Di Maio a Confartigianato: "Basta fare il processo alle intenzioni agli imprenditori. PMI patrimonio del Paese"

Martedì, 26 Giugno 2018

"La piccola e media impresa italiana ha fatto dei miracoli in questi anni. L’unione tra imprenditore e lavoratore ha reso possibile la grandezza del Made in Italy nel mondo, per questo ho voluto riunire i due Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Così da mettere assieme la parte datoriale e quella del dipendente.

Oggi la piccola e media impresa italiana deve essere tutelata ad ogni costo, perché rappresenta la vera spina dorsale del Paese e del sistema Italia, è uno dei nostri patrimoni più preziosi. Dobbiamo sgravare le PMI e i professionisti di inutile burocrazia: spesometro, redditometro, split payment, studi di settore. In generale, non può più esistere un sistema in cui lo Stato dichiara le imprese colpevoli fino a prova contraria. Da oggi l’imprenditore è onesto fino a prova contraria. Smettiamola di creare norme che sono un processo alle intenzioni, aboliamo quelle che non servono e sgraviamo le PMI di questo peso.

Non sono per l’isolamento dell'Italia. Ma come Italia, con un sistema produttivo così particolare, dei prodotti così unici - e non parlo solo del settore agroalimentare - non dobbiamo avere paura di affrontare il tema dei dazi per proteggerci. Questo non vuol dire isolarsi, bensì cominciare ad aprire i rubinetti con Paesi che ci rispettano economicamente e rispettano le nostre specialità, ma chiudere i rubinetti con altri che non rispettano le nostre specialità e rappresentano una minaccia con i loro prodotti a basso costo.

Dobbiamo andare in Europa e combattere la concorrenza sleale che arriva sia da fuori l’UE, sia interna all’UE: parlo dell’assurdità dei paradisi fiscali che ancora oggi possono operare liberamente. Lo dobbiamo fare anche per le nostre PMI".


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