Verbale di riunione - Askoll P&C

Documento: Verbale di riunione
Azienda: ASKOLL P&C, stabilimento di Castell’Alfero (AT)
Settore: Macchinari ed apparecchiature elettriche ed elettroniche
Numero dipendenti: 224
Data: 10 marzo 2014


In data 10 marzo si è tenuto presso il MiSE un incontro per la verifica delle problematiche dello stabilimento di Castell’Alfero in provincia di Asti della Askoll P&C. Alla riunione erano presenti il Dr. Castano del Ministero dello sviluppo economico, l’assessore della Regione Piemonte Giovanna Quaglia, il vicesindaco del Comune di Castell’Alfero Angelo Marengo che rappresentava anche la Provincia di Asti, l’assessore al lavoro del Comune di Asti, Alberto Cavallo di Confindustria Asti, una delegazione della direzione aziendale del Gruppo Askoll di Vicenza e dello stabilimento di Castell’Alfero, le Organizzazioni Sindacali nazionali e territoriali, insieme alle Rappresentanze Sindacali Unitarie e alcuni parlamentari.

Le OO.SS. hanno aperto l’incontro chiedendo all’azienda le motivazioni della chiusura di Castell’Alfero e della lettera del 26 febbraio u.s. con cui si comunicava il licenziamento di tutto il personale e l’apertura della procedura di mobilità ai sensi degli artt. 4 e 24 della 223/91.

Le O.S. in particolare hanno ribadito che non si comprendono le motivazioni delle chiusura di uno stabilimento dagli impianti non obsoleti e che possono essere facilmente riconvertiti, dalle maestranze qualificate e i cui prodotti sono innovativi e competitivi. Inoltre, lo stabilimento di Castell’Alfero costituisce un centro di ricerca e sviluppo di settore e ha recentemente sviluppato progetti nuovi e altamente innovativi per i quali la Askoll deve ancora ricevere i finanziamenti statali, pronti per la industrializzazione e che potrebbero essere sviluppati a Castell’Alfero.

L’azienda ha risposto che lo stabilimento ha riportato negli ultimi anni una perdita costante dovuta ai costi di personale e strutturali, nonché alla contrazione del mercato che si è verificata a causa del fallimento di alcuni dei clienti più importanti di Castell’Alfero. Le previsioni per i prossimi anni sono di perdite in media per 6 milioni annui, e pertanto non ci sono i margini per poter mantenere lo stabilimento aperto.

I sindacati hanno chiesto maggiori delucidazioni sui costi facendo presente all’Azienda che un eventuale trasferimento delle linee in Slovacchia comporterebbe costi molto pesanti per lo smontaggio, trasloco e rimontaggio dei macchinari, per il periodo di formazione e addestramento della manodopera slovacca e infine per il periodo di fermo produttivo necessario al trasferimento, e che questi costi sono probabilmente superiori a quelli necessari a mantenere Castell’Alfero aperto e a convertirne la produzione.

L’assessore Quaglia ha dichiarato che la Regione è disposta a valutare tutti gli eventuali strumenti di aiuto economico finalizzato ad un piano industriale che mantenga il sito aperto.

Il Dr. Castano ha chiesto all’azienda la sospensione delle procedure di mobilità.

L’azienda ha risposto che era disponibile ad accogliere la richiesta del Ministero purchè fosse ripresa la produzione.

Le O.S. hanno dichiarato che erano disposte a far riprendere la produzione a patto che le merci rimanessero all’interno dello stabilimento e non venissero fatte uscire fino alla conclusione delle trattative.

Al diniego dell’Azienda l’incontro è stato aggiornato al 21 marzo presso il MiSE.




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