla metà di giugno.




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