Verbale di riunione - Fondo GAS

In data 4 febbraio 2014 presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è tenuto un incontro avente ad oggetto il Fondo GAS (Fondo di previdenza per il personale dipendente delle aziende del gas).

Alla riunione hanno partecipato il dr. Castano (Responsabile dell’Unità Gestione Vertenze del Ministero dello Sviluppo Economico) e la dr.ssa M. Gatta del MiSE, il dr. S. Biondo in rappresentanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il dr. E. Gambacciani Direttore Generale per le politiche previdenziali e assicurative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

All’incontro erano presenti il dr. G. Venditti di Federestrattiva, il dr. S. Bolla, il dr. R. Malenotti di ASSOGAS, il dr. Bianco, il dr. Spaziani e la dr.ssa P. Giuliani di Federutility, il dr. M. De Giorgi e la dr. M.R. Brunetti per ANIGAS, il dr. A. Pasquali ed il dr. D. Evaristo di Confindustria Energia e per ASSOGAS il dr. R.  Malenotti ed il dr. S.  Bolla.

Erano altresì presenti all’incontro le OO. SS. nazionali FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL.

Il dr. Castano ha aperto l’incontro illustrando le ragioni che hanno indotto il MiSE a convocare un incontro per affrontare la tematica del Fondo Gas. In particolare, ha precisato che il MiSE ha ricevuto formale richiesta di attivazione del tavolo di confronto da parte delle associazioni datoriali interessate e dalle OO.SS. nazionali di categoria; tale richiesta si basa sulle  competenze del MiSE rispetto alle tematiche afferenti il mondo del gas naturale (importazione, trasmissione, trasporto, dispacciamento, distribuzione e vendita) e delle utility in genere nonché in ragione del ruolo svolto dal Dicastero medesimo rispetto al processo sulle liberalizzazioni del mercato interno del gas naturale. Il dr. Castano, ha inoltre precisato che, a tali competenze, si aggiungono quelle relative alle tematiche lavoristiche connesse alla gestione delle crisi d’impresa che potrebbero in qualche modo derivare - nel caso di specie- qualora non venissero garantite pari condizioni ai competitori alla luce del processo sulle liberalizzazioni. Ha dunque richiesto alle parti di illustrare nel dettaglio le ragioni sottostanti alla richiesta di attivazione del tavolo di confronto. Il dr. Castano ha inoltre precisato che le Istituzioni sono al corrente dell’Accordo che le Associazioni Datoriali e le OO.SS. hanno raggiunto in data 10 febbraio 2011 la cui concreta attuazione ha incontrato difficoltà (al presente verbale allegato come richiesto dalle Associazioni firmatarie dello stesso).

Ha poi comunicato l’assenza della Ragioneria Generale dello Stato (destinataria della convocazione) con la quale sono previsti incontri di carattere istituzionale.

Il dr. Pasquali  ha preliminarmente ringraziato il MiSE per la disponibilità manifestata ed ha evidenziato l’importanza di tale tavolo di confronto al fine di individuare di una soluzione condivisa da tutte le parti (alla luce dell’intesa raggiunta nell’Accordo del 2011). Ha pertanto illustrato gli aspetti di natura tecnica connessi alla gestione di tale strumento previdenziale in relazione al nuovo impianto pensionistico. La prima problematica evidenziata è connessa alla reale dotazione del Fondo ed alla problematica legata alla gestione dei mancati flussi; il dr. Pasquali ha precisato che in tale valutazione appare evidente l’importanza del coinvolgimento della Ragioneria Generale dello Stato che potrà tener conto della disponibilità manifestata dalle Aziende nel gestire l’onere aggiuntivo derivante dalla chiusura di tale Fondo rispetto alla dotazione del Fondo stesso.

Ha dunque illustrato le caratteristiche tecniche: con il Decreto Letta (D. lgs. n. 164/2000 sulla liberalizzazione del mercato del gas) è stato disposto che l’attribuzione del servizio di distribuzione  avviene tramite gara (diversa dalla concessione amministrativa) nonché prevista la separazione societaria tra le attività di  distribuzione e quelle di vendita con impossibilità, per le aziende che esercitano queste ultime, di

iscriversi al Fondo (poiché l’obbligo di iscrizione ricorre solo le aziende private del gas “che per atto di concessione amministrativa” producono e distribuiscono o soltanto distribuiscono …. gas per usi civili”); il dr. Pasquali ha illustrato ulteriori criticità connesse ai seguenti aspetti:

  • oneri contributivi variabili per decreto ministeriale (ultimo aggiornamento nel 2000) ed esclusivamente a carico delle aziende;
  • mancanza della volontarietà di adesione;
  • impossibilità di riscatto e/o di portabilità della posizione in caso di cambio azienda;
  • in assenza di uno solo dei requisiti contributivi prima evidenziati perdita di ogni prestazione (nonostante i contributi versati);
  • iniquità nell’erogazione delle prestazioni a parità di contribuzione rispetto alla composizione della retribuzione tra le parti fisse e variabili.

Il dr. Spaziani ha evidenziato l’importanza del confronto rispetto alle citate criticità ed ha precisato che il ritardo nell’avvio delle gare d’ambito (posticipo di 4 mesi) conferma la sussistenza di problematiche che necessariamente andranno gestite entro detta data (incluso il Fondo GAS).

Ha sottolineato l’importanza di dare soluzione a tali problematiche tenendo conto degli effetti sul futuro del Fondo negoziale di previdenza complementare Pegaso, costituito con il CCNL di settore gas-acqua, al quale sono attualmente iscritti i lavoratori delle aziende associate a Federutility che saranno interessati dalle gare e quindi da possibili eventi di “circolazione” interaziendale.

Inoltre, ha ricordato che un ulteriore elemento che va analizzato è connesso alla posizione dei lavoratori ex INPDAP che dovranno provvedere al necessario ricongiungimento dei propri contributi previdenziali e per i quali sarebbe problematica l’eventuale iscrizione al Fondo GAS, considerate altresì le irrisolte sperequazioni riguardanti la posizione contributiva di tali lavoratori (oltre 3 punti di maggiore onere); su questo punto ha fatto riserva di presentare documentazione illustrativa.

Le OO.SS. hanno precisato che anche sul fronte sindacale è stata chiaramente manifestata la volontà di voler superare le problematiche connesse al Fondo. Infatti, già nel 2005 era stato sottoscritto un primo Accordo nel quale era stata prevista la cristallizzazione delle posizioni. Con l’Accordo del 10 febbraio 2011 è stato introdotto e condiviso un ulteriore meccanismo  ovvero “ la ricostituzione del meccanismo della previdenza complementare a carico delle parti”.

Le OO.SS. hanno evidenziato che, con la nuova normativa sulle gare d’ambito, emergeranno le criticità connesse al Fondo in ragione dell’iniquità nell’erogazione delle prestazioni per i lavoratori a parità di contribuzione; il Fondo medesimo presenta infatti basi di calcolo differenti e più ristrette di quelle oggi utilizzate dall’INPS (poiché vengono escluse ad es.  le indennità, la 14° mensilità, premio partecipazione) ed inoltre non si tratta di una posizione  individuale che il lavoratore non trascina poiché è di natura mutualistica. Le OO.SS. hanno inoltre posto in evidenza quanto le problematiche connesse all’interpretazione data dall’INPS (su tutto il territorio nazionale) rispetto alla corresponsione della posizione del lavoratore nei casi di regime misto (retributivo/contributivo) poiché il  Fondo non agisce sul regime contributivo. Le OO.SS. hanno pertanto evidenziato il ruolo dell’Accordo siglato a febbraio 2011 che tiene conto delle pensioni già percepite (che resteranno a carico della Gestione ad esaurimento) e mentre per i lavoratori che rimarranno in servizio (all’eventuale data di soppressione del Fondo) sono stati previsti idonei metodi di calcolo nonché la previsione del passaggio alla relativa previdenza complementare. Hanno inoltre evidenziato che l’associazione “giù le mani dal Fondo GAS” rappresenta un numero estremamente minoritario di lavoratori rispetto a quelli coinvolti.

Il dr. Venditti ha evidenziato che, dette valutazioni da parte delle Istituzioni, dovranno tener conto di disposto dalla Legge ovvero che si parla di determinazione dell’aliquota in grado di garantire le pensioni dell’anno; allo stato attuale – negli ultimi 10 anni - il patrimonio accumulato è stato stimato intorno ai 140 milioni di Euro e pertanto non lo si ritiene allineato. Il dr. Venditti ha altresì precisato che oltre all’aliquota da determinarsi annualmente, la Legge prevede la costituzione di una riserva pari ad un anno di prestazioni da erogare; tale riserva è stata nel corso degli anni aumentata sino ad essere di due ordini di grandezza superiore; si tratta di contributi riscossi e non dovuti per i quali deve essere prevista la restituzione alle Aziende e nel calcolo della riserva esistente tali interessi debbano essere conteggiati in maniera figurativa.

Il dr. Gambacciani ha precisato che la problematica del Fondo GAS era già stata affrontata dal Ministero del Lavoro che aveva provveduto (al momento della sottoscrizione del noto Accordo del 2011) ad operare una prima istruttoria con l’INPS rispetto alle ipotesi di copertura per la parte necessaria alla chiusura del Fondo – anche alla luce delle proiezioni sui flussi operate dalla Ragioneria Generale dello Stato. Il dr. Gambacciani ha confermato la piena disponibilità da parte del Ministero del Lavoro ad aggiornare l’istruttoria in esame con l’INPS sia in ragione dell’avvio dell’attuale tavolo di confronto in sede MiSE ma soprattutto in considerazione del fatto che detto Fondo continua ad accumulare disavanzo ed è necessario tener conto di tale problematica.

Il dr. Pasquali ha pertanto fatto presente, alla luce della disponibilità manifestata dal Ministero del Lavoro, che è necessario di aggiornare il prima possibile l’istruttoria nella quale va anche tenuto conto dei tassi di rendimento finanziari. Il dr. Pasquali ha inoltre richiesto alle Istituzioni di prendere fortemente in considerazione la disponibilità manifestata dalle aziende rispetto  all’accollo degli oneri relativi all’integrazione del patrimonio posseduto attualmente dal Fondo per la liquidazione delle pensioni in essere fino all’ultimo superstite dei pensionati.

Il dr. Biondo ha confermato l’impegno da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze ad avviare un tavolo tecnico di concerto con la Ragioneria Generale dello Stato, il Ministero del Lavoro, l’INPS ed il Ministero dello Sviluppo Economico al fine di determinare in maniera chiara ed inequivocabile l’onere a carico del Bilancio dello Stato derivante dalla chiusura del Fondo (che in una prima revisione sembrava ammontare a circa 5,5 milioni di Euro a partire dal 2014). Ulteriore verifica oggetto di detto tavolo tecnico sarà l’agibilità giuridica rispetto alla tipologia di provvedimento normativo necessaria per l’eventuale soppressione dello strumento. Detto confronto tecnico terrà conto delle modalità individuate nel citato Accordo.

Il dr. Castano ha ringraziato le parti per la disponibilità manifestata ed ha ribadito la necessità di operare tempestivamente al fine di consentire il superamento di eventuali disparità di trattamento tra le Aziende - anche in ragione del ruolo del Ministero dello Sviluppo Economico rispetto alla tutela delle politiche di concorrenza (garanzia pari condizioni ai competitori nelle gare d’ambito) nonché sulla  sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche (con particolare riferimento al gas naturale); il dr. Castano ha inoltre messo in evidenza l’importanza di garantire il medesimo trattamento tra lavoratori delle diverse aziende (certezze previdenziali ai lavoratori e certezze di oneri per le aziende).

Il dr. Castano ha concluso l’incontro fissando il prossimo tavolo di confronto entro il prossimo 20 marzo 2014 – al fine di condividere gli esiti delle verifiche tecniche che effettueranno le Istituzioni preposte.

Allegati

Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014




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