Verbale di incontro - Manutencoop

Il giorno 5 novembre si è tenuto un incontro riguardante la MPSS del gruppo Manutencoop, l’incontro è stato richiesto dalle OOSS a seguito della comunicazione da parte di Mpss di aver avviato il licenziamento per 133 dei dipendenti MPSS. All’incontro erano presenti la Dr.ssa Gatta del Mise, il Dr. Guido Dealessi di Manutencoop, i Rappresentanti di Telecom Italia Dr. Onofrio Capogrosso, Dr. Maurizio Gelletti, Dr. Domenico Cipolletta, Ing. Eduardo Perone, le OOSS nazionali e  territoriali di categoria UGL Telecomunicazioni, SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL e le RSU. 

Le OOSS che hanno chiesto l’incontro preoccupate per il futuro dei 133 lavoratori per cui è stato annunciato il licenziamento da parte di MPSS, ricordando anche come secondo le stesse, questa come altre, sia la conseguenza di esternalizzazioni operate da Telecom Italianel 2004, ma richiamando la responsabilità di Manutencoop (attraverso ad esempio, una eccessiva esternalizzazione degli appalti) nella gestione di questi lavoratori, che non dovrà avvenire attraverso il loro licenziamento.

Il Rappresentante di Manutencoop ha ribadito la necessità di operare questa riduzione nell’organico di MPSS (a cui tra l’altro si deve aggiungere quella di ulteriori 100 lavoratori con contratto metalmeccanico in capo alla Manutencoop), ha chiarito che questa decisione è stata presa a seguito di risultati derivanti dalla crisi e con riferimento alla commessa Telecom Italia, sebbene in valori assoluti essa sia molto ingente, per l’azienda essa non è comunque sufficiente a risolvere il problema annunciato; ha ricordato comunque che non ci si trovi in una situazione di monocommittenza e quindi Manutencoop / MPSS ha attivato tutte le azioni necessarie per diversificare il mercato.

I Rappresentanti di Telecom Italia hanno evidenziato che le richiamate esternalizzazioni sono avvenute ormai nel 2004, attraverso legittime procedure di cessione di rami d’azienda e secondo le linee guida riportate nell’accordo quadro che le stesse OOSS hanno sottoscritto, e che la responsabilità di Telecom Italia  sia ormai esaurita. Quest’ultima ha infatti garantito una commessa che, sebbene diminuita del 70 pct, vale 27 ml di euro, cifra giudicata ampiamente sufficiente a garantire il mantenimento dei 133 lavoratori per cui MPSS ha deciso di avviare la mobilità. E’ stato  inoltre chiarito che queste somme sono state erogate indipendentemente dai risultati che la stessa Manutencoop ha raggiunto, giudicati non propriamente soddisfacenti da Telecom Italia , anche per il ricorso ad eccessivo ricorso ai subappaltatori . Telecom Italia ha quindi ribadito che la soluzione debba essere trovata all’interno di Manutencoop  con  interventi di riorganizzazione e attraverso la formazione e riconversione del personale coinvolto e ha comunque garantito il proprio appoggio per favorire la ricollocazione di un certo numero di lavoratori, attraverso una verifica sulle aziende di subappalto.

Le OOSS (UGL Telecomunciazione) hanno comunque chiesto che sia MPSS, cui comunque restano attività di commessa per 27 milioni di euro , che Telecom Italia si prendano in toto tutte le loro responsabilità e facciano la loro parte perché non sarebbe accettabile nessuna soluzione che lasci per strada nemmeno una lavoratrice od un lavoratore. UGL Telecomunicazioni ha voluto sottolineare di non aver mai sottoscritto alcun accordo di cessione di ramo in Telecom Italia. SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, nel ribadire come la cessione di ramo d’azienda del facility management operata da Telecom Italia nel 2004 non sia mai stata condivisa in alcun modo con il sindacato e che quindi nessun accordo di cessione sia mai stato sottoscritto, hanno dichiarato:

  • inaccettabile l’atteggiamento del management di Manutencoop nel non fornire ancora alcuna indicazione su quanta occupazione possa essere garantita per i 133 dipendenti di MPSS con la quota di commessa assegnata da Telecom Italia nelle sette regioni dove risulta essere ancora assegnataria
  • inaccettabile la dichiarazione di Telecom Italia di non aver più alcuna responsabilità nella vicenda: Telecom Italia ha nuovamente reinternalizzato la “gestione operativa” (la parte di commessa “pregiata” svolta dai 133 dipendenti di MPSS) contraddicendo quindi i presupposti dell’esternalizzazione del 2004.

La soluzione di questa crisi non può quindi prescindere secondo SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, dal coinvolgimento diretto e non “sporadico” di entrambe le aziende, Telecom Italia e Manutencoop, a partire dalle regioni dove la commessa è stata totalmente assegnata ad altri soggetti industriali.

Il Mise ha reputato utile l’incontro alla presenza di Telecom Italia che ha aiutato il tavolo a chiarire alcuni aspetti: quelli in merito all’entità della commessa di per sé sufficiente a garantire il mantenimento in azienda dei lavoratori, anche alla luce della disponibilità emersa da parte di Telecom di verificare presso le aziende operanti nel subappalto e la disponibilità ad assumere alcuni lavoratori, come anche la legittimità delle richiamate esternalizzazioni da parte delle OOSS, che sono avvenute attraverso regolare cessione di rami d’azienda nel 2004, che le stesse OOSS hanno sottoscritto. Si auspica quindi che già dai prossimi incontri già cadenzati nelle sedi opportune, all’interno della procedura, si individuano percorsi condivisi tra MPSS ed OOSS, anche con la suddetta disponibilità di Telecom Italia, volti ad individuare all’interno del Gruppo Manutencoop,  soluzioni per i lavoratori; il tavolo rimane quindi aperto per le successive verifiche, dopo gli incontri nelle sedi indicate. 

Ultimo aggiornamento della pagina: 9 dicembre 2013




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