Verbale di incontro - CEFOP

Il giorno 28 novembre 2013 si è tenuto un incontro riguardante la CEFOP. Alla riunione hanno partecipato la dr.ssa Manuela Gatta del Mise, la Dr.ssa Annarosa Corsello della Regione Siciliana, la Procedura commissariale rappresentata dagli avvocati Bartolo Antoniolli, Ciro Falanga e Giuseppe Benedetto, ed assistita dal Dr. Maurizio Di Bella, nonché dalla OOSS di categoria nazionali e territoriali (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL scuola e UGL Scuola).     

La Dr.ssa Annarosa Corsello ha ribadito l’estraneità dell’Amministrazione regionale ai rapporti di lavoro intercorrenti tra procedura CEFOP ed i lavoratori (che non possono  essere quindi in alcun modo considerati dipendenti della Regione Siciliana).   però nell’ambito di una disponibilità propositiva per garantire la salvaguardia dei livelli occupazionali, il governo della regione siciliana ha confermato di utilizzare i lavoratori assoggettati a procedure di licenziamento nella realizzazione di progetti formativi affidati all’ente strumentale della regione medesima, nei limiti della durata temporale degli stessi. Con riferimento particolare alla situazione CEFOP, la dr.ssa Corsello ha sottolineato e ribadisce che l’utilizzo dei lavoratori è stato già previsto per l’imminente attuazione del progetto formativo affidato al Ciapi di Priolo. Questo presuppone però che si tratti di lavoratori licenziati, per i quali è prevista la partecipazione attraverso pubblica selezione mediante contratti a tempo determinato per la durata massima prevista di circa 8 mesi. Sulla base della dichiarazione di cui sopra la Regione Siciliana condivide ed auspica la soluzione che consenta contestualmente l’avvio delle trattative con il promittente acquirente al fine di raggiungere la salvaguardia occupazionale dei lavoratori Cefop.

La Procedura Commissariale evidenzia al tavolo la favorevole opportunità di consentire a tutti i lavoratori, ivi compresi quelli reintegrati o che sono in attesa della relativa pronuncia giudiziale, di partecipare alla selezione derivante dalla procedura di vendita dell’ente, rilevando come tale opportunità sia perseguibile solo attraverso la preliminare accettazione dei lavoratori (reintegrati e in attesa di eventuale reintegra) al licenziamento in precedenza effettuato, con successiva riassunzione da parte della Procedura, in limine al perfezionamento della vendita, senza perdita dell’anzianità giuridica, in esito ad accordo sindacale sul punto. Evidenziando come, in difetto, la procedura di vendita non potrebbe essere utilmente perseguita, con conseguente fallimento dell’Ente. I commissari esprimono infatti la necessità di non ricostituire a carico della procedura le condizioni iniziali di dissesto economico finanziario che la stessa ha inteso evitare attraverso il licenziamento dei lavoratori eccedentari, ricostituendo, attraverso l’accettazione del licenziamento, le condizioni di equilibrio economico realizzate con la precedente procedura di mobilità, che sole consentono l’avvio delle trattative con il potenziale acquirente per la salvaguardia occupazionale di oltre 400 unità lavorative, nonché per tutte le altre la possibilità di accedere alle forme di sostegno occupazionale assistite dai progetti di formazione regionale.

Ha infatti raccolto sul punto quanto evidenziato dalla stessa amministrazione regionale, ovvero che questa, in assenza di licenziamento ed in permanenza della reintegra, non potrebbe attivare tali misure di sostegno, in quanto sono state realizzate unicamente per i dipendenti degli enti a cui è stato revocato l’accreditamento e, appunto, per i lavoratori licenziati. Tanto meno, la Regione potrebbe attuarle per il numero di dipendenti licenziati, in ipotesi di fallimento del Cefop, causa assenza di finanziamento,  mentre per gli esuberi scaturenti dalla procedura di vendita vi sarebbe accesso a tali forme di sostegno in ragione del minor numero di soggetti interessati. Viene altresì evidenziato che i lavoratori che dovessero accogliere favorevolmente l’ipotesi prospettata, otterrebbero indubbi vantaggi consistenti: (i) nella possibilità di partecipare alla futura selezione derivante dalla procedura di vendita, per la prosecuzione delle attività in capo al futuro acquirente, nell’ambito delle oltre 400 unità lavorative previste dall’offerta, (ii) nel beneficio del possibile accesso della liquidazione dell’intero ammontare del TFR accantonato, (iii) nelle tutele predisposte dalla regione in via temporanea, (iv) nelle tutele del sostegno al reddito previste dalle vigenti disposizioni di legge nazionali e regionali, (v) oltre il mantenimento dei benefici di sostegno al reddito  già acquisiti.   

Le OOSS hanno mostrato un atteggiamento costruttivo, ben comprendendo  la necessità di trasferire le giuste informazioni ai lavoratori, nel rispetto delle loro scelte individuali e la necessità, rilevata dai Commissari, di una adesione completa di tutti i lavoratori interessati all’accettazione definitiva del licenziamento derivante dalla procedura collettiva già attuata e conclusa.

Il Mise ha ritenuto utile l’incontro per risolvere il complesso problema nell’interesse congiunto dei lavoratori e della procedura, evidenziandone l’identità e contestualità degli interessi medesimi; ritiene inoltre che il percorso individuato dalla procedura e condiviso dall’amministrazione regionale e dalle OOSS (che sarà comunque oggetto per quanto attiene alla vendita, come previsto dal D.lgs 270/99, di trattativa tra OOSS e azienda acquirente) è l’unico che possa consentire la prosecuzione della procedura di A.S. e la successiva vendita, oltre ad aprire alle superiore ipotesi di sostegno occupazionale e reddituale nell’interesse dei lavoratori.

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